Accelera nel 2003 il mercato italiano dell’eCommerce B2c, ma è ancora traoppo scarsa la presenza degli operatori leader della distribuzione moderna. Quello dell'eCommerce italiano rimane insomma un mercato molto concentrato.
L’Osservatorio permanente sul B2c della School
of Management del Politecnico di Milano, ha reso noti recentemente i risultati
di un interessante Rapporto sull’eCommerce B2c in Italia basato sull’analisi online
di oltre 8000 siti di eCommerce, su interviste dirette ai 120 principali
player del mercato italiano e su un survey che ha coinvolto circa 200 operatori
tra quelli minori. Questo Rapporto sarà seguito nei prossimi mesi da un altro
che, uscendo dai confini dell’eCommerce, analizzerà in dettaglio tutti gli altri
ambiti – non transazionali – del B2c: dai nuovi strumenti di community e di interazione
tra gli utenti, alle nuove modalità di comunicazione e promozione, dagli innovativi
strumenti di eCRM e di eRecruiting all’offerta di contenuti digitali broadband.
La
dinamica dei siti di eCommerce:
- continua a crescere il numero
di siti di eCommerce - da 7000 a poco più di 8000 – anche se con
un tasso, pari al 16%, ben inferiore a quello medio registrato
negli ultimi anni (pari al 45% circa)
- la causa principale di questo rallentamento
è l’elevatissima mortalità dei siti, superiore al 40%: quasi 3
siti su 7 di quelli censiti a maggio 2003 oggi non sono più attivi
o perché hanno eliminato la propria presenza sul Web o perché hanno deciso di
trasformarsi in vetrine istituzionali.
- mortalità particolarmente elevata
circa il 66% tra i siti ospitati nei Cybermall
- meno rilevante
- pari a circa il 30% - nei siti “indipendenti” (Cybershop)
- rimangono
comunque anche quest’anno numerosi i siti ospitati all’interno dei Cybermall,
circa 3000 siti-negozio, a causa soprattutto dell’incremento dei siti ospitati
all’interno di eBay.it, che da sola ne ospita quasi 1500
La tipologia di imprese
- il peso delle Dot Com è in aumento,
dal 26% del 2003 al 37% di quest’anno
- tra le imprese
tradizionali hanno “tenuto” le imprese di servizi e quelle produttrici
(il cui peso si era già ridotto nel periodo 2000-2003)
- ed hanno invece
ridotto il loro peso le aziende commerciali, dal 42% al 32%
Gli operatori della distribuzione moderna
La tanto auspicata
discesa della distribuzione moderna non c’è stata. La situazione appare quasi
cristallizzata con pochissimi ingressi (ad esempio Expert.it, Avon.it),
ma anche qualche abbandono illustre.
- in media solo il 18% degli
operatori ha un sito di eCommerce
- il 20% nel Food
ed il 16% nel Non-Food, mentre è leggermente incrementata la presenza
di siti istituzionali
I comparti merceologici
Si riduce,
in termini di numero di siti, il peso del Made in Italy (alimentare, abbigliamento,
oggetti artigianali ed artistici, turismo, preziosi):
- dal 44%
complessivamente nel maggio 2003 al 38% nel maggio 2004
- la
mortalità nell’ultimo anno in questi comparti ha toccato punte del 50-60%
tra i siti di prodotti artigianali, di abbigliamento e alimentari
associati al Made in Italy
- è invece aumentato in modo
significativo il numero di siti che vendono prodotti di informatica ed elettronica
(inclusa la telefonia e la fotografia), con una incidenza che passa dal 13
al 22% in un solo anno
La dinamica delle vendite:
- oltre
1150 milioni di euro è il volume delle vendite online realizzate nel 2003:
più 63% rispetto al 2002, tasso superiore alla media tenuta nel
biennio 2000-2002 (+44%)
- i tre comparti che continuano a dominare sono:
- Turismo
(nelle sue diverse componenti: viaggi, hotel e biglietti), che sale quest’anno
al 27% (contro il 17% del 2002)
- Assicurazioni (essenzialmente
RC auto), in leggera decrescita dal 20 al 18%
- Informatica ed
Elettronica (comprendente hardware, software, audio-video, telefonia, ecc.),
in riduzione dal 19% del 2002 al 15% circa del 2003
- stabili
il Grocery (supermercati online) e il comparto Editoria, Musica
ed Audiovisivi, pari a circa il 4% cadauno
- mentre è in riduzione
il peso dell’Abbigliamento, dal 5% al 3,5%
- nel complesso
quasi il 60% del mercato è costituito dalla vendita di servizi (era
55% nel 2002)
La concentrazione:
- il mercato
dell’eCommerce B2c in Italia accentua ulteriormente la sua già forte concentrazione
nelle mani di pochi player: i primi 20 rappresentano oltre il 70%
del mercato (contro il 64% del 2002)
- con l’eccezione dell’ingresso
degli operatori del trasporto (Volareweb.com in primis) la classifica dei
primi 20 non ha subito significative modifiche
- solo 3 tra i primi 20
sono operatori della grande distribuzione
- la tendenza ad
una ancora più spinta concentrazione è evidente anche nei diversi comparti
merceologici, con le Assicurazioni ed il Grocery nei quali i primi
5 operatori concentrano più del 90% e dell’85% del mercato rispettivamente,
ed il Turismo dove il totale delle vendite dei primi 5 è passato
dal 68% del 2002 al 75% del 2003
Multicanale
vs Pure Player.
- il peso relativo tra operatori Multicanale e Pure
Player si mantiene sostanzialmente invariato nel 2003: due terzi i primi
e un terzo i secondi
- si modifica invece il peso relativo tra i diversi
modelli multicanale:
- in particolare, aumenta il peso delle imprese che
operano a distanza, pari al 31%, specialmente grazie al contributo
delle compagnie dirette di assicurazioni e di trasporto aereo (Volareweb.com)
- e
delle imprese che operano su più canali sia fisici che a distanza, pari
al 9%, in questo caso grazie alla crescita del ticketing (cfr. casi TicketOne.it
e Charta.it) e soprattutto delle compagnie di trasporto tradizionali
- a
discapito degli operatori store-based, con un peso del 24% contro
il 35% del 2002
- il peso relativo delle Dot Com
è rimasto sostanzialmente invariato, pari al 36%, a dimostrazione del fatto
che hanno saputo mantenere un ruolo tutt’altro che marginale nello sviluppo dell’eCommerce
- il
64% del mercato è invece appannaggio delle imprese tradizionali
Le
modalità di pagamento:
- il 57% degli acquisti online nel
2003 sono stati pagati con carta di credito, in sostanziale stabilità
rispetto al 58% dello scorso anno
- in realtà l’utilizzo della
carta di credito è significativamente aumentato nei Cyberstore, dove pesa
per il 65% circa
- in crescita il pagamento alla consegna
(con contrassegno o con carta di credito), ovviamente nei settori in cui ha luogo
la consegna fisica della merce e quindi l’interazione “fisica” con il cliente
(il Grocery, l’Informatica, l’Editoria), dove pesa tra il 50 ed il 70%
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