A
un anno di distanza dall’inaugurazione dell’impianto
di San Benedetto Belbo, il progetto di rete wireless si consolida e
si amplia, passando dalla fase sperimentale di una piccola cittadina di 190
abitanti, alla realizzazione di un progetto che abbraccia l’intera Comunità
Montana dell’Alta Langa, con il coinvolgimento di 21 Comuni,
a cui si aggiungono alcune frazioni.
La Comunità Montana dell’Alta Langa si è fatta carico della
necessità di un adeguamento verso i più sofisticati e moderni servizi di telecomunicazione
per un area che altrimenti rimarrebbe destinata all'isolamento culturale ed
economico, riuscendo così ad integrare i vantaggi legati alla qualità di vita
garantita da un piccolo centro con le innovative risorse tecnologiche della
città.
Un progetto di grande portata sociale.
L’impianto dell’Alta Langa vanta numerosi primati, il principale dei quali è l’impiego su larga scala di soluzioni tecnologiche di avanguardia al servizio dei cittadini: un’operazione che non si esaurisce nella mera "dimostrazione di forza" della capacità di innovazione delle aree rurali, bensì una vera e propria strategia di sviluppo dalle immediate e vaste ricadute nella vita di tutti i giorni delle persone che risiedono nell’area interessata dal progetto.
L’impianto
consiste in una infrastruttura abilitante una moltitudine di servizi
(larga banda, comunicazione dati, videosorveglianza, fonia e videocomunicazione,
teleassistenza, protezione civile, etc.); le particolarità tecniche di
questa rete polivalente determinano numerosi primati a livello nazionale e non
solo.
L’innovazione tecnologica, che è alla base dell’impianto, è garantita dall’alto
livello di flessibilità della rete, realizzata secondo uno schema destrutturato
che consente di modificare la rete con grande agilità, e da una scalabilità
illimitata, almeno a livello teorico: all’aumento del numero dei client corrisponde
infatti un incremento delle prestazioni generali, evitando un collasso del centro
dati.
Si tratta di uno dei primi esperimenti al mondo di struttura
wi-fi su modello ad hoc, un particolare tipo di rete magliata dove, a differenza
della rete gerarchica, i dati fluiscono liberamente, con una diffusione dell’accesso
alle informazioni direttamente proporzionale all’aumento delle connessioni.
Diviene così possibile raggiungere tutti gli utenti garantendo pari costi e
condizioni.
Rivoluzionario anche l’utilizzo dell’open source: una rete realizzata interamente con software libero, con tutti i vantaggi che questo comporta in termini di risparmio delle licenze, di flessibilità, poiché non è vincolata ad un hardware particolare, e interoperabilità, grazie all’utilizzo combinato con una vasta varietà di elementi, proprietari e non, che il codice aperto consente.
Un primato in termini di ampiezza, con la copertura di una superficie di oltre 200 km quadrati e la conquista della più estesa distanza tra due punti interconnessi: un risultato competitivo, anzitutto considerando l’avversità morfologica dell’area, tra il montuoso e il collinare, e le difficoltà legate ad un ambiente climaticamente impegnativo per attrezzature che devono lavorare all’esterno.
Un’avanguardia tecnologica, assicurata dall’utilizzo di una
rete ibrida, ovvero un sistema che si avvale di più tecnologie, cogliendo
da ciascuna il massimo vantaggio offerto rispetto alla situazione particolare
di impiego.
Tecnologie radio (wi-fi 802,11 b), satellitari bidirezionali (in
due modalità, come ponte verso Internet e come rete punto-punto), e via cavo
(parte delle sottoreti locali sono miste cavo/wireless e una delle uscite internet
potrebbe essere via cavo hdsl) sono i sistemi adottati. L'impianto realizzato
si distingue inoltre per la sua completezza: la rete dati si affianca alla ridistribuzione
della connettività INTERNET ed a un'impianto di videosorveglianza territoriale
integrato ed automatico; inoltre abilita servizi di fonia su IP, video comunicazione
e tutte le possibili gestioni documentali, come firma elettronica e sportelli
informatici.
Riccardo Chiozzotto