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L'E-COMMERCE PIACE, MA FA ANCORA PAURA

Molti i consumatori che hanno ancora paura di fornire informazioni personali e dati sensibili online. Se è vero che anche offline si rischiano frodi, le aziende che fanno e-commerce stanno operando per rassicurare i propri clienti.
di Forrester Research | 08 luglio 2004

Nonostante il commercio elettronico sia sempre più una consuetudine per molti, e i dato a livello mondiale indichino una crescita delle vendite realizzate via web, la maggioranza dei consumatori è ancora titubante nel fornire il proprio numero di carta di credito online a causa della possibilità di subirne un danno.

Secondo un nuovo rapporto reso noto da Forrester Research:

  • è il 61% dei consumatori a manifestare preoccupazione per la sicurezza e segretezza dei propri dati sensibili
  • circa il 50% è preoccupato anche solo di fornire informazioni personali
  • ma le preoccupazioni non sono limitate a Internet: un terzo dei consumatori non si fida molto neppure di fornire informazioni personali per telefono

Naturalmente, il furto di identità, i numeri di carta di credito persi o ribati, le frodi online accadono ed alcuni siti sono stati notoriamente lassi nel proteggere segretezza e sicurezza dei dati dei propri utenti, ma Forrester sottolinea - ancora una volta - come l'ambiente commerciale online non sia più pericoloso di quello off-line.

Inoltre a causa di tali problematiche le aziende online si stanno impegnando molto per offrire garanzie sufficienti ai propri clienti e incoraggiarli a spendere sul web. La maggior parte delle aziende emittenti di carte di credito hanno, ad esempio, una politica che prevede un carico sul consumatore di soli 50 dollari se qualcuno ruba un numero di carta di credito e fa acquisti fraudolenti.

Inoltre secondo lo studio : "Marketing Challenges 2004" condotto sempre da Forrester per Unica Corporation, ha inoltre rilevato che:

  • più del 60% dei manager intervistati invita ad aumentare l'impatto della recente legislazione sulla privacy
  • poco meno del 20% ha modificato il proprio utilizzo delle e-mail dei clienti così come del telemarketing
  • di conseguenza circa il 20% permette che siano i clienti a determinino la frequenza delle azioni di marketing

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