Questo emerge dai risultati di un sondaggio condotto online da Monster. Le aziende italiane non offrono la possibilità del lavoro da casa, e per i dipendenti il telelavoro è solo una chimera. Un confronto a livello europeo.
di Monster |
19 luglio 2004
E' recente l'accordo italiano siglato da 21 organizzazioni datoriali unitamente
alle Confederazioni Sindacali ed alla Confindustria, in virtù del quale sono stati
finalmente riconosciuti ai telelavoratori i medesimi diritti dei colleghi che
operano negli uffici tradizionali. Eppure una recente indagine condotta online
e a livello europeo da Monster, leader
mondiale nel recruiting online, sembrerebbe sottilineare soprattutto un notevole
ritardo dell'Italia rispetto agli altri paesi europei. E così per i
dipendenti del nostro Paese il lavoro da casa è una sorta di sogno irrealizzabile,
per il fatto stesso che le aziende del Belpaese sembrano non prendere neppure
in considerazione tale opzione a vantaggio dei propri assunti.
L'indagine
ha coinvolto un campione di 8.335 dipendenti, dei quali 1303 italiani,
rappresentanti delle varie regioni.
Eccone alcuni risultati:
- è
il 36% la quota degli europei interpellati che ammettono di non
avere chance di lavorare a distanza pur desiderandola
- gli italiani
ne rappresentano una quota preponderante, risultando secondi solo ai francesi
in tale bad ranking
- il 63% degli italiani afferma che gradirebbe
molto considerare l’opzione di lavorare da casa se questa fosse proposta
- lo
stesso afferma il 65% degli interpellati francesi
"Lavori da casa?": questa la domanda rivolta da Monster ai lavoratori
del Vecchio Continente a cui era possibile rispondere in vario modo:
1) No,
ma mi piacerebbe che mi fosse offerto
2) No, l’azienda non me lo offre e mi
sta bene
3) No, ma preferisco comunque andare in ufficio
4) Sì, è un modo
meraviglioso di lavorare
5) Sì, ma crea più problemi che vantaggi
Per
quanto riguarda i nostri connazionali:
- 921 dipendenti italiani,
pari al 69% del totale, hanno confermato che le proprie aziende non
permettono di scegliere la modalità del telelavoro
- di questi, 805,
il 61%, ambirebbe ricevere una proposta in tal senso
- il
restante 8%, invece, non ne avverte la mancanza
- invece un
7% potrebbe ma non vuole
- 235 lavoratori invece,
il 18% del totale, operano già da tempo da casa e sono felicissimi
dei benefici goduti grazie al telelavoro
- infine i "pentiti":
sono il 3%, hanno provato a lavorare a distanza restandone delusi
E
nel resto d'Europa?
- a guidare la classifica dei telelavoratori sono
i tedeschi:
- il 40% dichiara di avere già sperimentato
con successo e fatto proprio il lavoro da casa
- insoddisfatto
è solo 1 tedesco su 5
- scettici rispetto al lavoro
a distanza, invece, sono gli svedesi:
- di cui il 23% mostra
alto gradimento per l’andare in ufficio
- mentre un ulteriore 24%
rifiuta in modo reciso l’ipotesi di non sedersi più alla propria scrivania
- l’Inghilterra
con i suoi 35 milioni di utenti Internet, il 59% della popolazione,
vanta una leadership singolare per ciò che concerne il telelavoro:
- il
51% degli intervistati da Monster possono essere definiti primi assoluti
per rimpianto: vorrebbero lavorare a distanza ma non possono farlo
- solo
il 24% beneficia dei vantaggi del lavoro domestico
Corrado
Tirassa, Country Manager di Monster Worldwide Italia, commentando i dati del sondaggio,
ha affermato che: "Occorre che le aziende italiane ed europee pensino al
telelavoro come la modalità occupazionale del futuro, dal momento che essa si
inserisce perfettamente nel mutato quadro generale del mercato del lavoro, nel
quale, più di ogni altra, si impone l’esigenza di una maggiore flessibilità e
del recupero di efficienza.".