Oggi,
8 febbraio viene celebrata la seconda edizione di Safe Internet Day,
la giornata internazionale del “diritto dei bambini alla sicurezza in Internet”
indetta dalla Commissione Europea; un momento in cui riportare l'attenzione
sul problema della sicurezza dei bambini e dei giovani e adolescenti in genere
che si affacciano sul mondo della rete.
Con l'occasione verrà lanciato il sito ufficiale del Safe Internet Day
- www.saferinternet.org - e in 30
paesi (dall'Australia alla Serbia, dalla Russia all'Italia, dal Canada all'Isola
di Cipro) saranno organizzate tutta una serie di iniziative, incontri e dibattiti
per sensibilizzare le rispettive popolazioni in merito alla sicurezza dei giovani
sulla rete.
Anche diverse organizzazioni e aziende parteciperanno all'iniziativa. Dall'EuroISPA
(la più grande associazione di ISP) a MSN Europe fino a Belgacom Skynet
che ha lanciato un portale dedicato ai bambini - www.kidcity.be.
Anche in Italia, nel corso della giornata, verrà lanciato un concorso europeo
a premi per ragazzi dai 9 ai 15 anni, invitati a scrivere una 'storia digitale'
o a creare lavori multimediali sul tema della sicurezza in Internet e dell'uso
positivo delle nuove tecnologie di comunicazione.
Oltre ad Adiconsum, scende in campo anche l'associazione "Telefono
Azzurro" che ricorda, come quanto rilevato dal 5° Rapporto Nazionale
sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Telefono Azzurro-Eurispes,
rispetto alla percezione dei pericoli della Rete, sembra non esserci dialogo
tra genitori e figli.
I giovani utenti non coinvolgono i genitori sulle loro esperienze e conoscenze
di Internet, mentre i secondi si dichiarano preoccupati dei potenziali rischi
della Rete, ma trascurano di controllare la navigazione dei figli.
I genitori quindi manifestano una generale sensibilità rispetto al problema,
così come la disponibilità ad intraprendere percorsi formativi e preventivi
mirati, ma nei fatti una mancanza di comunicazione ed interazione con i propri
figli rispetto alla navigazione in Internet. Il 58% dei genitori dichiara di
non svolgere alcun controllo, il 18% qualche volta mentre solo il 24% lo fa
sempre.