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PROFESSIONI ICT: EFFERVESCENZA IN CALO MA SEMPRE AL TOP

La dinamica retributiva frena, più tempo per cambiare azienda. Consulenti e co-co-co al 15% della forza lavoro. Molti "over 40" ha subito interruzioni di carriera. Ma le condizioni si mantengono interessanti: le professioni ICT si confermano di riferimento per i giovani, le donne e per le scolarità più elevate.
di Linea Edp/Assinform/ICTsquare | 28 giugno 2004

Il mondo del lavoro nell'ICT è cambiato, tutti coloro che sono coinvolti nel settore se ne sono accorti, eppure dai dati emersi  dalla seconda edizione "ICT - Professioni & Carriere 2004", indagine nazionale - realizzata in partnership da Linea Edp, Assinform e ICTsquare - sull'evoluzione lavorativa, retributiva e formativa delle figure professionali legate all'informatica e alle telecomunicazioni , la situazione è meno drammatica di quanto sembri.
Questi lavoratori sono più stanziali, non godono più dell'escalation retributiva degli anni d'oro, alcuni ripiegano sulle consulenze e chi ha più di 40/50 anni non ha sempre vita facile. Ma credono nel mestiere, sanno che stanno meglio che in altri settori o uffici, fra loro cresce la quota di donne e giovani a elevata scolarizzazione, e anche chi incappa in qualche infortunio di carriera si ricolloca.
La rilevazione, che ha anche trattato aspetti nuovi, come la condizione delle donne e degli ultraquarantenni, si è avvalsa di questionari via Internet (grazie anche alla collaborazione dei siti Jobpilot.it, Manager.it e Aspitalia.com).
L'elevato numero di rispondenti (1044) ha permesso di evidenziare:

  • la prevalenza dei giovani e una quota crescente di donne:
    • l'età media dei rispondenti è di 35,8 anni (33,9 per le donne)
    • e il 75,9 % di essi ha fra i 20 e i 40 anni
    • la percentuale femminile, anche se ancora limitata (16,7%), è risultata in crescita sulla corrispondente indagine 2003 (15%)
  • una scolarizzazione elevata, in generale e ancora di più fra le donne. Il 60,2% ha un titolo che va dalla laurea breve in su. Per le donne la percentuale è più elevata, pari all'80,3%
  • una diffusione dei mestieri ICT che va ben oltre i confini del settore: il 45,9% dei rispondenti è nelle aziende utilizzatrici (17,5% servizi, 8,8% industria, 7,2% commercio, ecc.)
  • un peso importante per le figure non dipendenti:
    • collaboratori esterni (a progetto, co-co-co e partita IVA), sono risultati il 14,6%
    • il 7,9% opera con altre forme
    • mentre i dipendenti a tempo indeterminato sono il 69,5% dei rispondenti
    • e gli assunti a tempo determinato il 4,4%
    • la numerosità delle figure consulenziali
    • i ruoli più citati sono quelli dei consulenti informatici (16,2%)
    • dei responsabili dei sistemi informativi (8,6%)
    • degli analisti-programmatori (7,9%)
    • dei marketing manager (6,6%)
    • dei project manager (6,4%)
    • e degli account manager (6,3%)

Per quanto riguarda il livello retributivo:

  • la media è di 38,4 mila Euro annui lordi, che però nasconde una realtà composita:
    • al di sopra sono i responsabili dei sistemi informativi e gli EDP manager (media: 49,5 mila Euro); gli account manager (48,8), i marketing manager (41,5), i project manager (39) e i consulenti senior (38,5)
    • al di sotto sono gli analisti-programmatori (media: 28,7 mila Euro l'anno), gli specialisti di reti e sistemi (28,2), gli amministratori di sistemi (26,8), gli sviluppatori Web (24,2) e i consulenti junior (22,8), in coda alla classifica salariale

Esiste senza dubbio una dinamica retributiva in affanno:

