Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

PEDOPORNOGRAFIA IN RETE: GLI UTLIMI DATI

L'attività di contrasto della pedo-pornografia su Internet da parte delle hotline e delle Forze dell’Ordine sta producendo buoni risultati. Ma poche le vittime identificate e occorre continuare nell'opera di prevenzione e sensibilizzazione.
di Stop-it | 24 novembre 2004

E' stato recentemente presentato da Stop-It il secondo rapporto annuale "Pedo-pornografia: chi sono le vittime e quali i rischi su Internet?". Il rapporto offre una panoramica sullo sfruttamento sessuale dei bambini in/via Internet, basandosi sull’esperienza maturata nel corso dei due anni di attività del progetto Stop-It. In particolare, il rapporto analizza il fenomeno della pedo-pornografia in Italia, quali sono i mezzi per identificare le vittime e quali i possibili strumenti di prevenzione. L’attività di contrasto della pedo-pornografia su Internet da parte delle hotline e delle Forze dell’Ordine sta producendo buoni risultati. Tuttavia sono pochissime nel mondo le vittime di questa forma di abuso sessuale finora identificate. Maggiore attenzione inoltre deve essere data all’educazione di ragazzi e adulti sui rischi che Internet e le nuove tecnologie possono comportare.

Diminuiscono i siti pedo-pornografici italiani

  • tra il novembre 2002 e il settembre 2004 Stop-It ha ricevuto 4664 segnalazioni pari a 203 al mese
  • quelle considerate potenzialmente illegali e quindi girate alle Autorità Competenti sono state 1553:
    • il 74,3% è costituito da siti e spazi web
    • il 10,7% da spam
    • il 6,8% da Newsgroup
    • il 5,1% da condivisione di file (peer to peer)
  • analizzando l’andamento delle segnalazioni inviate alle Autorità Competenti si registra una flessione, essendo passate dal 38,96% (sul totale di quelle ricevute) nel primo anno al 29,48% nel secondo
  • analoga tendenza si registra prendendo in esame le sole segnalazioni relative a siti pedo-pornografici residenti in Italia: nel semestre aprile-settembre 2004 la media di tali segnalazioni è scesa al 3,8% rispetto al 9,72% dell’intero biennio 2002-2004.

Poche le vittime identificate

  • dal 1998 a oggi sono stati 145.587 i siti web monitorati dalla Polizia Postale italiana
  • 138 quelli illegali residenti in Italia
  • 2273 le perquisizioni effettuate
  • 115 gli indagati sottoposti a provvedimenti restrittivi
  • 4 i bambini identificati

L’Interpol (l’Organizzazione Internazionale di Polizia) ha raccolto, dal 2001, circa 250.000 immagini pedo-pornografiche. Fino a oggi, attraverso la collaborazione di tutte le polizie nazionali, è riuscita a identificare 300 minori, in 19 paesi.
"L’identificazione delle vittime di pedo-pornografia deve costituire l'obiettivo primo delle azioni di contrasto", commenta Roberta Cecchetti. "Si tratta di un’attività molto complessa che richiede investimenti sia di risorse finanziarie che umane. Tuttavia è necessario fare tutti gli sforzi per cercare d’individuare il minore vittima, interrompere l’abuso in corso ed offrirgli tutto il sostegno necessario per il suo recupero psicologico".

Ma chi sono i bambini vittime di pedo-pornografia?
Copine (Combating Paedophile Information Networks in Europe ), è un progetto dell’Università di Cork, Irlanda, che fino ad agosto 2004 ha gestito uno dei più grandi database di immagini pedo-pornografiche: delle 150.000 foto e oltre 400 video, più della metà rappresenta bambine ritratte in attività sessuali esplicite e soggette a violenze sessuali

  • circa il 40% delle bambine e oltre il 50% dei bambini ha un’età compresa fra 9 e 12 anni
  • il 10% ha un’età ancora inferiore

Nella grande maggioranza dei casi i bambini sono bianchi dai tratti indo-europei; in genere i bambini asiatici appaiono in immagini dove assumono pose erotiche, più o meno esplicite. Le immagini pedo-pornografiche vengono diffuse attraverso canali commerciali e non-commerciali. I siti pedo-pornografici commerciali sono spesso indicizzati sui motori di ricerca oppure è possibile accedervi attraverso siti pornografici apparentemente legali e pubblicizzati attraverso lo spamming.
Esiste poi il canale non commerciale, utilizzato da chi ha come interesse quello di soddisfare le proprie pulsioni sessuali. Il materiale prodotto e diffuso è quasi sempre "amatoriale", ovvero consta di immagini prodotte con strumenti "artigianali" in ambienti "familiari".

Nuovi media: attenzione ai rischi:

  • nel 2002 si calcolavano in circa 2.5 milioni i bambini di età compresa fra i 2 e i 13 anni connessi alla rete
  • nel 2003 il 90% dei giovani inoltre possedeva un telefono cellulare che sempre di più offre servizi multimediali
  • i minori "on-line" inviano e ricevono sms, chattano, frequentano le communities dove ci si incontra in Internet

Internet: quale tutela?
Sicuramente la rete ha contribuito a diffondere la pedo-pornografia. Tuttavia Internet è e resta, prima di tutto, un formidabile strumento attraverso il quale i minori possono reperire informazioni, comunicare e dare spazio alla loro creatività. L’approccio più efficace è quindi quello di fornire a bambini e ragazzi un’informazione equilibrata sia sulle opportunità che sui rischi della rete. La responsabilizzazione del minore, favorita dalle accresciute capacità di difendere la sua persona, la conoscenza e comprensione del rischio rappresentano la migliore risposta al problema della sicurezza dei minori in rete.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido