Il parere di Richard Stiennon, VP Threat Research di Webroot Software, sul
problema legato alla sicurezza nel settore bancario. I Keylogger sono una piaga
per questo settore, dove username e password non possono essere sufficienti.
Un caso, quella dalla Banca Sumimoto che indica una situazione delicata.
di Richard Stiennon |
24 marzo 2005
I clienti nel settore bancario sono perfettamente consapevoli
del rischio costituito dagli spyware.
Uno per tutti: i keystroke logger.
Più volte essi sono stati utilizzati in molte rapine informatiche, compreso
il famoso attacco nel 2000 in cui un hacker di San Pietroburgo ha rubato del
codice sorgente a Microsoft.
Poiché la sicurezza delle banche si affida principalmente all’utilizzo di
user name e password per il trasferimento di fondi e per accedere ai conti
correnti dei clienti, il buco nella sicurezza può essere enorme se non
si adotta buon senso e accortezza nel proprio comportamento in rete.
Il caso Sumitomo è uno dei pochi che è stato reso pubblico e probabilmente
rappresenta la punta dell’iceberg.
Queste sono alcune considerazioni in merito:
- Ci sono due modi in cui i keylogger potrebbero essere
stati installati sui computer della banca Sumitomo Mitsui:
- Primo
- qualcuno che ha accesso ai computer ha installato il
software da un CD, floppy disk, o stick di memoria USB.
- O, ancora più semplicemente, il colpevole si è collegato
in rete e ha scaricato il keystoke logger direttamente da Internet.
Si tratta di una prassi molto comune nei chioschi Internet.
- Il secondo modo in cui si può essere infettati da un keystroke
logger è attraverso un attacco da un worm o un download gratuito. In questo
caso, l’attacco alla banca Sumitomo è puramente casuale.
Gli hacker che diffondono keystroke logger di solito sono alla ricerca di
informazioni relative a username/password individuali di modo che possano
rubare dai conti correnti online. Il rischio è che si infiltrino all’interno
della banca stessa, riconoscano l’opportunità ed effettuino un attacco molto
più sofisticato. Ritengo questo sia quello che è successo in Sumitomo.
- Gli hacker che diffondono keystroke logger di solito sono
alla ricerca di informazioni relative a username/password individuali di modo
che possano rubare dai conti correnti online.
Il rischio è che si infiltrino all’interno della banca stessa, riconoscano
l’opportunità ed effettuino un attacco molto più sofisticato. Ritengo questo
sia quello che è successo in Sumitomo.
- Le banche del Regno Unito hanno già perso centinaia di milioni
di sterline a causa di hacker che utilizzano keystroke logger installati su
macchine utenti per rubare informazioni relative ai login. L’attacco dall’interno
è l’obiettivo finale dell’hacker.
Lungi dal voler divulgare terrore, il problema della sicurezza
è ormai diventato importantissimo, pena la stessa credibilità
della rete. Questi tre spunti - quindi - devono portare a riflettere sull'importanza
nell'adozione di comportamenti consapevoli e attenti, una sana navigazione sulla
rete e su un decalogo "de minimis" da adottare, oltre ovviamente
ad un buon software come antivirus e sicurezza.