Ad Maiora ha realizzato la prima ricerca sulla visibilità dei siti web dei
principali inserzionisti sui media tradizionali
di Ad Maiora |
11 aprile 2005
Ad Maiora, la new media agency
leader in Europa nei servizi di web marketing, ha realizzato una ricerca sui
siti web delle 100 aziende che investono maggiormente in pubblicità sui media
tradizionali. L'analisi ha elaborato i valori di ottimizzazione, visibilità
e popolarità dei siti web, dalla cui combinazione è emerso il livello di presenza
online delle aziende.
Secondo lo studio, almeno due terzi dei siti analizzati è carente nella
capacità di essere censita adeguatamente dai motori di ricerca, con il conseguente
risultato di non figurare in maniera preminente nei risultati. La ricerca
dimostra inoltre come l'ottimizzazione dei siti web incida direttamente sulla
loro visibilità e sulla loro popolarità online.
Nello specifico:
- Ottimizzazione dei titoli
Circa due siti su tre tra quelli analizzati non ha assegnato un nome alle
pagine oppure riporta lo stesso titolo su tutti i documenti del sito.
Il 21% dei siti presenta un titolo differente per ogni pagina, ma solo il
16% ha titoli ottimizzati, ossia contenenti i termini (keyword) non solo descrittivi
della pagina ma funzionali al posizionamento, vale a dire quelle parole utilizzate
dagli utenti per le ricerche online.
Presenza
dei Metatag
I metatag sono delle “istruzioni” che possono essereincluse nel codice
HTML delle pagine web per indicare delle informazioni aggiuntive ai motori
di ricerca, in particolare una descrizione sommaria della pagina e le keyword
più rilevanti.
Anche se l’impatto dei metatag sul posizionamento dei siti nei risultati di
ricerca non è più così rilevante come lo era fino a 2-3 anni fa, il loro inserimento
nelle pagine web è comunque utile ed efficace.
Solo il 35% dei siti analizzati contempla i metatag (e soltanto il 18% li
ha inseriti sia sulla home page che sulle pagine interne), mentre sul 65%
dei siti non sono presenti affatto.
- Pagine presenti su Google
L’analisi riporta che un terzo del campione analizzato ha meno di 100
pagine presenti su Google e che solo il 37% ha più di 500 documenti indicizzati.
- Presenza sulle directory
Analizzando le tre principali directory utilizzate in Italia, Virgilio,
Yahoo! e Open Directory (il cui archivio è utilizzato, tra gli altri, da Google),
constatiamo che il 35% dei siti è presente su tutti i tre cataloghi e che
il 17% non figura in nessuno di questi.
Link
popularity
Google, il motore di ricerca che più degli altri favorisce questo criterio,
utilizza un parametro chiamato PageRank che assegna un livello di popularity
da 1 a 10 ai siti presenti nel suo catalogo. Per quanto concerne i siti analizzati,
il 39% ha un valore PageRank da 1 a 4, il 53% riporta un punteggio di 5 o
6, ed il restante 8% è attestato su 7 oppure 8.
- Posizionamento su keyword significative
In relazione a questa indagine, è stato verificato il posizionamento dei
siti in funzione di circa 20 termini rappresentativi di ogni settore economico
a cui appartengono le singole aziende. Il risultato mostra come il 38% delle
aziende è presente nei primi 20 risultati almeno per una keyword, mentre il
62% non compare affatto nei risultati di testa.
- Rapporto tra ottimizzazione e visibilità/popolarità dei siti
Nella rappresentazione complessiva dei siti dei 100 top spender pubblicitari
italiani, possiamo notare come solamente un quarto di loro figura nel quadrante
ideale (il n.2) che evidenzia il miglior livello di ottimizzazione a cui corrisponde
un conseguente alto grado di visibilità e popolarità. Il 50% dei siti invece
ha insufficienti valori di ottimizzazione, con il risultato di penalizzare
la relativa visibilità e popolarità (quadrante n.3).

E' possibile scaricare
la ricerca completa dal sito Ad Maiora.