  • oltre il 36,9% degli intervistati ha goduto di aumenti retributivi nell'ultimo anno
  • ma il 53,2% non ne ha avuti
  • e il 9,9% ha visto la retribuzione diminuire

Sono mancate le componenti legati ai risultati, frenate da una congiuntura difficile, nel settore e, in generale, dall'erosione delle tariffe della consulenza;

Nonostante questo sembra vi sia un buon livello di soddisfazione per l'impiego attuale:

  • il 55,9% è mediamente contento
  • il 22,2% lo è molto
  • e solo il 21,9% è deluso

I più soddisfatti sono, top manager a parte, gli specialisti di reti/sistemi, i marketing manager e gli EDP manager. Lo sono meno gli account manager, gli analisti-programmatori e gli sviluppatori Web, con livelli di insoddisfazione fra il 32 e il 34% dei casi, doppi di quelli rilevati per le figure più soddisfatte.

Inoltre si rileva:

  • qualche preoccupazione per l'impiego e il clima aziendale: fra chi è mediamente soddisfatto la percezione di un buon clima aziendale non supera il 66% dei casi, e quello della stabilità il 60,9%
  • una permanenza ancora breve nello stesso ruolo:
    • da 3 a 5 anni per il 37,4% dei rispondenti
    • e di soli 2 anni per il 19,5% (rispettivamente, il 35 e il 30% nel 2003)
  • la fedeltà all'azienda "più elevata" è l'effetto di una stagnazione che riduce le occasioni, ma che non intacca l'attitudine alla mobilità delle figure ICT:
    • solo il 38,2% dei rispondenti non punta a cambiare ruolo
    • mentre il 15,9% lo vorrebbe fare stando nella stessa azienda
    • e il 45,9% cambiando azienda

Nel 2003, chi ha cambiato ruolo lo ha fatto nel 61% dei casi cambiando azienda.

Come si cerca e cambia lavoro:

  • il ruolo chiave spetta ancora al passaparola
    • il 60,3% dei rispondenti ha trovato l'ultimo impiego tramite conoscenze personali
    • mentre le inserzioni a stampa e le società specializzate sono servite rispettivamente nel 12,1% e 9,1% dei casi
    • si confermano forti i canali Internet (11,7% dei casi) e gli stage (6,8%)
  • il tempo di ricerca del primo impiego è relativamente breve: il 43,7% dei rispondenti con meno di 30 anni ha trovato collocazione in tempi inferiori ai 6 mesi

Infine esiste:

  • una penalizzazione per le donne ancora percepita, ma meno che in passato:
    •  il 51,2% delle rispondenti avverte penalizzazioni (per carriera e retribuzione) rispetto ai maschi
    • è però anche vero che il 6,4% dice di avere subito discriminazioni in passato e non più oggi
    • e che il 42,4% si sente trattato alla pari dei colleghi maschi
  • e una situazione "fluida" per chi ha più di 40 (e 50) anni:
    • gli over 40 hanno subito interruzioni di carriera nel 24,8% dei casi, la metà conseguenti a crisi aziendali
    • ma è riuscito a ricollocarsi entro 6 mesi il 60,3% (da 6 mesi ad un anno nell'8,6% dei casi e in più di un anno nel 31 % dei casi)
    • gli over 50 hanno risposto adattandosi a soluzioni diverse: infatti fra i essi le collaborazioni esterne raggiungono il picco del 33,3 %

"Il rallentamento degli investimenti in nuove tecnologie si è tradotto in un raffreddamento delle dinamiche retributive e del turnover - ha dichiarato il Direttore di Assinform, Federico Barilli -. Resta il fatto che le professioni ICT si confermano ambite. E che si guardi sempre meno al sesso e all'età, e sempre più alla competenza. E questa, in tempi di allungamento della vita lavorativa, è una ragione in più per riservare maggiore attenzione e risorse all'ICT".


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