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Tsunami: analisi del nuovo ruolo di Internet e dei Blog - parte I

La tragedia che ha sconvolto il Sud Est asiatico, e l'opinione pubblica internazionale, ha messo nuovamente in evidenza il ruolo cruciale della rete nel diffondere con rapidità informazioni e notizie tempestivamente aggiornate. E, secondo queste interessanti riflessioni, i blog si sono dimostrati gli strumenti più agili.
di Marco Montemagno | 17 gennaio 2005

Qual è stata ad oggi la fonte di informazione più veloce, attiva ed importante relativa allo Tsunami?
La CNN?
Il New York Times?
La Croce Rossa e le organizzazioni umanitarie?
Il sito del Governo Tailandese?

No. E’ stato un sito Internet. Realizzato da 4 appassionati.
Il sito in questione è per la precisione un "blog" realizzato (gratuitamente) da 4 volontari, che in meno di una settimana dalla nascita (immediatamente dopo l’inizio del disastro), ha ottenuto milioni di visitatori e raccolto migliaia di link e di informazioni utili. E la maggior parte delle fotografie e dei video che tutti i network televisivi mostrano ormai da giorni, ininterrottamente, da quale media arrivano? Da Internet.

In particolare sono stati raccolti da alcuni "blog", che li hanno fatti circolare in rete prima che i Media tradizionali li scaricassero per trasmetterli in TV (effettuando una cernita del materiale da trasmettere, una selezione delle fonti e aggiungendo il commento dei propri giornalisti). Stesso identico discorso per la "documentazione enciclopedica".
Oggi il miglior ritratto di quanto è successo nel Sud Est Asiatico si trova a questo indirizzo: http://en.wikipedia.org/wiki/2004_Indian_Ocean_Earthquake
E’ l’indirizzo di Wikipedia, l’enciclopedia fatta dagli utenti. Nessun editore, nessun redattore, nessun giornalista.
Solo utenti Internet che possono aggiungere, modificare o cancellare qualunque contenuto, in qualunque momento.

Ma come è possibile che la stragrande maggioranza delle informazioni iniziali (notizie, foto, video delle ore successive al disastro) e delle indicazioni utili (link, numeri di telefono, indirizzi, howto, ecc.) siano arrivate da un media minore, quale oggi è la Rete, anziché dai Media tradizionali (in primis quello televisivo), più ricchi, accreditati e blasonati?

I nuovi padroni di casa del Web: i Bloggers
Per capire cosa è oggi il Web occorre fare un passo indietro e ripercorrere alcuni passaggi salienti della recente storia di Internet. Da almeno 2 anni, ma con un’accelerazione impressionante negli ultimi 6 mesi (con le elezioni USA 2004), Internet e l’universo mediatico sono, infatti, radicalmente cambiati.
Il Web ha, di fatto, dei nuovi padroni di casa: i Bloggers.

E come hanno fatto i bloggers ad arrivare a dominare la rete?
I principali passaggi si possono così riassumere:

  • semplificazione della tecnologia e diffusione delle piattaforme di blogging (facilitata da investimenti di venture capitalists)
  • raggiungimento della notorietà sul Web, dovuta a ragioni tecniche (RSS, Permalink, Trackback, algoritmo di Google)
  • affermazione grazie alle caratteristiche intrinseche del nuovo media e al contesto (mancanza di barriere d’accesso, viralità, comunicazione non mediata)

Semplificazione della tecnologia e diffusione delle piattaforme di blogging
La tecnologia web è diventata più semplice, più diffusa ed economica. Questo ha permesso di per sé la nascita di siti web individuali (o curati al più da 3-4 persone), contenenti informazioni di vario tipo (link, video, immagini, commenti, critiche su ogni categoria del sapere umano).
Si tratta di un risvolto talmente ovvio da avere però aperto una breccia mediatica rivoluzionaria. Se prima il sito web era solo possibile per un’azienda o per un personaggio famoso, oggi chiunque può avere il proprio sito; e qual è il modo più semplice di crearsi un sito? Farsi un blog. I blog sono stati per lo più realizzata usando piattaforme così dette di blogging (come ad esempio Blogger ora acquistato da Google, Movable Type e Typepad di proprietà Six Apart, WoldPress, Manila, ecc.) che hanno reso estremamente facile, anche ai profani, scrivere e modificare pagine Internet (i sistemi di pubblicazione di contenuti precedenti, cosiddetti CMS come ad esempio PHPNuke, per quanto di gran lunga più performanti, richiedevano comunque una buona dose di competenze da webmaster). La semplificazione tecnologica, bisogna ricordarlo, è stata resa possibile da investimenti di Venture Capitalists i quali continuano a finanziare le start up della blogosfera con investimenti a 9 zeri. In definitiva, oggi chiunque può mettere in piedi un blog in 10 minuti, solamente usando un browser per navigare in internet (come Firefox, Opera o Internet Explorer).

