L’indagine di NetConsulting,
commissionata da HP e Microsoft, ha realizzato un’analisi approfondita
che permette di valutare al meglio le azioni da intraprendere per aiutare le
aziende di grandi dimensioni a considerare l’Information Technology non come
investimento ma come leva strategica per il loro business.
Coinvolti 80 CIO delle maggiori aziende italiane dei settori Industria /
Retail (per il 40% delle aziende intervistate), Servizi (per il 23%),
Finanza (per il 21%) e la Pubblica Amministrazione (per il 16%),
essi espresso la propria opinione in merito alle tendenze del mercato.
Dalla interviste effettuate è emerso un generale ottimismo sulle prospettive
dell’economia: il 47% degli intervistati ritiene infatti che i prossimi
mesi saranno caratterizzati da una situazione di stabilità e il 66% prevede
una ripresa delle attività economiche entro la fine del 2005.
In particolare, è il settore dei Servizi a essere il più ottimista, mentre la
Pubblica Amministrazione è il più pessimista.
Gli investimenti in IT da parte delle aziende italiane, secondo il 70% del campione, resterà stabile o crescerà, mentre le aree di investimento riguarderanno il raggiungimento di elevati livelli di efficienza (consolidamento e razionalizzazione dell’infrastruttura IT, rinnovo del parco macchine e integrazione a livello hardware e software), con l’obiettivo principale di ridurre i costi e aumentare la produttività aziendale. A livello IT, infatti, la tendenza generale delle aziende di portare avanti strategie che bilancino obiettivi di ottimizzazione con obiettivi di crescita, si traduce non solo nel semplice contenimento dei costi, ma anche e soprattutto nella realizzazione di infrastrutture IT flessibili in grado di supportare la crescita aziendale.
La generale stabilità che emerge dalla ricerca si riflette anche in una stabilità
a livello di entità di budget destinato all’IT: nel corso del 2004 la riduzione
più consistente è stata rilevata per l’hardware (-2,1%), in linea con le
strategie di consolidamento messe in atto dalle aziende, con un calo particolarmente
sensibile nella Pubblica Amministrazione (-4,9%).
Gli investimenti nei servizi si sono leggermente ridotti (-0,6%),
soprattutto nel settore Finanza (-4,5%), mentre Servizi e Pubblica Amministrazione
hanno visto una ripresa (rispettivamente del 2,7% e del 1,6%).
Il software presenta dinamiche differenti per i diversi settori considerati:
i Servizi registrano un calo rilevante (-4,9%), compensato da una ripresa
per gli altri settori (più consistente nella PA con il 3,2% e nella Finanza
con il 2,6%). Un segnale positivo è rappresentato dal fatto che nel corso
del 2004 non è stato ridotto il budget destinato a nuovi investimenti, dal momento
che la tendenza è stata piuttosto di razionalizzare le spese di gestione per
avere maggiori disponibilità da dedicare a progetti nuovi, in grado di apportare
valore al business.
Il campione intervistato ha messo in evidenza un utilizzo mediamente elevato dei servizi in outsourcing (in lieve crescita rispetto al passato), in prevalenza a livello infrastrutturale (61% delle aziende intervistate) in particolare per i settori Finanza, Industria / Retail e Servizi.
Inoltre, da parte dei CIO è emersa chiaramente la necessità di avere degli indicatori che riescano a far comprendere al management il valore delle tecnologie adottate e della spesa sostenuta: il 55% degli intervistati ha dichiarato come elemento determinante la possibilità di disporre di strumenti utili per la misurazione del ritorno degli investimenti.
Il quadro che emerge dall’indagine vede le aziende italiane ancora focalizzate su un utilizzo dell’Information Technology orientato alla razionalizzazione ed efficienza dei processi di business. La situazione è destinata a cambiare in un contesto di riavvio della ripresa economica e nel momento in cui le aziende si focalizzeranno più sulla massimizzazione dei ricavi che non al contenimento dei costi.