Nel pieno centro di una splendida Stoccolma è in corso di svolgimento l'ultimo appuntamento europeo di quest'anno con il Search Engine Strategies, l'evento di riferimento del search engine marketing sia per quanto riguarda gli addetti ai lavori che, e sono sempre di più, per le aziende finali, che intendono investire nel marketing e advertising attraverso i motori di ricerca e vogliono capire come muoversi.
Circa 300 i partecipanti, la maggior parte dei quali dalla Scandinavia, ma con una massiccia rappresentanza anche da Regno Unito e Germania. Buona anche la presenza italiana, con i principali player del settore tutti rappresentati, oltre a qualche faccia nuova.
Passando invece ai contenuti della prima delle due giornate di conferenza (l'evento si concluderà questo pomeriggio), una delle sessioni più interessanti è stata quella dedicata allo scenario europeo del search marketing; una sessione che, per i temi affrontati, andrebbe a detta di molti sviluppata per un tempo decisamente più lungo della singola ora dedicata in quest'occasione, e magari con un maggiore dettaglio sulle principali nazioni europee; d'altronde l'evento, organizzato dalla statunitense Jupiter Media, è sempre un po' troppo "US oriented" e sembra trattare con sufficienza quanto avviene nel vecchio continente, penalizzando non poco una realtà invece dinamica ed in forte crescita.
Di Massimo Burgio, responsabile della sede di San Francisco di Ad Maiora, l'intervento più interessante della summenzionata sessione: un intervento non incentrato sui numeri dell'Europa online (dati statistici già forniti, qualche minuto prima, da Stefan Forsberg di Nielsen/NetRatings) bensì su un survey che Massimo ha svolto con la collaborazione di una dozzina di search marketers europei, survey che sarà presto possibile scaricare dal sito: tanto entusiasmo da parte di tutti per un mercato che sta vivendo un periodo d'oro, ma che curiosamente non in tutte le nazioni vede gli specialisti del settore cooperare per far crescere il mercato (la creazione del comitato europeo della Search Engine marketing Professional Organization, www.sempo.org e presente a Stoccolma con un proprio stand, vorrebbe contribuire proprio a questo).
Molto
interesse anche per le sessioni dedicate al keyword
advertising, con consigli pratici per la gestione di campagne multilingue
e multinazioni; sempre "caldo", quando si parla di link sponsorizzati, la questione
dell'utilizzo di marchi registrati come parole chiave, molto criticata da alcune
grandi aziende.
Sempre molto diplomatiche le risposte di Fabio Selmoni,
director of european sales and operations di Google, e di Stephen Taylor,
managing director di Overture Europe, ma le aziende che sono incappate nella disavventura
di veder utilizzato un proprio brand dalla concorrenza per promuoversi attraverso
i motori sa quanto non sia proprio così semplice impedire ai competitors di pubblicizzarsi
in questa maniera.
In chiusura segnalo, per quanti comprendono l'inglese, il forum Seroudtable, dove viene riportata una cronaca in tempo (quasi) reale delle principali sessioni di questa edizione del SES.
Marco Loguercio
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