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Accessibilità nell'e-business, una necessità o un'occasione? (II/IV)

Questo è l'anno dedicato ai disabili e sempre di più ormai si sente parlare di accessibilità dei siti web, ma è davvero necessario rendere accessibile un sito e-commerce ai meno abili? Vediamo insieme se è giusto farlo o se è addirittura un'occasione da non perdere.
di Lino Mari - ebow.it | 05 aprile 2005

Chi propone le linee guida?

All'interno del W3C è nato il WAI (Web Accessibility Initiative) che ha il compito di organizzare a livello mondiale, attraverso strumenti specifici, quelli che sono gli standard che rendono accessibili i contenuti e le tecnologie nei siti web.

Tra gli strumenti messi a disposizione del WAI, c'è il rilascio di guideline (linee guida) di aiuto agli sviluppatori, e nel 1999 nasce WCAG 1.0 (Web Content Accessibility Guidelines),  ovvero le linee guida per rendere accessibili i contenuti via web. Ad oggi sono in discussione le nuove direttive che saranno presentate nel prossimo anno (WCAG 2.0). Esperti di tutte le nazioni stanno contribuendo al rilascio di tali guideline, tra i quali alcuni italiani che ho la fortuna di conoscere personalmente.

Oggi le pagine web sono sempre più spesso generate dinamicamente attraverso l'utilizzo di tecnologie server side, e sempre più spesso si utilizzano software visuali per la realizzazione del codice HTML.

Questi software sono sicuramente comodi per la velocità con la quale permettono ai web-developer o agli impaginatori di creare una pagina, anche con layout molto complessi. Ma ancora oggi non esiste un software che riesca a generare codice accessibile, e quindi per ottenere i risultati voluti e per rispettare le linee guida del W3C, bisogna operare direttamente nel codice con interventi ad hoc.

Non sono certamente la figura più adatta per dare consigli rispetto ai vari editor, dal momento che sono ancora affezionato al mio caro Notepad, con il quale scrivo tutto il codice manualmente. Tuttavia nell'articolo troverete alcuni link agli strumenti migliori per operare sul codice.

Perchè rendere accessibile il nostro sito web?

Spesso, se non sempre, quando si progetta un sito web e i suoi servizi, non si tiene affatto conto dell'accessibilità dello stesso e dei suoi contenuti. In genere la prima cosa che si progetta è il layout, ovvero la parte grafica e come il sito deve presentarsi agli utenti, quindi la visual identity e poi tutto il resto.

Sempre più spesso, mi sento dire che progettare un nuovo sito e tenere conto dell'accessibilità e delle direttive del W3C risulta molto oneroso. In un certo senso è vero, ma se l'accessibilità diviene parte della progettazione sin dall'inizio, i costi e i tempi si riducono notevolmente.

Il contrario accade quando si vuol rendere accessibile un progetto già in fase di sviluppo: in questo caso le modifiche strutturali necessarie e soprattutto l'adeguamento dei contenuti, richiedono molte ore di lavoro in più, con conseguenti costi molto più alti.

Le affermazioni che vengono di solito fatte riguardo alla difficile caratterizzazione di un sito accessibile, ossia relativamente alla sua 'scarsa flessibilità grafica, sono da demitizzare. A tal proposito mi sento di affermare che risulta più semplice rendere accessibile un sito scarno e poco caratterizzato, ma allo stesso tempo che non è impossibile rendere accessibile qualsiasi tipo di lay-out.

Nel caso di un sito maggiormente caratterizzato, ovvero con una visual identity ben definita, l'unico problema è che per la realizzazione occorrono sicuramente tempi più lunghi, oltre che un maggiore skill degli sviluppatori.

Inoltre, è fondamentale approcciare il progetto non solo nella struttura tecnica di competenza degli sviluppatori, ma anche successivamente alla sua realizzazione complessiva. Bisogna infatti prestare attenzione ai contenuti, perchè anche se un sito web risulta accessibile tecnicamente, ciò non vuol dire che i suoi contenuti siano allo stesso modo accessibili.

In dettaglio, considerando un sito web accessibile al massimo livello (AAA), è possibile incontrare dei contenuti che per chi naviga attraverso un lettore braille o un lettore vocale, risultano incomprensibili.

Prendiamo ad esempio un testo che si compone di termini o frasi in lingue diverse, cosa che è molto comune in un contesto tecnologico od economico. In questi casi, chi utilizza un lettore alternativo, incontra notevoli difficoltà, in quanto è impossibile per il lettore pronunciare correttamente entrambe le lingue.

Sono in fase di realizzazione dei lettori in grado di switchare da una lingua all'altra in tempo reale. Ma questa è una realtà ancora lontana.

Si possono citare anche tanti altri tipi di inaccessibilità alle informazioni. È il caso di un testo legale, che di per sé risulta poco accessibile ai non addetti ai lavori.
Per rendere accessibile un testo di legale, andrebbe completamente riscritto semplificando il linguaggio e rendendolo adatto ad un pubblico più vasto.

Lino Mari - ebow.it

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