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Radio Frequency Identification come general purpose technology - parte I

Conoscere profondamente la tecnologia RFID può comportare significativi benefici per le aziende che operano in diversi settori produttivi, benefici che diventano ancor più marcati se questa tecnologia viene classificata all’interno di una particolare categoria di innovazioni che presentano vantaggi/svantaggi, caratteristiche e tempistiche note o comunque prevedibili. Forti di questa convinzione si è cercato quel particolare insieme di tecnologie che meglio si adattasse a racchiudere la RFID. Questa ricerca ha condotto alla teoria economica riguardante le General Purpose Technologies (GPT), tecnologie estremamente rare, ne sono state identificate solamente una ventina nel corso dell’intera storia umana, che portano a profonde modifiche sugli equilibri economici globali.
di Carlo Alberto Carnevale-Maffè | 10 gennaio 2005

L’impresa e l’innovazione tecnologica
La velocità dello sviluppo tecnologico ed economico moderno porta ad un flusso inarrestabile di innovazioni di vario genere (prodotto, struttura organizzativa, processo e comportamento degli individui) anche se, qualsiasi sia il tipo di novità che l’azienda si trovi a dover gestire, è indubbio che i suoi effetti si rifletteranno anche negli altri campi seppur con modalità e tempi non sempre prevedibili. Ad esempio, una innovazione di prodotto si può ripercuotere con rilevanza, modalità e tempi differenti sulla struttura e sui processi.

Identificare la tipologia di innovazione che si deve fronteggiare diventa quindi di fondamentale importanza per il management aziendale che deve prendere le decisioni adeguate per sfruttare adeguatamente le novità presenti sul mercato.
L’innovazione tecnologica avrà rilevanza sul prodotto, sul processo o su entrambi? Definire con esattezza l’importanza di una nuova tecnologia al momento del suo esordio sul mercato non è sicuramente semplice o privo di incognite ma, d’altro canto, essenziale per il decision maker.

La tecnologia RFID
Negli ultimi anni è stata introdotta a livello mondiale una tecnologia fortemente rivoluzionaria, nota come Radio Frequency Identification (RFID), che utilizza le comunicazioni in radio frequenza per lo scambio di dati fra un dispositivo portatile dotato di memoria e un computer. (cfr. "The Internet of things" e "Quando le aziende fanno politica industriale" su www.equiliber.org)

Componenti di un sistema RFID
Un sistema RFID consiste tradizionalmente in un Tag per l'immagazzinamento dei dati, un'Antenna per comunicare col Tag ed un Controller per gestire la comunicazione fra l'Antenna ed il PC.

Un Tag si compone di un’antenna che riceve e trasmette le informazioni, di un supporto fisico su cui le componenti sono fissate e di un chip che ne aumenta la capacità di memorizzazione. Ciascun transponder possiede un proprio codice identificativo univoco dato dall’azienda che lo produce (e che non può essere modificato, cancellato o copiato rendendo ogni tag unico e impedendo ogni contraffazione) a cui si aggiunge un ulteriore codice identificativo progressivo "impresso" alla prima inizializzazione e assegnazione da parte dell’azienda proprietaria del bene. Elemento chiave consiste nel fatto che il Tag solitamente è fissato al dispositivo di trasporto o direttamente sul prodotto creando così un database remoto che si muove insieme al bene.

A differenza dei suoi "concorrenti tradizionali" un sistema RFID funziona anche se il transponder non è pulito e visibile ( a differenza dei codici a barre ) o se sottoposto ad alte temperature ( che possono mandare in crisi bande magnetiche e Smart card ); essendo incapsulabile in strutture protettive (plastica, silicone, ecc.) sono anche maggiormente resistenti a degrado o usura, consentendo di prolungare il ciclo di vita dell’informazione.

Il suo range di lettura/scrittura può, però, essere influenzato dalla presenza di determinati metalli o liquidi che interferiscono o assorbono le onde emesse dal sistema. Ogni installazione pertanto va progettata e realizzata singolarmente: sistemi ben progettati, protipizzati ed installati possono sopperire a tali difetti. Le Antenne generano un campo magnetico di intensità variabile, a seconda del tipo e della dimensione, che serve a captare il segnale emesso dal trasponder presente nella zona controllata. Nel caso di tag passivi il campo generato dall’antenna serve a fornire al trasponder l’energia necessaria per trasmettere le informazioni che contiene. Il Controller gestisce l'interfaccia di comunicazione fra un'Antenna e un PC o un sistema Host.

Sistema RFID in azienda
I Controller RFID possono anche essere programmati in modo tale da eseguire controlli di processo direttamente a partire dai dati della memoria del Tag permettendo così una diminuzione del carico di lavoro del sistema host ed un decentramento delle funzioni che, a sua volta, può avere impatti anche rilevanti sulla infrastruttura ICT dell’azienda e sui suoi processi.

Il sistema RFID si presenta come un’alternativa impegnativa e costosa agli altri metodi di identificazione, ma offre benefici unici come la visibilità real-time dell’inventario e la tracciabilità istantanea di qualsiasi oggetto presente nella supply chain. A questo si aggiunge la possibilità di inserire nel trasponder una considerevole quantità di dati e la diminuzione del numero di errori umani nel processo di inventario e registrazione.

Il risultato delle caratteristiche peculiari della tecnologia RFID si riassume in risparmi di tempo, aumenti di efficienza, applicabilità in un numero elevato di settori ed ambienti (essendo fortemente personalizzabile, poco invasiva e molto resistente) ed in un consistente numero di funzioni. Inoltre questo settore mostra interessanti e particolari fenomeni di esternalità. (in particolare si tratta di esternalità orizzontali e verticali già analizzate dagli economisti nel caso delle cosiddette "General Purpose Technologies").

La tecnologia RFID presenta, però, alcuni limiti e pone nuovi problemi.

Innanzitutto i costi.
Nonostante la tecnologia RFID porti numerosi vantaggi questi possono non essere sufficienti a motivare gli ingenti investimenti richiesti, se giustificati da una singola applicazione.
Nonostante l’onerosità del sistema, si può affermare che l’ostacolo maggiore che si oppone alla diffusione della RFID consiste nella mancanza di uno standard universale ed aperto. I maggiori produttori offrono sistemi proprietari con il risultato che diverse aziende utilizzano linguaggi tra loro non compatibili per identificare i propri prodotti.
Un altro importante inibitore di business riguarda la percezione degli utenti relativamente politica di tutela della privacy in presenza di tag posti sui/nei prodotti. La paura dell’ignoto ha determinato generiche azioni "contro" la tecnologia RFID portate avanti da associazioni di consumatori, fatti che hanno rallentato le prove di fattibilità intraprese da parte di numerose aziende timorose di diventare bersaglio di agguerrite campagne stampa.
In Europa, le Autorità Garanti della Privacy stanno fattivamente lavorando su questo tema e saranno in grado a breve di definire "best practices", regolamenti e normative, essenziali per dare fiducia al consumatore, e determinare quindi le normali condizioni necessarie per lo sviluppo di un mercato.

(...continua)

Prof. Carlo Alberto Carnevale-Maffè – SDA Bocconi
Equiliber, 2004

This work is licensed under the Creative Commons Attribution-NonCommercial License.
To view a copy of this license, visit http://creativecommons.org/licenses/by-nc/1.0/ or send a letter to Creative Commons, 559 Nathan Abbott Way, Stanford, California 94305, USA.

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