E' stato recentemente presentato da Stop-It il secondo rapporto annuale "Pedo-pornografia: chi sono le vittime e quali i rischi su Internet?". Il rapporto offre una panoramica sullo sfruttamento sessuale dei bambini in/via Internet, basandosi sull’esperienza maturata nel corso dei due anni di attività del progetto Stop-It. In particolare, il rapporto analizza il fenomeno della pedo-pornografia in Italia, quali sono i mezzi per identificare le vittime e quali i possibili strumenti di prevenzione. L’attività di contrasto della pedo-pornografia su Internet da parte delle hotline e delle Forze dell’Ordine sta producendo buoni risultati. Tuttavia sono pochissime nel mondo le vittime di questa forma di abuso sessuale finora identificate. Maggiore attenzione inoltre deve essere data all’educazione di ragazzi e adulti sui rischi che Internet e le nuove tecnologie possono comportare.
Diminuiscono i siti pedo-pornografici italiani
Poche le vittime identificate
L’Interpol (l’Organizzazione Internazionale
di Polizia) ha raccolto, dal 2001, circa 250.000 immagini pedo-pornografiche.
Fino a oggi, attraverso la collaborazione di tutte le polizie nazionali, è riuscita
a identificare 300 minori, in 19 paesi.
"L’identificazione delle
vittime di pedo-pornografia deve costituire l'obiettivo primo delle azioni di
contrasto", commenta Roberta Cecchetti. "Si tratta di un’attività molto complessa
che richiede investimenti sia di risorse finanziarie che umane. Tuttavia è necessario
fare tutti gli sforzi per cercare d’individuare il minore vittima, interrompere
l’abuso in corso ed offrirgli tutto il sostegno necessario per il suo recupero
psicologico".
Ma chi sono i bambini vittime di pedo-pornografia?
Copine (Combating Paedophile Information Networks in Europe ), è un
progetto dell’Università di Cork, Irlanda, che fino ad agosto 2004 ha gestito
uno dei più grandi database di immagini pedo-pornografiche: delle 150.000 foto
e oltre 400 video, più della metà rappresenta bambine ritratte in attività sessuali
esplicite e soggette a violenze sessuali
Nella grande maggioranza
dei casi i bambini sono bianchi dai tratti indo-europei; in genere i bambini asiatici
appaiono in immagini dove assumono pose erotiche, più o meno esplicite. Le immagini
pedo-pornografiche vengono diffuse attraverso canali commerciali e non-commerciali.
I siti pedo-pornografici commerciali sono spesso indicizzati sui motori di ricerca
oppure è possibile accedervi attraverso siti pornografici apparentemente legali
e pubblicizzati attraverso lo spamming.
Esiste poi il canale non commerciale,
utilizzato da chi ha come interesse quello di soddisfare le proprie pulsioni sessuali.
Il materiale prodotto e diffuso è quasi sempre "amatoriale", ovvero
consta di immagini prodotte con strumenti "artigianali" in ambienti
"familiari".
Nuovi media: attenzione ai rischi:
Internet: quale tutela?
Sicuramente la rete
ha contribuito a diffondere la pedo-pornografia. Tuttavia Internet è e resta,
prima di tutto, un formidabile strumento attraverso il quale i minori possono
reperire informazioni, comunicare e dare spazio alla loro creatività. L’approccio
più efficace è quindi quello di fornire a bambini e ragazzi un’informazione equilibrata
sia sulle opportunità che sui rischi della rete. La responsabilizzazione del minore,
favorita dalle accresciute capacità di difendere la sua persona, la conoscenza
e comprensione del rischio rappresentano la migliore risposta al problema della
sicurezza dei minori in rete.