di Luca De Nardo |
21 gennaio 2005
Un
milione di ".it". A diciotto anni dalla nascita del primo dominio Internet
italiano (cnr.it, operativo dal 19 dicembre del 1987), la rete del Belpaese ha
superato stamani la fatidica soglia del
milione di registrazioni, assestandosi
al quarto posto tra i paesi europei a maggiore densità di domini.
Il milionesimo nome attivato dal Registro del ccTLD ".it" - l'organismo dell'Istituto
di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa che assegna i domini Internet a targa
".it" - è
"lucavullo.it", indicativo richiesto dall'omonimo navigatore
Luca Vullo, 25enne siciliano di Caltanisetta, studente del Dams di Bologna
e aspirante regista cinematografico: l'indirizzo virtuale sarà utilizzato dal
giovane per la costruzione di un sito Internet, per gli indirizzi di posta elettronica
e per altri servizi online che saranno identificato in modo univoco da ciascun
computer collegato alla rete mondiale.
La prima casa virtuale a sei zeri della rete italiana apparterrà dunque a un privato
cittadino e non a una azienda (nonostante le imprese rappresentino la fetta più
grossa del mercato dei domini), testimonianza di come l'aspirazione a costruire
un proprio sito Internet non sia ormai più dettata solo da interessi economici
e commerciali ma rappresenti, soprattutto per gli utenti più giovani, una vera
e propria rivoluzione culturale.
In testa alla classifica continentale per domini registarti, c'è la
Germania,
saldamente al comando con le
8,2 milioni di registrazioni di domini ".de";
seguita dall'
inglese ".uk" (
3,7 milioni di indirizzi) e,
al terzo posto, dall'
Olanda (".nl") con
1,3 milioni di suffissi
registrati.
"Numeri e cifre - ha ribadito il professor
Franco Denoth, direttore dell'Istituto
di Informatica e Telematica e responsabile del Registro - confermano lo stato
di salute della rete italiana, capace di competere fianco a fianco con realtà
ben più dimensionate, nonostante la facoltà di registrare domini nel nostro paese
sia concessa solo ai cittadini europei escludendo quindi aree ad alta popolazione
Internet (accettate dal modello tedesco). Da segnalare - ha aggiunto Denoth -
anche i primi effetti della "liberalizzazione" che il Registro ha messo in atto
dall'agosto scorso: oggi chiunque, privato cittadino, associazione o impresa,
può registrare un numero illimitato di domini ".it" con il solo vincolo della
maggiore età e della cittadinanza comunitaria. Un passo in avanti verso una diffusione
sempre più capillare della rete che è il principio fondante dell'attività del
nostro Registro".