New York City - Probabilmente neanche gli stessi organizzatori si aspettavano un successo simile per l'edizione newyorkese del Search Engine Strategies, il principale evento di riferimento per quanti si occupano di marketing e advertising attraverso i motori di ricerca. Un successo sia di presenze (difficile avere un numero preciso, ma si parla di diverse migliaia di iscritti, tra partecipanti alle conferenze -a pagamento- e visitatori dell'area expo -gratuita per i preiscritti-; solo fino a qualche anno fa gli spettatori erano poche cnetinaia) che di espositori tale da mettere in difficoltà gli organizzatori, alle prese con sale inizialmente troppo piccole per ospitare comodamente tutti (poi, fortunatamente, si è cercato di correre ai ripari grazie a pareti mobili opportunamente eliminate ed a monitor digitali piazzati esternamente alla sala).
Ma si può ancora parlare ancora di "curiosità", attorno a questo settore, per giustificare così tanta gente pagante (parliamo di circa 1.700 Us$ per un pass valido per i 4 giorni di conferenze, a scendere per i pass di durata minore), o possiamo finalmente dire che c'è consapevolezza sull'efficacia di questo strumento, ma ancora qualche perplessità su come muoversi, vista la variegata tipologia di offerte che si possono trovare? Quello che è certo è che i budget che girano cominciano ad essere importanti, e in questi giorni mi è capitato di incrociare responsabili tanto di colossi internazionali (moltissime le aziende Fortune 100 presenti con uno o più rappresentanti) che di piccole realtà con budget pubblicitari limitati ed interessati a capire quanto possa essere sensato orientarli tutti verso il search engine marketing.
Se dovessimo comunque trovare un tema forte per questa edizione, sicuramente potremmo parlare del ritorno alla ribalta dell'ottimizzazione di un sito, aspetto relegato in secondo piano in questi ultimi due anni dalla prepotente ascesa dei link sponsorizzati.
Eccessiva focalizzazione sull'aspetto advertising del search engine marketing? La risposta è affermativa, ed è sottolineata anche da una recente ricerca di SEMPO.org che indica come, nel 2004, negli USA siano stati investiti in link sponsorizzati circa 3,34 miliardi di Dollari, contro i 492 milioni di Dollari in ottimizzazione e posizionamento. Se però andiamo ad analizzare quali sono le fonti del traffico dai motori di ricerca, tanto un'analisi di iProspect per il mercato americano che una di Sems sullo scenario italiano indicano come tra il 65 ed il 75% degli utenti cliccano, su Google, sui risultati "organici" (frutto degli algoritmi dei motori, non a pagamento quindi); valore di poco inferiore (il 60%, secondo iProspect) per quello che riguarda Yahoo. Spazio limitato quindi, in molti casi, per i link sponsorizzati nella scelta degli utenti, anche se questo non vuol dire sminuirne l'efficacia e l'importanza.
fine parte I - continua ...