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PMI Dome

Le Virtual Community - I Poli

Conoscere, capire, implementare un Comunità Virtuale.
di Luca De Nardo | 10 marzo 2001
Con questa seconda puntata, riprendiamo il discorso e i concetti che descrivono uno dei fenomeni più interessanti e controversi del mondo on-line: le Comunità Virtuali (o dette anche Virtual Community - VC).

Il concetto di Community, nato e teorizzato in ambito sociologico [Tönnies - 1963], oggi, grazie alla tecnologia di Internet e del mondo on-line [IRC, MUD, Forum, Peer2Peer] e alla sua progressiva virtualizzazione, si avvia a divenire un interessante modello di business su cui riflettere.
Le Virtual Community hanno inoltre la caratteristica di favorire la trasformazione dell'economia materiale, ovvero quella della produzione di massa, in economia virtuale, attraverso uno sforzo ed una valorizzazione della comunicazione e della conoscenza.
Come già detto nel precedente articolo, le Virtual Community nascono e si evolvono grazie al fatto di basarsi su una tipica identificazione di interessi unici e distintivi, condivisi dagli stessi partecipanti e membri di questa.
Il modello di business che ne può scaturire nasce dal fatto che alla base di una Virtual Community vi è la costituzione di un luogo dove vengono favoriti sia l'utente/navigatore (Pro-sumer) sia gli eventuali fornitori di prodotti e servizi che, attratti da un luogo verticalmente aggregato e similare al proprio business, possono chiedere di parteciparvi attivamente o passivamente;

  • attivamente, proponendo e offrendo soluzioni e prodotti specifici e targhettizzati verso la Community
  • passivamente, osservando silenziosamente il comportamento e le informazioni condivise all'interno della Community che riguardano il prodotto/servizio dello stesso fornitore o dei propri concorrenti.

Un esempio di massima ma non risolutivo potrebbero essere quelle newsgroup che trattano e discutono di servizi o prodotti specifici: schede audio dei PC, disservizi dei provider ecc.
Quale miglior strumento di auditing per percepire il livello di soddisfacimento dei propri clienti o di quelli dei concorrenti se non osservare, seguire e leggere le discussioni all'interno di una Community?

Ma quali sono i reali vantaggi per i due poli di una Virtual Community?

Gli utenti/navigatori di una VC, oltre a trarre vantaggi noti dalla partecipazione alla comunità per la possibilità di entrare in contatto con altre persone con le quali condividere interessi e passioni (gli interessi distintivi), con l'arrivo dei potenziali fornitori possono accedere ai servizi e alle offerte esclusive, a loro riservati e mirati.

Dall'altra parte, i fornitori della Virtual Community traggono vantaggi dalla partecipazione alla comunità per la possibilità di proporre offerte e servizi a platee di partecipanti alla VC selezionate e specifiche.

Ma dove sta il business per il proprietario/ospite di una Virtual Community? Gli organizzatori della comunità possono trarre alcuni vantaggi dalla vendita dei profili utente e degli spazi pubblicitari, oppure dalla intermediazione che può esercitare tra l'utente e il fornitore e/o dalle percentuali sulle vendite effettuate.

Ma affinché il c.d. modello di business alla base di una Virtual Community cominci a funzionare e a dare profittabilità è necessario ottenere prima di tutto i risultati (positivi) scaturiti dalla formula della dinamica dei rendimenti crescenti di una Virtual Community e dei circoli virtuosi da essi generati. Infatti, maggiore sarà la quantità dei contenuti presenti in una VC, tanto maggiore sarà il numero di utenti partecipanti alla sua vita: questi ultimi, i c.d. "Pro-sumer" (PRO-ducer/con-SUMER) , creando nuovi contenuti, nuove informazioni, nuova partecipazione, nuove relazioni uno a uno, uno a molti, molti a uno, attivano il circolo virtuoso indispensabile per una VC. E' anche certo che, quanto più il partecipante alla comunità stringe relazioni forti con altri partecipanti, tanto più è motivato a parteciparvi assiduamente e attivamente.

Il circolo virtuoso che coinvolge, invece, il polo dei fornitori partecipanti la Community, funziona invece cosi': maggiore sarà il numero delle offerte commerciali presenti in una CV, tanto maggiore sarà il numero degli utenti interessati. All'aumentare degli utenti, aumenterà l'interesse dei fornitori alla presentazione di ulteriori offerte commerciali.

Sembra molto facile. Ma lo è? Non sempre.

Come questo può avere inizio? Lo vedremo nei prossimi articoli.

di Luca De Nardo (luca@i-dome.com)

(articolo pubblicato su E-business Trade)


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