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ICT. UNA SCOMMESSA PER ROMA

Il complesso e articolato sistema dell’ICT è già una realtà in continua evoluzione. Il territorio provinciale e ancor più quello del capoluogo, consolida i settori più tradizionali e, nel contempo, si arricchisce di nuove funzioni terziarie di tipo avanzato.
di Camera di Commercio di Roma | 23 giugno 2004

Secondo dati resi noti dalla Camaera di Commercio di Roma il comune si conferma come una delle grandi aree di concentrazione di operatori nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, accogliendo nel proprio territorio una parte apprezzabile delle aziende operanti nel campo dell’informatica, delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo e della ricerca connessa all’ICT.

Lo studio “I processi di ricomposizione strutturale nella new economy romana” condotto dal Censis per conto della Camera di Commercio di Roma, ha l’obiettivo di fare il punto sulla recente evoluzione e sulle prospettive dell’economia legata alle TLC e all’IT in ambito locale, partendo, tuttavia, dai dati generali di un contesto allargato.

I dati raccolti dal Censis evidenziano un sostanziale esaurimento dei fenomeni di crisi mondiale del mercato dell’ICT registrato nel biennio 2001-2002:

  • dopo una crescita modesta dell’1,4% del fatturato del comparto nel 2003
  • le stime più accreditate indicano per la fine del 2004 un possibile sviluppo del 4,3% (pari a 2.160 miliardi di euro) e lasciano intravedere ulteriori margini di recupero per il 2005

L’Italia sembra seguire tale trend generale. In particolare:

  • nel 2003 il mercato nazionale aggregato dell’IT e delle TLC ha espresso un volume d’affari pari a oltre 60 miliardi di euro, con un incremento dello 0,1% rispetto all’anno precedente
  • positiva la tendenza delle TLC, il cui valore di mercato è cresciuto dell’1,8% nel 2003 rispetto all’anno precedente
  • mentre l’IT mostra gravi difficoltà, con flessioni del fatturato del 3,2% nel medesimo periodo

Le difficoltà della new economy, italiana e europea, vanno lette nel contesto di un generale rallentamento dell’economia continentale.
La contrazione degli investimenti in innovazione e il contestuale rallentamento di crescita del Pil ha generato ritardi evidenti in larghe aree del Paese, ma, forse, meno accentuati in sistemi territoriali come quello di Roma o di Milano, che da anni mostrano una decisa vocazione ad operare in settori innovativi:

  • la copertura delle infrastrutture backbone in fibra ottica, cioè quelle che collegano fra loro città diverse, mostra l’Emilia Romagna, il Lazio, la Liguria, la Lombardia e il Piemonte tra le regioni che si collocano nella fascia alta di dotazione, con oltre 14 km di fibra per Kmq a fronte di un dato medio nazionale pari a 12 km per Kmq
  • la copertura delle infrastrutture MAN (Metropolitan Area Network) in fibra ottica, realizzate all’interno delle singole città per consentire l’offerta dei servizi di trasporto e accesso dati al cliente finale, mostra, similmente, come le regioni con il più elevato livello di dotazione siano l’Emilia Romagna, il Lazio, la Liguria, e la Lombardia, con 11 km di fibra per kmq, a fronte di un dato medio nazionale di 9 km per kmq
  • naturalmente, nel Lazio una posizione di assoluta preminenza è giocata da Roma

Attualmente l’Italia conta oltre 48.600 operatori impegnati in attività connesse alle nuove tecnologie della comunicazione e informazione, come le telecomunicazioni, l’informatica, l’audiovisivo, la sperimentazione e la ricerca in campo elettronico.
In tale contesto, i grandi comuni italiani rappresentano le prime, e forse uniche, aree di grande specializzazione in tale settore. Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna presentano una concentrazione di operatori economici dell’ICT che raggiunge, rispetto al totale nazionale:

  • il 30,6% nell’audiovisivo
  • il 25,3% nella ricerca
  • il 22,1% nell’informatica
  • il 17% nelle telecomunicazioni

Soprattutto occorre rilevare che, nel solo comune di Roma, si concentra

  • il 14,8% degli operatori del comparto audiovisivo
  • il 12,2% di quello della ricerca
  • oltre che il 10% circa degli operatori dell’informatica
  • l’8,7% di quello delle telecomunicazioni

Inoltre, in un contesto in cui il sistema dell’ICT a livello nazionale registra un netto ridimensionamento delle nuove assunzioni, con un calo del 19,5% tra il 2002 e il 2003, Roma, Milano e Trieste sono gli unici territori a mostrare segnali positivi con la più alta capacità di assorbimento (superiore al 5% secondo le previsioni dell’Indagine Excelsior) di nuovi occupati nel comparto dell’ICT rispetto al totale dei settori produttivi.


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