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PMI Dome

Le Virtual Community - Nascita, crescita e sviluppo

Conoscere, capire, implementare un Comunità Virtuale.
di Luca De Nardo | 14 marzo 2001
Con questa terza puntata proseguiamo il lungo percorso sulle Comunità Virtuali.

Ann Beamish, nota studiosa di questo fenomeno, le descrisse nel 95 nel seguente modo: "Virtual or on-line communities refers to groups of people who congregate (electronically) to discuss specific topics which range from academics research to hobbies.

They are linked by a common interest or profession. There are no geographic boundaries to on-line communities and participants anywhere in the world can participate".

Ma come posso nascere le Comunità Virtuali. E come possono crescere ed evolvere?

Le modalità e gli approcci possono essere molteplici, i fattori, quale innesco determinante, diversi e fra loro variegati.
Sicuramente le Comunità Virtuali che oggi possono vantare una maggiore forza in termini di relazioni, link, cortocircuitazione delle informazioni, consistenza e durata nel tempo sono quelle che nascono in maniera spontanea e naturale: le cosi dette "Bottom-Up Communities". Ossia quelle realtà dove i partecipanti aderiscono ad un interesse distintivo comune, non pre-ordinato o imposto dall'alto (come nel caso delle Top-Down Communities) ma lasciato o lanciato quasi casualmente sul media Internet.
La logica predominante e vincente delle Bottom-Up Communities risiede nei due principi di auto-collocazione ed etero-collocazione delle risorse e degli esseri umani. Dove per auto-collocazione si intende una determinazione spontanea nel ricoprire spazi lasciati liberi dagli altri partecipanti (in termini di competenze, informazioni, azioni) e per etero-collocazione un progressivo e naturale riassestamento e ricollocazione delle precenti aree ricoperte dai primi partecipanti, con l'obiettivo di far nascere o migliorare le molteplici possibili relazioni con i nuovi arrivati.

Un esempio eclatante ed eccitante sono le cosi-dette Blogring, che nella fattispecie non sono delle vere e proprie Communities, ma cavalcano la logica aggregativa tipiche delle Comunità Virtuali.
La moda del "Blogger", che genera come risultato il Blogring non sono altro che un'azione atta a inserire dati quotidianamente su una pagina web, tanto da trasformarla in una specie di "diario" professionale, personale o colloquiale. Può essere redatto da una o più persone. Sebbene possa apparire un'idea banale e scontata, il successo del Blogger è stato, e lo è attualmente, esponenziale e sotterraneo.
In questo caso il passaparola dei primi "bloggatori" è stato il vero motore di questo boom. Sempre più spesso le persone che esercitano l'arte del blogging , inseriscono link tra le righe e url ad altri blogger fino a creare i blogring. Un'ottima rappresentazione di meta-Comunità Virtuali.
I meccanismi di unione e aggregazione affiliativa è casuale e spontanea, basata su cicli incrementativi dettati dal semplice passa-parola ed ad un naturale e personale riconoscimento in un interesse comune e condiviso.
Ma affinché si possa raggiungere una massa critica della Comunità Virtuale è necessario che esista almeno nella fase potenziale uno zoccolo duro minimo sulla base del quale poter costruire le fasi successive ed evolutive. Il fenomeno del Blogger ha potuto contare su questo zoccolo duro, poiché un numero sufficiente di persone, i c.d. "First Mover", hanno dimostrato la pratica e i vantaggi impliciti o espliciti del "blogging", stimolando l'interesse di altri potenziali partecipanti che fino a quel momento avvano manifestato il tipico profilo comportamentale da spettatore.
I primi, i "First Mover" sono frequentemente anche dei leader, nomi noti nella rete o in altre Communities, che grazie alle proprie azioni, riescono a trascinare o a stimolare/incuriosire altri navigatori-potenziali partecipanti.

Nelle prossime puntate affronteremo le fasi successive ed evolutive delle Comunità Virtuali.

di Luca De Nardo (luca@i-dome.com)

(articolo pubblicato su E-business Trade)


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