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I servizi Wi-Fi: cosa sono, il loro mercato e la regolamentazione che li regola (parte I/IV)

Un articolo in più puntate a firma di Luigia Spadaro per presentare, chiarire e approfondire gli aspetti descrittivi, di mercato e normativi di una delle tecnologie più promettenti e attese nel campo dell'ICT. Il Wireless Fidelity
di Luigia Spadaro (diritto.it) | 16 marzo 2005

Che cosa è e come funziona

Il Wi-Fi (Wireless Fidelity) è un protocollo di trasmissione radio che permette di realizzare una rete di connessione tra personal computer o terminali multimediali predisposti a questo standard, operando in un’area da trenta a cento metri nell’ambito di edifici e fino a trecento metri in ambienti senza ostacoli: il Wi-Fi è quindi una rete locale senza fili in cui i dispositivi comunicano tra loro attraverso onde radio, liberando l’utente da vincoli e dai costi imposti dal cablaggio, la cui idea fondante è permettere un’estrema flessibilità nella realizzazione di reti locali che non obblighino a collegare il terminale (personal computer, portatile, palmare) ad una presa di rete.

Può quindi definirsi un sistema wireless di comunicazione di dati flessibile, che può sia estendere sia sostituire una Wired Lan (WLan- rete Lan cablata), sia fornire dei servizi aggiuntivi, quali maggiore mobilità, navigare in internet, scaricare file ed e-mail, specialmente nei luoghi in cui la connettività serve, ma è più difficile da reperire (aeroporti, hotel, centri congressi, ecc.).

I servizi Wi-Fi si distinguono secondo l’ambito che li caratterizza.
I luoghi pubblici identificano il segmento degli hot spot, punti di accesso alla rete di cui qualsiasi utente, purché abilitato, può usufruire.
Se ci si riferisce all'ambito privato, ovvero ad abitazioni e aziende, si parla semplicemente di sistemi R-LAN, ossia di reti locali wireless che solo i dipendenti di un'azienda o gli abitanti di un edificio possono utilizzare, analogamente a quanto avviene per una rete di telecomunicazioni fissa confinata nello stesso sito.

La distinzione tra questi due contesti appare sostanziale: i servizi Wi-Fi in ambito privato appaiono costituire soltanto una diversa modalità tecnologica di connessione a larga banda alla rete di telecomunicazioni, rispetto ai servizi di rete fissa (siano questi in modalità x-DSL ovvero in fibra ottica), di conseguenza, essi possono essere ricompresi nel collegato mercato dei servizi di accesso ad internet a larga banda, ovvero dell'istallazione di reti LAN private e/o aziendali.

Diverso è invece il caso dei servizi Wi-Fi in ambito pubblico: tali tipologie di servizi soddisfano le esigenze di utenti che hanno la necessità di connettersi alla rete di telecomunicazioni utilizzando le potenzialità offerte da alcuni hot spot. Anche la tipologia di utenza che ha accesso a tali servizi si distingue sia per il fatto di possedere un apparecchio idoneo ad accedere ai servizi di accesso ad internet in modalità Wi-Fi sia per la tendenza a spostarsi geograficamente e quindi per la necessità di accedere a tale tipologia di servizi.

In virtù di tali considerazioni, l'utenza cui tali servizi si rivolgono maggiormente, almeno nel prossimo futuro, è la clientela affari in movimento; tale mercato potenziale rappresenta un bacino di dimensioni circoscritte ma consistenti. La fornitura di servizi Wi-Fi in ambito pubblico presenta, altresì, caratteristiche di parziale discontinuità rispetto agli altri servizi di telecomunicazioni.

In via preliminare, l'operatore Wi-Fi deve raggiungere accordi con i proprietari di siti, per l'installazione di apparecchiature R-LAN, ai fini della fornitura del servizio.
Per un WISP (Wireless internet Service Provider) l'attrattività di un sito dipende in larga parte dal suo tasso di frequentazione da parte della clientela affari e dalla propensione di quest'ultima all'utilizzo dei servizi Wi-Fi.

Luigia Spadaro, "La tecnologia “Wi-Fi” ", in
Diritto & Diritti - Rivista giuridica elettronica, pubblicata su Internet all'indirizzo http://www.diritto.it/,
ISSN 1127-8579, febbraio 2005.

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