Sempre più il computer portatile tende a essere l’unico PC usato dentro e fuori l’azienda. Ma chi usa il notebook aziendale quando il dipendente è a casa? Cosa succede se qualcuno lo utilizza per scaricare software illegale o navigare in siti infettati da spyware? A queste domande dà una risposta la prima ricerca europea sulla sicurezza dei notebook aziendali commissionata da Websense e condotta da Dynamic Markets in Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia e Olanda.
di Websense/Dynamic Markets |
19 gennaio 2005
I problemi legati alla sicurezza dell'uso dei portatili in azienda e fuori,
sono stati resi noti da una ricerca europea commissionata da Websense e condotta
in Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia e Olanda da Dynamic
Markets.
Guardando ai dati della sola Italia, il 79% del campione
intervistato usa il notebook aziendale come computer principale al lavoro come
a casa una volta riconnesso alla rete aziendale, però, il notebook– se usato
senza attenzione ai rischi per la sicurezza - può diventare un pericoloso veicolo
di virus e spyware.
Nel 2002, erano 80,6 milioni i lavoratori mobili
in Europa e IDC ne prevede la crescita a 99,3 milioni entro il 2007.
Una percentuale preoccupante dei dipendenti intervistati ha ammesso di:
- scaricare
abitualmente sui propri notebook software non legato all’attività lavorativa
- permettere
a persone esterne all’azienda (famigliari, amici dei figli, ecc.) di utilizzare
il loro sistema portatile
- navigare in siti P2P per scaricare file musicali
e film illegali
L’indagine è stata condotta nel settembre 2004 intervistando
utenti di computer portatili di 500 aziende (100 per ogni Paese) con oltre
250 dipendenti in Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi:
circa
la metà delle aziende cui appartenevano gli intervistati (55%) adotta misure
per regolamentare l’accesso a Internet da parte dei notebook dei dipendenti
tuttavia,
solo il 25% usa un qualche strumento "fisico" (ad esempio
del software di sicurezza) in grado di garantire il rispetto delle policy
mentre il 30% si limita a informare i dipendenti delle policy in materia
di sicurezza redatte dall’azienda. Ciò però non sembra impedire che i dipendenti
delle aziende europee scarichino sui propri notebook software illegale o pericoloso,
vanificando così le misure implementate per la sicurezza della rete aziendale
ed esponendo le informazioni riservate ad episodi di keylogging (codici spia che
rilevano le informazioni digitate dagli utenti sulle tastiere per utilizzarle
a scopo illecito), attacchi da parte di hacker e phishing, un sistema che induce
gli utenti a fornire informazioni riservate inviando loro messaggi il cui mittente
è apparentemente un’organizzazione dal nome autorevole
Inoltre:
-
il 93% dei dipendenti che utilizza notebook aziendali non percepisce
la minaccia costituita dallo spyware e, pertanto, potrebbe non prendere le
precauzioni necessarie per garantire la protezione dei propri dati personali e
di quelli dell’azienda
- il 23% del campione intervistato ha dichiarato
di sapere cosa fosse lo spyware, ma solo il 7% ne ha poi dato la
definizione corretta
I principali risultati dell’indagine
in breve:
- utenti non identificati: circa la metà degli intervistati
(46%) ha ammesso di lasciare che persone esterne all’azienda accedano al loro
portatile, con il 22% che non ha idea di chi effettivamente usi il suo
notebook e per quale scopo
- download pericolosi: l'86% del campione
ha ammesso di scaricare sul notebook software per scopi non lavorativi quando
si trova fuori dall’ufficio
- noncuranza di termini e condizioni:
-
il 74% degli intervistati ha ammesso di non leggere i termini e le condizioni
quando scarica software da Internet
- il 26% degli intervistati
riceve pop-up pubblicitari e pagine web non richieste
- mentre
un altro 15% ha scoperto di avere sul proprio portatile software mai scaricato,
cosa che indica la probabile presenza di spyware
- violazione
della legge:
- il 15% degli intervistati sa – e teme - di poter
incorrere in procedimenti giudiziari per violazione del copyright in seguito
al download illegale di musica e film.,
- ma solo il 10% è altrettanto
preoccupato che ciò possa accadere anche alla sua azienda
“La
nostra indagine mostra che i lavoratori mobili sono inconsapevoli di molti dei
pericoli nascosti di Internet”, ha commentato Mehdi Bouzoubaa, Territory Manager
di Websense per l’Italia. “Non solo non comprendono pienamente i rischi della
loro navigazione in Internet, bensì - ed è più preoccupante – espongono loro stessi
e l’azienda a tutti i tipi di contenuti maligni.
Per quanto riguarda l'Italia
in particolare (campione: 100 dipendenti di aziende da 250 persone in su):
- il
79% del campione usa il notebook aziendale come proprio computer principale
- il 64% ritiene di essere responsabile dei contenuti del proprio
notebook quando lo usa in ufficio
- il 58% ritiene di essere
responsabile dei contenuti del proprio notebook anche quando fuori dall’ufficio
- il
51% delle aziende italiane non ha in vigore alcuna policy per regolamentare
e garantire la sicurezza dei notebook aziendali
- il 24% del campione
non è stato in grado di dire con sicurezza chi accede al notebook oltre
a loro fuori dall’ufficio
- il 93% cita le policy dell’azienda
in materia di sicurezza come ragione principale che lo trattiene dall’effettuare
download sul portatile aziendale
- il 12% degli utenti di notebook
ha scoperto sul proprio portatile software che non aveva scaricato intenzionalmente
- il 50% del campione si è detto preoccupato che numero
di carta di credito o altre informazioni riservate sulle proprie transazioni
bancarie online possano essere intercettati
- l’87% del campione
non aveva mai sentito parlare di Spyware. Solo il 10% è stato in
grado di definirlo correttamente