"L'investimento nelle tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, l'ICT, consente di aumentare l'attrattività del Sistema Italia in quanto per ogni euro speso in ricerca ed innovazione si registra un aumento degli investimenti
diretti esteri pari a 4 euro".
Lo ha affermato Lucio Stanca, Ministro
per l'Innovazione e le Tecnologie, alla presentazione del Rapporto del Foresight
Lab.
A tale proposito Stanca, dopo aver posto come
essenziale l'obiettivo di "migliorare l'attrattività del Sistema Italia qualificandolo
come un 'ambiente' favorevole a ricerca e innovazione", ha rilevato che "l'ICT
ha perso molte occasioni in Italia ed ha tre problemi:
1) l'industria nazionale
ICT è troppo a valle della filiera del valore, una filiera 'monca', con riflessi
anche sul Paese;
2) persiste una lontananza della cultura degli affari dalla
comprensione della dimensione tecnologica;
3) l'offerta dell'industria ICT
si adatta male ad una domanda italiana caratterizzata da mi-cro-imprese".
Proprio in questa direzione si è mosso il Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie di concerto con quello delle Attività Produtive, varando un anno fa il Piano per l'Innovazione Digitale nelle Imprese con l'obiettivo di rafforzare l'innovazione nei settori del made in Italy mediante l'ICT e di rendere più semplice l'accessibilità agli incentivi oltre a stabilire un più efficace coordinamento fra i vari livelli di governo, ossia Pubblica amministrazione centrale e quella locale.
Tra i provvedimenti adottati che il ministro ha voluto ricordare vi sono anche il fondo di garanzia per le PMI che voglio investire nell'innovazione digitale, in grado di attivare investimenti per 2 miliardi e il Piano nazionale per lo sviluppo della banda larga, che mira a dotare anche il Sud del Paese di specifiche infrastrutture. A tale proposito Stanca ha sottolineato che "per la prima volta esiste una politica per la Società dell'Informazione nel Sud, con delibere del CIPE nel 2003 per 526 milioni di euro in tre anni per l'innovazione digitale nel Mezzogiorno, cui si associano poi i fondi regionali".
Guardando al DPEF, Stanca ha sottolineato un "approccio che bilanci interventi urgenti mirati a sostenere la competitività tramite l'innovazione digitale, soprattutto nelle PMI, con risultati nel breve periodo ed interventi strutturali per la crescita delle componenti high tech nel medio periodo; promozione del capitale di rischio privato per nuove iniziative nell'high tech per favorire la crescita di aziende esistenti e per la creazione di start-up; sostegno al trasferimento di conoscenza dal mondo della ricerca verso le imprese, in particolare del Sud; evoluzione della leva fiscale (tecnoTremonti) per investimenti in innovazione di prodotto e di processo mediante l'ICT; ma anche semplificazione delle procedure nella Pubblica amministrazione attraverso l'e-Government".
Insomma, ha concluso Stanca, "vogliamo passare dal Made in Italy al brain in Italy in quanto la vera sfida è lavorare sulla 'catena del valore' dell'Economia dell'Innovazione e sulle sue interfacce: formazione - ricerca - innovazione".
Progetti di cui si attendono ora i risultati concreti.