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SOSPETTI DI SPAM DANNEGGIANO GLI EDITORI ONLINE

Gli utenti sono ormai estremamente sospettosi e con maggiore difficiltà si iscrivono a servizi informativi via e-mail per paura di riceverne in cambio un aumento dello spam nella propria casella di posta elettronica. Occorrono attenzione e tecnologie per ricostruire un dialogo basato su credibilità e fiducia.
di ReleMail | 20 dicembre 2004
Statistiche sulla privacy e-mail

96% afferma che la policy sulla privacy è importante

87% crede di ricevere spam a seguito della propria iscrizione a servizi di informazione online

83% ha evitato di iscriversi a una newsletter perchè nonsi fidava abbastanza dell'editore

80% ha provato a cancellarsi da una mailing list senza successo

78% non crede sempre alle policy sulla privacy delle aziende

66% ritiene che, alla prima occasione, la maggior parte delle aziende avrebbe approittato dei dati racclti se non avesse avuto paura di essere scoperta

Fonte: ReleMail LLC

Secondo una indagine condotta da ReleMail su circa 1.000 utenti che hanno dichiarato di essersi iscritti almeno a una newsletter, voler ricevere informazioni e notizie direttamente nella propria casella di posta senbra essere rischioso in quanto rende maggiormenti soggetti ai fenomeni di spam.
Stanto ai dati raccolti:

  • è infatti l'87% degli intervistati a ritenere l'iscrizione a una newsletter il motivo principale causa dell'invio di posta indesiderata al proprio indirizzo
  • mentre stando alle rilevazioni fatte sugli editori delle newsletter di riferimento del campione, risulta come il 99,7% non abbia trasmesso spam ai propri abbonati

Resta quindi un grosso problema di sfiducia verso le policy degli editori e uno scetticismo che incide sul numero di persone che si registrano per ricevere una newsletter anche se interessante:

  • l'83% ha evitato abbonarsi alle newsletter perché non sicura di potersi fidare dell'editore
  • inoltre l'80% ha dichiarato di aver provato a cancellarsi da una lista, ma che la propria richiesta è stata ignorata o non è andata a buon fine

Come soluzione al problema, ReleMail suggerisce cinque punti di un "piano d'azione" affinchè le aziende possano sviluppare un rapporto di fiducia con abbonati potenziali online:

  • nominare un'organizzazione terza che certifichi le policy di riservatezza dell'azienda
  • realizzare una chiara versione della propria policy accessibile in modo semplice dal sito web
  • far certificare da terzi il proprio sistema di iscrizione/cancellazione
  • avere una visione unica e immediatamente gestibile dei propri abbonati
  • ed infine, redere disponibile una tecnologia che permette agli iscritti di controllino il dialogo con l'azienda

Soprattutto il primo punto potrebbe essere utile, facendo la gioia delle società certificatrici, visto che il 72% degli utenti afferma che sarebbe più propenso ad abbonarsi a uan newsletter se potesse contare su una certificazione dell'editore fatta da una terza parte imparziale e fidata.


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