Dati che non riguardano in modo diretto l'e-commerce o l'ICT, ma che possono fornire alcune utilissime indicazioni sul rapporto tra consumatori italiani e pagamenti elettronici. Cresce l'uso e la diffusione della 'plastic cards', cambiano i profili e si spera cresca anche la confidenza e la fiducia.
di CRIF e Varie |
18 ottobre 2004
Resi noti i dati Osservatorio sulle Carte di Credito,
nato dalla collaborazione tra Assofin, CRIF Decision Solutions ed
Eurisko, che ha analizzato il comparto delle carte di credito in
Italia. Un dato che può essere molto utile a chi si occupa di ICT e soprattutto
di e-commerce, per capire quanto i consumatori italiani si stiano avvicinando
a forme di pagamento elettroniche.
Nel corso degli ultimi anni il mercato delle
carte di pagamento nel nostro Paese si è sviluppato a ritmo sostenuto:
-
25.645.000 le carte di credito in circolazione nel 2003 (rispetto alle
21.757.000 nel 2002) e consistente è l’aumento (+8,19%) del numero di carte
attive sul totale di quelle in circolazione
- la crescita maggiore nel segmento
delle carte revolving: a inizio 2004 risultano essere circa 6.595.000
quelle circolanti nel nostro Paese
- in aumento anche l’utilizzo delle
carte di debito sul totale delle transazioni effettuate con mezzi diversi
dal contante (dal 21,3% del 2001 si passa al 26,3% del 2003)
Il
profilo degli utilizzatori
Dalla metà degli anni ‘90 (in particolare dal
1994) a oggi, i titolari di carta di credito nel nostro Paese hanno registrato
importanti variazioni, sia in termini di numerosità che di caratteristiche di
profilo:
- sono più che raddoppiati, salendo dal 16% del mercato
nel 1994 all’attuale 35%, ma hanno anche attenuato, in questa espansione,
le caratteristiche élitarie che li caratterizzavano
- il titolare di carte
di credito, pur mantenendo caratteristiche socio-economiche e culturali di buon
livello, ha perso quell’aurea di "esclusività"
- oggi le caratteristiche
di profilo dei titolari di carta di credito, troviamo conferma del posizionamento
di questo strumento presso la fascia medio alta della popolazione
A fronte di questo dato di fatto, per il mercato italiano si segnalano quest’anno
alcune variazioni nelle caratteristiche di profilo dei titolari. In particolare
- una maggiore presenza di titolari in età molto giovane (fino a 24
anni), la cui quota di possesso è oggi poco al di sotto del valore medio nazionale;
-
una maggiore diffusione dello strumento presso profili professionali di livello
medio-basso (operai);
- una penetrazione in segmenti con redditi familiari
medio-bassi (fino a 1.050 €/mesi netti) e patrimoni Main Market (patrimonio
finanziario fino a 10.000 €);
- una conseguente riduzione della concentrazione
di titolari presso i segmenti di élite, ovvero chi ha un elevato livello culturale
(laureati), reddituale (oltre 4.000 € /mese) e patrimoniale.
L’analisi
dell’utilizzo delle carte non segnala variazioni particolari nelle abitudini
dei titolari rispetto all’anno precedente:
- prevale un uso della
carta nel territorio nazionale
- anche se circa un terzo dei
titolari utilizza la carta anche in altri paesi europei
- ed una
nicchia (9%) ne dichiara l’uso anche oltre i confini d’Europa
Tra
i dati interessanti pèer chi si occupa di e-commerce il fatto che:
- pur
divenendo in questi ultimi anni uno strumento sempre più d’uso comune (nel 1999
l’utilizzo era di circa 2 volte al mese contro le 2,5 di oggi), nel 2004 non
si registra un incremento nella frequenza media di utilizzo per pagamenti
rispetto all’anno passato (circa ogni 12 giorni)
- e r ispetto al
2003 rimane ancora elevata ed immutata la quota di titolari (l’11%, pari
a circa 700.000 decisori) che, pur possedendo la carta, dichiara di non utilizzarla
per pagare i propri acquisti, riservandola come strumento/soluzione per le
"emergenze"
Le opportunità di sviluppo
I non
titolari di carta di credito costituiscono ancora un bacino molto ampio nel
nostro Paese, pari al 65% dei decisori finanziari in età 18-74 anni (circa
12,2 milioni), anche se in lieve contrazione rispetto a quanto rilevato nell’edizione
2003 (66%, pari a 12,3 milioni).
Analizzando le resistenze alla sottoscrizione
del prodotto riscontrate presso i non titolari di carte:
- si conferma,
quale principale causa di non possesso, la mancanza di una reason why
ravvisata nella titolarità del prodotto (citata dal 44% dei non possessori
e in quota crescente nell’ultimo anno: +4% rispetto al 2003)
- in parte
deriva dal possesso di carte di debito, ritenute esaustive, dal punto di
vista del mercato potenziale, nel rispondere alle esigenze
- allo stesso
tempo diminuiscono le citazioni di ancoraggio al contante, che scendono
al 18% rispetto al 23% del 2003
- e rispetto al 2001 cresce, anche se le
citazioni sono pari solo al 10%, la percezione di costi eccessivi di gestione
legati alla carta di credito, indice di un’attenzione crescente a questo aspetto
nel corso degli ultimi anni