Ad affermarlo è l'indagine della Commissione europea
sull''E-inclusion',
che realizza una fotografia della popolazione europea on-line, solo purtroppo
tra il 2001 e il 2003.
La ricerca prende in esame sia l'Europa a 15 membri che l'Europa allargata.
Nel primo caso, nel luglio del 2003, il 43,5% della popolazione europea risultava
collegata in qualche modo alla rete, mentre considerando l'Europa allargata
ai 25 Stati, il tasso di percentuale dei navigatori scendeva - nello stesso
periodo - al 41,4%.
Segno che i nuovi Stati europei hanno segnato una capacità di penetrazione
nelle nuove tecnologie meno decisa.
L'Italia nel giugno del 2003 vantava un 41% della popolazione
collegata alla rete.
Sempre secondo questa ricerca le donne - nel triennio in esame - sarebbero
cresciute più degli uomini in termini di connessioni, passando dal
28,5 % (donne connesse rispetto alla popolazione femminile) del 2001 al
39,2%. Gli uomini sono passati dal 40,5% del 2001 al 48%.
Le persone anziane stanno recuperando il naturale gap culturale che li divide
dalle nuove tecnologie. Gli over 55 anni connessi sarebbero il 16,9
% della popolazione "anziana", migliorando, rispetto al 2001,
del 5,4%.
Il luogo preferito per navigare è la casa, per usi non lavorativi, seguito dall'ufficio. Ultimo tra i luoghi preferiti dalla popolazione europea, sono risultati gli Internet Café.
Le tre barriere più importanti che impedirebbero la navigazione da parte della popolazione europea che non ha ancora vissuto questa esperienza sarebbero:
Le zone rurali, rispetto alle grandi città o le medie e piccole città, sembrano non sfigurare così nettamente in termini di popolazione connessa. Questo divario cosi profondo, se letto a livello di Europa a 15, non sembra troppo marcato. Infatti i navigatori che vivono nelle zone rurali sono il 37,9%, mentre nelle piccole città la popolazione connessa sul totale è il 44% , nelle grandi città il 49,2%.
Per la lettura della ricerca in formato abstract, potete scaricarvi il seguente PDF