Ann Beamish, nota studiosa di questo fenomeno, le descrisse nel 95 nel seguente modo: "Virtual or on-line communities refers to groups of people who congregate (electronically) to discuss specific topics which range from academics research to hobbies.
They
are linked by a common interest or profession. There
are no geographic boundaries to on-line communities
and participants anywhere in the world can participate".
Ma come posso nascere le Comunità Virtuali. E come
possono crescere ed evolvere?
Le modalità e gli approcci possono essere molteplici,
i fattori, quale innesco determinante, diversi e fra
loro variegati.
Sicuramente le Comunità Virtuali che oggi possono
vantare una maggiore forza in termini di relazioni,
link, cortocircuitazione delle informazioni, consistenza
e durata nel tempo sono quelle che nascono in maniera
spontanea e naturale: le cosi dette "Bottom-Up Communities".
Ossia quelle realtà dove i partecipanti aderiscono
ad un interesse distintivo comune, non pre-ordinato
o imposto dall'alto (come nel caso delle Top-Down
Communities) ma lasciato o lanciato quasi casualmente
sul media Internet.
La logica predominante e vincente delle Bottom-Up
Communities risiede nei due principi di auto-collocazione
ed etero-collocazione delle risorse e degli
esseri umani. Dove per auto-collocazione si
intende una determinazione spontanea nel ricoprire
spazi lasciati liberi dagli altri partecipanti (in
termini di competenze, informazioni, azioni) e per
etero-collocazione un progressivo e naturale
riassestamento e ricollocazione delle precenti aree
ricoperte dai primi partecipanti, con l'obiettivo
di far nascere o migliorare le molteplici possibili
relazioni con i nuovi arrivati.
Un esempio eclatante ed eccitante sono le cosi-dette
Blogring, che nella fattispecie non sono delle
vere e proprie Communities, ma cavalcano la logica
aggregativa tipiche delle Comunità Virtuali.
La moda del "Blogger", che genera come risultato
il Blogring non sono altro che un'azione atta a inserire
dati quotidianamente su una pagina web, tanto da trasformarla
in una specie di "diario" professionale, personale
o colloquiale. Può essere redatto da una o più persone.
Sebbene possa apparire un'idea banale e scontata,
il successo del Blogger è stato, e lo è attualmente,
esponenziale e sotterraneo.
In
questo caso il passaparola dei primi "bloggatori"
è stato il vero motore di questo boom. Sempre più
spesso le persone che esercitano l'arte del blogging
, inseriscono link tra le righe e url ad altri blogger
fino a creare i blogring. Un'ottima rappresentazione
di meta-Comunità Virtuali.
I
meccanismi di unione e aggregazione affiliativa è
casuale e spontanea, basata su cicli incrementativi
dettati dal semplice passa-parola ed ad un naturale
e personale riconoscimento in un interesse comune
e condiviso.
Ma affinché si possa raggiungere una massa critica
della Comunità Virtuale è necessario che esista
almeno nella fase potenziale uno zoccolo duro minimo
sulla base del quale poter costruire le fasi successive
ed evolutive. Il fenomeno del Blogger ha potuto
contare su questo zoccolo duro, poiché un numero sufficiente
di persone, i c.d. "First Mover", hanno dimostrato
la pratica e i vantaggi impliciti o espliciti del
"blogging", stimolando l'interesse di altri
potenziali partecipanti che fino a quel momento avvano
manifestato il tipico profilo comportamentale da spettatore.
I primi, i "First Mover" sono frequentemente
anche dei leader, nomi noti nella rete o in altre
Communities, che grazie alle proprie azioni, riescono
a trascinare o a stimolare/incuriosire altri navigatori-potenziali
partecipanti.
Nelle prossime puntate affronteremo le fasi successive ed evolutive delle Comunità Virtuali.
di Luca De Nardo (luca@i-dome.com)
(articolo pubblicato su E-business Trade)