L'IBM "apre" i suoi brevetti
di Luca De Nardo |
13 gennaio 2005
IBM ha reso di pubblico dominio 500 brevetti, con lo scopo di costituire un
‘patrimonio comune di brevetti’ per l’intera industria software affinchè questi
vengano utilizzati per innovazioni tecnologiche future.
Nel 2004 IBM ha depositato 3248 brevetti, è al primo posto nella classifica
generale davanti a Matsushita, ferma a 1934. Ancora più netto il distacco se
si considerano solo le aziende di Information Technology: HP, che pure risale
dal quarto al secondo posto, non va oltre i 1775. Sun e Microsoft non raggiungono
quota 700 mentre Dell ne fa registrare 129.
La decisione di rendere disponibili gratuitamente, a sviluppatori e utenti IT,
500 brevetti è la donazione di proprietà intellettuale più rilevante mai effettuata
prima da una azienda. Questa condivisione offre l’opportunità, a chiunque lavori
su software coerente con gli standard OSI (Open Source Initiative), di innovare,
di accelerare l’interoperabilità e l’ampliamento dell’infrastruttura globale.
L'obiettivo è quello di creare, anche con il contributo di altre compagnie,
un portafoglio di brevetti condiviso che possa essere utilizzato in aree tecnologiche
di grande interesse. La decisione, che rappresenta una svolta nella strategia
di gestione della proprietà intellettuale, è una ulteriore dimostrazione del
supporto IBM al mondo degli standard aperti e riflette la volontà dell'azienda
di dare concreta applicazione al concetto "Innovation that matters".