Dopo aver fatto, negli articoli
precedenti, un'introduzione teorica su quali siano i punti da considerare
prima di avviare una campagna di link sponsorizzati, vediamo ora di presentare
i principali network operanti direttamente in Italia, così da poter valutare quali
inserire nel proprio mix e come muoversi di conseguenza.
Cominciamo, visto
che ieri (per chi legge l'articolo il 15 luglio) ha festeggiato il proprio primo
compleanno in Italia, da Google.
Google
Il 14 luglio scorso Google ha festeggiato il primo anno di presenza diretta
in Italia, sede aperta con l'obiettivo di spingere sul mercato italiano le
proprie soluzioni di advertising legate alla ricerca, ed ai contenuti.
Si
chiamano, infatti, AdWords
(link sponsorizzati che compaiono sopra o alla destra dei risultati di ricerca
su Google o su altri siti partner quali ad esempio, in Italia, Virgilio o Libero)
ed AdSense (link sponsorizzati
che compaiono su siti che aderiscono al network di Google; i link vengono abbinati
ai siti in funzione dei contenuti) i prodotti pubblicitari di questo motore, acquistabili
sia direttamente online attraverso un'interfaccia Web - tra l'altro non è neanche
più obbligatorio avere la carta di credito: si possono versare i soldi anche mediante
bonifico bancario - oppure attraverso Google Italia, se i budget che si vogliono
investire sono nell'ordine delle migliaia di euro mensili.
Qualora
si paghi con carta di credito, il traffico generato dai link sponsorizzati viene
addebitato periodicamente a consuntivo; al momento dell'attivazione dell'account
online viene invece addebitata una start-up fee.
Chi opta per il bonifico
deve invece prepagare il traffico che intende generare sul sito.
Google è, per buona parte degli inserzionisti italiani, la prima scelta soprattutto per la velocità di messa online di una campagna (una volta finiti i settaggi, la campagna è online nel giro di qualche minuto; sarà sottoposta a revisione editoriale solo in un secondo momento) nonché per il costo click di partenza che è attualmente il più basso del lotto, partendo da 0,05 € a visita; oltre, ovviamente, per il fascino che il nome Google sembra esercitare anche nel nostro paese.
All'insegna
del "per promuoversi con AdWords non occorre nemmeno avere il sito", i
link sponsorizzati di Google sono molto utilizzati anche da quanti aderiscono
a network
di affiliazione: di fatto, gli inserzionisti in questo caso si limitano
a promuovere il business dell'affiliante aggiungendo, nella URL su cui sarà indirizzato
il visitatore, il proprio codice di affiliato, in modo da vedersi riconoscere
le commissioni pattuite per il traffico generato o le azioni compiute.
Sulla
convenienza o meno, per le aziende, di consentire ai propri affiliati di muoversi
anche attraverso i link sponsorizzati è in corso oltreoceano un interessante dibattito.
Tornando alle caratteristiche di Adwords, l'utente, nel pannello di controllo, può inoltre scegliere se far pubblicare il proprio link sponsorizzato solo con ricerche effettuate in Google, in occasione di ricerche effettuate anche nei siti partner o anche nel network di contenuti del circuito Adsense (sul network di contenuti Google offre agli inserzionisti anche la possibilità di far girare banner grafici, non solo più link sponsorizzati).
Principale punto
debole è invece lo spazio a disposizione per titoli e descrizioni: 35 caratteri
(spazi inclusi) per il titolo e 2 righe da 25 caratteri per la descrizione
non consentono, infatti, di giocare al meglio con le parole anche per qualificare
quanto più possibile l'utente che si vorrebbe portare sul sito.
Inoltre spesso
il team editoriale non accetta espressioni tipiche invece del linguaggio pubblicitario;
va detto che, su quest'ultimo punto, molto è cambiato nel giro di un anno: se
all'inizio le linee guida editoriali volevano creatività di fatto tutte uguali
tra loro (nome del business, prodotti/servizi che si vuole pubblicizzare, URL
del sito), ora ci si può muovere con un po' più di libertà anche per sfruttare
un'opportunità che Adwords offre: quella di poter abbinare più creatività ad
una parola chiave, così da poter effettuare una sorta di A/B testing per verificare
quale siano le più funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi.
Per quanto riguarda altre caratteristiche salienti del network pubblicitario di Google, a disposizione gratuita degli inserzionisti vi è anche un conversion counter, una piattaforma che, attraverso l'inserimento di appositi tag nel sorgente html delle pagine che si vogliono monitorare, consente di stabilire se, a fronte di una ricerca effettuata con una keyword specifica, ci sia poi stata anche una qualche interazione da parte del visitatore (es. compilazione di un form o l'acquisto online).
Recente novità è stata l'introduzione, anche
in Italia, della geotargetizzazione delle campagne; l'inserzionista può,
infatti, scegliere a chi far comparire l'annuncio pubblicitario in funzione della
posizione geografica di chi cerca (per nazione, per regione, per città), così
da invogliare anche quanti hanno un business prettamente locale, come può essere
ad esempio un piccolo negozio, ad investire in link sponsorizzati.
Il meccanismo
di riconoscimento, lanciato da pochi mesi, non è ancora preciso (chi scrive questo
articolo vede ad esempio, dal proprio ufficio altoatesino di Brunico, l'advertising
focalizzato su Milano e non quello focalizzato sulla provincia di Bolzano), ma
vale comunque la pena di sperimentare qualora questo possa tornare utile.
Per saperne di più sugli Adwords di Google si può consultare questa pagina online; chi invece volesse aprire un account può trovare molto utile la "guida passo passo".
(continua con: Overture)
Marco Loguercio
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