E-government e e-democracy: le sfide per le istituzioni territoriali. L'ottava edizione di un rapporto realizzato allo scopo di valutare le caratteristiche del nuovo rapporto tra i cittadini e i lori amministratori mediato dalle tecnologie.
di Censis |
24 settembre 2004
L’analisi sulle Città Digitali in Italia, condotta da Rur e Censis
da quest’anno in collaborazione con il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie,
giunge alla sua ottava edizione. Lo studio ha lo scopo di elaborare riflessioni
circa le caratteristiche del nuovo rapporto tra i cittadini e i lori amministratori
mediato dalle tecnologie, ma anche di valutare la qualità del cambiamento
interno alle singole amministrazioni nonché i ritorni in termini di sviluppo
territorale, economico e di integrazione e coesione sociale. I siti Internet,
che nascono con l’obiettivo esplicito di utilizzare le nuove tecnologie allo scopo
di migliorare la vita dei cittadini, le attività di informazione, comunicazione
e partecipazione delle amministrazioni, assumono ormai un importante ruolo nelle
dinamiche di cambiamento locale.
Il mosaico dell’informazione istituzionale
è un complesso articolato di siti indipendenti e sottodomini: a partire dal sito
istituzionale i contenuti sono organizzati in insiemi e sottoinsiemi, nuclei di
senso parzialmente autonomi legati alla medesima matrice istituzionale. Rispetto
allo scorso anno:
- la crescita di queste nuove forme di organizzazione
è evidente: se nel 2002 solo il 15% degli enti provinciali strutturava
le informazioni in più siti indipendenti, oggi questa soluzione è adottata da
circa il 46% delle province
- solo 3 regioni su 20 mantengono
la struttura classica del sito nucleare
- nonostante la grande aspettativa
legata all’integrazione tra più strumenti di comunicazione, le pubbliche
amministrazioni non hanno immaginato per i loro siti Internet l’affermazione di
una logica multimediale nell’accesso ai contenuti
- sono ancora 6 regioni
su 20 a legare i contenuti veicolati da Internet ad altri strumenti, come
il cellulare o la televisione
- più interessanti sono i servizi
via Sms (Short Message Service): per ora sono privilegiati soprattutto quelli
informativi (news periodiche informative da ricevere sul proprio cellulare),
più che in modalità interattiva
L’attenzione più viva, in tema di
e-government, è focalizzata sui servizi on line la cui implementazione
è considerata, in Europa come in Italia, la porta di accesso del cittadino alla
Società dell’Informazione. I dati affermano che qualcosa è cambiato:
- le
transazioni (la possibilità di completare on line la procedura relativa ad uno
specifico servizio) non "sfondano" la soglia minima
- ma sull’ideale
"scala" dell’interattività, è ormai stato superato lo step dell’only
information
- il 64,7% dei servizi offerti dalle regioni è di
tipo one way (modalità di erogazione che accompagna le informazioni con
documenti da scaricare)
Per quanto riguarda le transazioni:
- nel
9,8% delle province sono presenti servizi di tipo two way
relativi al settore del lavoro locale (consentono di avviare il servizio direttamente
on line)
- e nel 16,7% delle province è possibile avviare transazioni
nel settore dell’urbanistica
- i servizi più diffusi a livello transattivo
(consentono di portare a compimento il servizio direttamente on line) sono i servizi
relativi ai pagamenti comunali da effettuare via Internet tramite carta
di credito
- i comuni mettono a disposizione strumenti per il
pagamento delle tasse nel 23,3% dei casi, la quota più alta di transazioni
in assoluto
- si può pagare on line l’ICI nel 18,4% e la TARSU
nel 4,9% dei comuni capoluogo
- servizi transattivi in crescita sono
la possibilità di pagamento delle contravvenzioni, disponibile nell’8,7%
dei comuni capoluogo grazie soprattutto ad accordi con l’ACI
- e il pagamento
dei servizi scolastici comunali (3,9%)
Anche per i
comuni non capoluogo è il servizio di pagamento delle tasse il più interattivo:
- l’11,4% dei siti consente l’avvio della transazione
- il
2,3% il pagamento on line