Forti polemiche aveva suscitato in giorni di campagna elettorale
il breve messaggio di testo (SMS) inviato dal Presidente del Consiglio dei Ministri
che informava i cittadini delle date e dell'orario in cui si sarebbe potuto votare
(purché muniti di documenti e tessera elettorale!) alle prossime imminenti votazioni.
Un
comportamento, quello tenuto dalla Presidenza del Consiglio, che lasciando perplessi
tutti i cultori del "diritto della privacy" aveva coinvolto lo stesso Garante
per la privacy, il quale già si era espresso in passato sulla questione
degli SMS di pubblica
utilità, al fine di regolamentarne l'invio nel rispetto dei diritti
del rcevente.
E il Garante ha ora espresso la propria
opinione in merito con un provvedimento
nato anche a seguito, si legge sul sito, "di numerose segnalazioni e reclami
ricevuti.".
Proprio riferendosi al citato provvedimento
generale del 12 marzo 2003 l'autorità garante ricorda come si possa
ricorrere all'invio di messaggi "in deroga alla disciplina sulla protezione
dei dati personali in caso di emergenze e calamità naturali, con un provvedimento
emanato, ad esempio, per ragioni di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica".
Un carattere di urgenza difficile da dimostrare nel caso del messaggio elettorale, difesa comunque dal Ministro dell'interno in nome di una non sufficiente informazione su tempi e modi previsti per le votazioni. Inoltre le proteste registrate a causa della riduzione delle sezioni elettorali, e la riduzione del contingente militare a presidio dei seggi, hanno avvallato una "oggettiva" situazione di eccezionalità.
Il Garante ribadendo che "le situazioni, poste a fondamento del provvedimento d'urgenza, debbano presentare effettivamente carattere di eccezionalità e di emergenza" ha sottolineato "l'esigenza di evitare un'utilizzazione estensiva ed impropria del riferimento all'emergenza". Inoltre il fatto che i messaggi siano stati inviati direttamente dai gestori ha fatto sì che non si potesse risalire con chiarezza al mittente del messaggi ostesso, mentre un "corretto rapporto tra cittadini e amministrazione richiede che debba essere sempre identificabile il soggetto istituzionale che invia o fa inviare i messaggi".
Nella decisione il Garante ha comunque richiamato anche al rispetto da parte dei gestori di determinate cautele nell'invio degli sms (evitando le ore notturne) e la necessità di fornire adeguate informazioni generali agli utenti su tali invii di emergenza. Su quest'ultimo punto, l'Autorità si è riservata di accertare che gli operatori rendano conformi alle norme sulla privacy le informative ai clienti.
a
cura della Redazione
fonte: garanteprivacy.it