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E-DEMOCRACY E CITTADINI DIGITALI - parte I

Nuove tecnologie e partecipazione del cittadino: un opportunità per tutti, ma solo ancora a portata di mano. Questa la conclusione di un rapporto che fornisce una fotografia completa della diffusione e utilizzo dell'ICT tra le famiglie italiane e all'interno delle istituzioni pubbliche, analizzandone le interazioni reciproche.
di Censis - RuR | 18 giugno 2004

Sono stati presentati i dati del rapporto RuR - Censis sui livello di e-democracy e e-government raggiunto effettivamente nel nostro Paese.
I servizi sono indubbiamente uno degli aspetti di maggior rilievo delle politiche di innovazione. Ma non bisogna perdere di vista l’obiettivo ultimo di queste politiche, ovvero il miglioramento della qualità del vivere comune.

I siti istituzionali, più o meno interattivi nell’erogare i servizi, sono e rimangono canali ad una via di comunicazione, non fanno comunità, non creano reti, né con il cittadino, né con gli altri soggetti sul territorio; la visibilità delle relazioni sul territorio sul sito Internet, nella forma di:

  • sezione appositamente dedicata (4,9% dei casi)
  • o di presentazione di un progetto condiviso (28,2% dei casi), è inferiore alle aspettative
  • solo il 33% dei comuni descrive dinamiche relazionali con enti affini
  • di maggiore visibilità godono le relazioni con soggetti non istituzionali, in oltre il 60% di siti provinciali e comunali

Questi spazi e i siti nel loro complesso rimangono contesti informativi senza attivare forme di dialogo tra gli utenti mediante strumenti interattivi atti a creare community on line. Per i siti istituzionali la pubblicazione di newsletter e strumenti di discussione è in crescita tuttavia raramente questi hanno un obiettivo specifico, la partecipazione e gli argomenti di discussione sono spesso lasciati alla libera iniziativa.

Il cittadino tecnologico. Si fa sempre più vicina alla realtà l’immagine di una domus tecnologica domus sta per modo di vivere comune e tecnologica sta per gli strumenti comunicativi di base. Cellulari, televisione, videoregistratore restano gli irrinunciabili.
Passando poi ad analizzare il grande simbolo del nostro secolo: il PC, questo conferma, anzi accelera, la velocità di entrata nella quotidianità delle famiglie italiane:

  • è presente in circa 7 case su 10
  • il possesso di PC guadagna 16,6 punti percentuali rispetto al 2003
  • rispetto al 2003 i giovani sono decisamente più interessati al PC usato dal 72% di chi ha meno di 34 anni

Un dato importante quando si parla di accesso ai servizi o di alfabetizzazione informatica.

La deriva consumistica dei cittadini. Il salto in avanti rispetto ai consumi si può dire compiuto, ma la percentuale di chi si dichiara totalmente disinteressato alle nuove tecnologie è sostanzialmente identica a quella della rilevazione dell’anno passato:

  • un quinto della popolazione italiana adulta è fuori dalla società dell’informazione e non ha intenzione di entrarci
  • si tratta di pensionati, anche se in percentuale minore rispetto al 2003, di casalinghe, ma in parte anche di disoccupati
  • assolutamente non lo sono di studenti, tra i quali non si conta neppure un escluso

Inoltre:

  • chi si interessa di tecnologia lo fa prevalentemente per fini pratici (37,3%), dato che rispecchia quanto già emerso dai consumi: il telefonino, il PC, il televideo sono strumenti utili nella quotidianità della casa, del lavoro, dello studio
  • le casalinghe si avvicinano se, e solo se, questa è utile e vantaggiosa nella pratica
  • al contrario, le categorie più tecnologizzate come gli occupati, gli studenti e i disoccupati stanno cambiando atteggiamento, sempre meno legati alla sola applicazione pratica delle tecnologie e sempre più a proprio agio con le nuove tecnologie di cui sono in buona parte consumatori abituali
  • le difficoltà maggiori emergono per chi, pur incuriosito dalle tecnologie, non riesce ancora a farle entrare nella propria quotidianità, come le casalinghe (15,7%) e, a sorpresa i disoccupati (13,7%) in maniera maggiore rispetto ai pensionati (9,5%)
  • il 67,9% delle famiglie ha in casa il PC, ma tra questi solo il 51,7% ne fa un uso personale, percentuale che non comprende neppure un terzo delle casalinghe e dei pensionati
  • a smussare l’entusiasmo sui dati relativi ai consumi domestici intervengono anche altre due importanti questioni:
  • l’uso del PC sul luogo di lavoro e di studio che riguarda solo il 36,7% degli italiani
  • l' importante presupposto per digitalizzare i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione: il "denaro di plastica": la possibilità di usufruire dei servizi di pagamento on line, com’è ovvio, dipende dal possesso di carte di debito e di credito in mano, nel 2004, a solo il 40,4% degli italiani maggiorenni

Il popolo dei navigatori. La crescita quantitativa degli utenti Internet non si ferma:

  • nel 2004 sono in rete 19 milioni cittadini, 10 milioni in più rispetto al 2000
  • rispetto ad appena un anno fa è rimasta pressoché stabile al 4% la percentuale degli esclusi
  • mentre si è assottigliata la porzione di popolazione nella categoria dei così detti utenti potenziali che è passata dal 63,8% al 53,9%
  • il 9,9% di chi dichiarava nel 2003 di non collegarsi ad internet perché non rispondente, per contenuti e servizi, ai propri interessi (il 19,2% di questi) o per questioni di costi (il 4,6%), ma soprattutto per mancanza di competenze (24,2%), ha varcato la soglia della rete

Il dato più interessante è quello relativo a casalinghe e pensionati:

  • il 6,7% delle casalinghe ha scelto la Rete negli ultimi mesi e, tra queste, ben il 3% sino appena a 12 mesi fa sosteneva di non sapere neppure cosa fosse internet e che tipo di servizi offrisse
  • per i pensionati la crescita è ancora maggiore: 10,1% in più gli utenti in questa categoria
  • la Rete inizia a popolarsi di donne (+5,1 nel gruppo delle utenti rispetto al 2003) e a minimizzare il ruolo dei professionisti che l’affollavano nella prima fase della sua crescita; il pubblico di Internet si fa sempre più simile a quello dei consumatori tradizionali

La casa è il luogo da cui, con maggior frequenza, gli italiani accedono ad Internet piuttosto che dal lavoro o in luoghi pubblici:

  • solo il 7,5% si collega esclusivamente dal luogo di lavoro o studio
  • e il 13,3% lo fa sia da casa che dal luogo di lavoro
  • contro il 20,8% che si collega sempre e solo da casa

Come ci si connette:

  • con modem e telefono nella maggior parte delle case (69%), anche se la diffusione della larga banda a circa un terzo tra gli utenti internet, apre delle buone prospettive anche rispetto all’offerta di servizi ad alta interattività e multimedialità
  • con ADSL nel 28% dei casi
  • con ISDN nel 6%
  • con fibra ottica nel 3%
  • e CDN nel 2% dei casi

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