Non si ferma il dibattito sulla delicta questione dei brevetti
e della brevettabilità del software. Ampiamente discussa in rete è una
tematica che preoccupa per le conseguenze che potrebbe avere per lo sviluppo della
rete, il suo utilizzo ed il mercato stesso. Un pericolo per l'innovazione soprattutto
se si avesse pretesa di brevettare non solo software ma anche idee o "procedure"
utilizzate da sempre sulla rete (come un sistema di ricerca, o l'acquisto di un
prodotto.. ).
E' a questo proposito che Georg Greve, Presidente Free Software
Foundation Europe (FSFE), ha scritto una lettera aperta al primo ministro
olandese, da poco Presidente del Parlamento Europeo, il cui senso è accettare
la brevettabilità, ma non le sue distorsioni a scopo di lucro.
La riportiamo
di seguito.
Egregio Primo Ministro,
Egregio Dott.
Balkenende,
La nuova Commissione dell'Unione Europea
vorrebbe accelerare il "Processo di Lisbona" per fare dell'Europa "l'economia
dell'informazione più competitiva al mondo entro il 2010". Intenzione più che
sensata che merita il sostegno dei cittadini europei. Tuttavia l'Unione Europea
sta valutando l'introduzione di norme che avrebbero effetti negativi sul mercato
del software. Noi, la Free Software Foundation Europe (FSFE), vorremmo attirare
la sua attenzione su questo importante argomento. Con il suo aiuto potrebbe essere
possibile evitare questo problema prima che le nuove norme diventino operanti
nell'Unione. I brevetti sul software sono usati per contrastare le innovazioni
da parte dei concorrenti. Questa è l'unica ragione per cui si brevettano un cestino
della carta straccia virtuale, l'inserimento di applicazioni su di un sito web
o la possibilità di ordinare dei regali via internet. Queste idee non sono particolarmente
innovative, ma sono necessarie per far funzionare il complesso delle applicazioni
e renderle utilizzabili da chiunque.
È qualcosa di analogo a ciò che avviene
per le macchine: per poter sfruttare le vere innovazioni bisogna utilizzare cose
banali come un volante.
Nelle ultime settimane abbiamo visto cosa accade alla gestione dei progetti in ambito aziendale e nella pubblica amministrazione quando ci si confronta con progetti impegnativi, come quello di Monaco di Baviera. Un membro del consiglio municipale temeva che il progetto potesse violare qualche brevetto e il progetto ha avuto difficoltà per un'intera settimana, anche se un gigante del software come IBM è interessato nella gestione di questo progetto per il suo prestigio internazionale. La stessa cosa è accaduta nel resto del mondo, dal momento che progetti simili potrebbero essere minacciati allo stesso modo.
Da ora in poi ogni installazione di SAP potrebbe sollevare preoccupazioni simili; analogamente potrebbe diventare impossibile l'implementazione di misure di sicurezza aggiuntive in un server web, perché in ogni momento qualcuno potrebbe chiedersi se le idee su cui è basata l'implementazione sono "protette" da brevetti software. Per questi motivi, alcuni negli Stati Uniti vorrebbero eliminare quegli ostacoli all'innovazione rappresentati dai "brevetti sul software". Trentamila brevetti sul software sono già stati registrati nell'Unione Europea, contraddicendo lo spirito dell'attuale legislazione europea sui brevetti; tre quarti di questi brevetti sono detenuti da società non europee.
Dare una base legale ai brevetti sul software potrebbe essere una decisione che renderebbe l'Unione Europea molto meno competitiva: ecco perchè vorremmo chiedere al Consiglio Europeo di rivedere il proprio orientamento sui brevetti software del 18 maggio 2004. Il Consiglio dovrebbe assicurarsi che l'innovazione possa aver luogo, piuttosto che essere limitata in futuro da brevetti sul software. Durante il periodo di Presidenza olandese dell'Unione Europea Lei ha l'opportunità di iniziare questo processo di revisione delle norme; nell'interesse dell'Europa, non dovrebbe avere esitazioni nel farlo.
Cordialmente, Georg Greve Presidente Free Software Foundation Europe (FSFE)