Raggiungimento della notorietà sul Web dovuta a ragioni tecniche (algoritmo di Google, RSS, Permalink/Trackback)
Una volta creati i blog hanno iniziato a raccogliere sempre più visitatori.
I motivi prettamente tecnici per cui i blog hanno riscosso enorme successo, sono diversi.

L’algoritmo di Google
La prima ragione di natura tecnica va cercata in Google, da tempo il numero 1 indiscusso dei motori di ricerca.
I blog sono la "preda" perfetta dei motori di ricerca. Andate su Google e cercate ad esempio "tsunami"; vi verranno visualizzati i risultati più pertinenti alla ricerca secondo l’algoritmo usato da Google.

E come funziona questo algoritmo?
Per quanto si tratti di una "formula magica" mutevole ed alquanto sofisticata, possiamo dire che in linea di massima Google metterà in cima alla ricerca tutte le pagine web che risultano:

  • molto linkate (quanto più un sito è linkato da altri siti, quanto più si suppone sia famoso)
  • aggiornate (meglio un contenuto vecchio di 10 anni o uno nuovo e aggiornato di frequente?)
  • con contenuti pertinenti all’argomento cercato (se nel nostro esempio uscissero siti sul rugby anziché sullo tsunami, Google avrebbe chiuso dopo 2 giorni!)

Questi 3 elementi (link, contenuti aggiornati di frequente e pertinenti alla ricerca) sono elementi nativi del blog.
Pensiamo infatti a un blog come Gizmodo, dedicato solo ai gadget: è aggiornato ogni giorno, è un sito linkato da 10,941 links provenienti da 6,446 siti e contiene solo immagini e recensioni di gadget.
Di conseguenza se cercherete la parola "Gadget" su Google, potete stare certi di trovarlo fisso nelle prime posizioni (senza che Gizmodo abbia mai speso una lira in pubblicità).

RSS ovvero l’ANSA del nuovo millennio
Se prima le notizie andavano scovate dagli utenti ora queste arrivano direttamente sui loro pc.
Questo è dovuto a 2 fattori principali:

  • la presenza di blog affermati (che fanno da aggregatori, da hub delle notizie più importanti)
  • l’utilizzo della tecnologia RSS

RSS rappresenta una vera e propria rivoluzione all’interno della rivoluzione.
Basti sapere che con questo strumento possiamo essere avvisati ogni volta che i nostri siti preferiti vengono aggiornati. Questo significato che i blog più importanti sono equiparabili a delle vere e proprie agenzie di informazione; un lettore RSS è infatti né più né meno come avere le notizie ANSA aggiornate in tempo reale.
Con il vantaggio che arrivano da più fonti e le fonti le scegliamo noi.

Inoltre RSS permette di monitorare i siti che ci interessano senza dover rilasciare la nostra email; in questo modo il problema di spamming viene bypassato, in quanto gli avvisi non passano per il protocollo di posta elettronica.
Per questo motivo la lettura degli RSS richiede un lettore dedicato da installare sul proprio PC – RSS reader, Opera Feeds, ecc. – o da usare via browser – come Bloglines, Pluck, ecc. (per chi vuole approfondire l’attuale RSS market share).
Lo stesso discorso vale per i link, dove addirittura i blog hanno introdotto una funzionalità cosiddetta di "trackback" che permette a un blog di mostrare in quanti altri siti è linkato il proprio articolo ("post") con annesso link a ciascuno di questi siti. Un paradiso di ipertesto.

continua....

Marco Montemagno
Articolo pubblicato secondo la seguente licenza Creative Commons


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