Come per i cookies, le difese
che gli utenti finali stanno viavia adottando per proteggere la propria privacy
rischiano di inficiare e sottostimare i dati di rilevazione delle campagne di
e-mail marketing. E' quanto afferma DoubliCick
nell'ultimo studio rilasciato.
Gli accorgimenti software adotatti dal lettore finale, come disabilitare
la visualizzazione delle immagini nella e-mail o non utilizzare i client di
posta elettronica tali da mostrare le anteprime delle mail ricevute,
ne impediscono il conteggio reale.
E' con questo che DoubleClick giustifica - in parte - i numeri che progressivamente
nel tempo indicano sempre minore efficacia nei risultati ottenuti via e-mail.
Mentre
la capacità di consegnare le e-mail nelle casella di posta elettronica
del destinatario è cresciuta alla fine del 2004 al 90,6% (nel
2003 era pari all'87,3%), la percentuale di apertura (il lettore
clicca e apre la e-mail) scende dal 36,8% del 2003 al 32,6% del 2004.
Anche i click che il lettore sceglie di effettuare sui link promossi
nella mail scendono dall'8,4% del 2003 all'8,0% del 2004.
Come detto le aperture delle mail vedono un sostanziale calo generale, ma l'unico
settore economico che non registra un calo è quello del Customer
Service (ad esempio un abbonato ad un servizio di affiliazione riceve
aggiornamenti o comunicazioni specifiche).
Tutti gli altri settori registrano un calo percentuale:
Dall'altra parte, Return Path ha pubblicato una ricerca con cui evidenzia le motivazioni e i fattori che influenzano il lettore on-line (americano) ad aprire una mail promozionale giunta nella propria casella elettronica (le interviste sono state effettuate a dicembre 2004 su un campione con età compresa tra i 18 e i 54 anni).