Fin dall'inizio la Rete è nata per scambiare informazioni, prima con servizi semplici (mail, usenet), che sono tutt'ora il fondamento della Rete, poi con servizi più evoluti come il web.
Chi ha contribuito maggiormente alla nascita del www, così come lo vediamo oggi, è stato sicuramente Tim Berners Lee. Non so fino a che punto questo nome sia noto a coloro che si sono avvicinati da poco alla Rete.
Ma è bene sottolineare che se oggi esistono molte attività e professioni legate alla Rete e particolarmente al Web, è perchè Lee si è impegnato in qualcosa di molto grande e forse ancora non sfruttato fino in fondo.
Oggi grazie alle sue intuizioni abbiamo uno strumento potentissimo con il quale ogni giorno lavoriamo e semplifichiamo molte attività quotidiane, dal prenotare un viaggio o acquistare un libro fino a prendere svago o a lasciare i nostri pensieri rendendoli accessibili al mondo intero (weblog).
Ritornando sempre all'inizio del www, Tim Berners Lee studiò un sistema che potesse rendere accessibili ed universali lo scambio di informazioni, documenti ed immagini in ogni parte del mondo. Da questi studi ne conseguì un linguaggio di interscambio costituito da ipertesti che oggi conosciamo molto bene con l'acronimo HTML, ovvero HyperText Markup Language.
Quella che era l'idea di base dei padri della Rete e del nuovo servizio, appunto il web, consisteva prima di tutto nell'accessibilità delle informazioni e nella facilità con cui queste potessero raggiungere ogni individuo che fosse dotato di una connessione alla Rete.
Tutto questo non è difficile comprenderlo, per chi ha vissuto le prime fasi dell'Internet, ovvero prima del 1993, quando il mezzo veniva utilizzato esclusivamente per comunicare attraverso la posta elettronica e i gruppi di discussione tematici (newsgroup).
Il nuovo che avanza
In questo scenario, sono col tempo, apparsi nuovi attori che hanno creduto al web in modo distorto, creando tecnologie e progetti per la Rete alquanto estranei al suo concetto di base, generando di fatto molta confusione ed inserendo delle barriere tecnologiche che si moltiplicano ancora tutt'oggi.
Questo proliferare di sistemi non accessibili, ma ideati per dei precisi target e standard tecnologici non previsti nello standard della Rete, oltre a creare confusione tra gli utilizzatori, ha generato qualcosa di molto più grave, ovvero ha fatto sì che nascessero generazioni di sviluppatori, operatori marketing, comunicatori e consulenti con una concezione distorta della Rete e del suo utilizzo.
Tutto questo ha avuto ed ha tutt'oggi un prezzo molto alto, soprattutto rispetto all'accessibilità delle informazioni. Sempre più spesso queste risultano inaccessibili a molti utenti, anche normodotati, ma che sono sprovvisti dell'ultima versione di quel software o dell'ultima release di quel browser o plug-in.
Ecco perchè a oltre 10 anni dall'introduzione del web, il W3C, organo ufficiale per lo sviluppo e la standardizzazione delle tecnologie per il web, è costretto a rilasciare sempre nuove linee guida che vanno nella direzione dell'accessibilità dei contenuti, tenendo in considerazione le tecnologie e le esigenze non solo degli utenti normodotati, ma anche di quelli che hanno disabilità. Questi ultimi utilizzano sistemi alternativi per poter accedere ai contenuti dei siti web che risultano fruibili solo se vengono rispettati alcuni standard.
Lino Mari - ebow.it