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VOIP, tra limiti e opportunità (parte I)

Per Databank, il mercato della voce su Ip è destinato a crescere, ma con cautela. Gli sviluppi più interessanti riguardano la specializzazione della voce su Adsl, dove esiste lo spazio per operatori e clienti di medie dimensioni, entrambi interessati ai servizi intelligenti.
di Andrea Lawendel - Data Manager Online | 13 aprile 2005

Tutti parlano di VoIp, ma non tutti parlano (al telefono) col VoIp.
E forse non si registreranno volumi di traffico particolarmente significativi prima di qualche anno, quando il numero di connessioni a larga banda si sarà consolidato e, soprattutto, quando e se cambierà la struttura degli abbonamenti a larga banda, oggi sbilanciati a favore delle connessioni a consumo, per le quali a fronte di un canone mensile azzerato si paga una tariffa oraria che andrebbe a erodere i possibili vantaggi di una chiamata telefonica in “voce su Adsl”.

Il mercato attuale e potenziale dei servizi vocali su larga banda è l'argomento di uno studio appena pubblicato da Databank Consulting ( www. databank .it/ ) sul Voice over Ip e sul Wireless .
E di questo recente rapporto Scenari ha parlato con Daniela Rao, ricercatrice della società di ricerche del gruppo Telecom . La quale sottolinea come la presenza di «quasi quattro milioni di abbonati Adsl e di qualche centinaio di migliaia di abbonati alla fibra e al satellite ci dicono che questo è il momento più propizio per il primo vero sviluppo della voce su Ip». Integrare le comunicazioni voce sugli stessi “canali” oggi adibiti al traffico dati e alla navigazione su Web, rappresenta una tappa importante sul percorso della convergenza verso il cosiddetto triple play: il momento in cui tutti i servizi di trasmissione mono e bidirezionale, dalla semplice telefonata alla trasmissione televisiva digitale o al cinema pay per view, verranno veicolati attraverso un unico canale Ip a larga banda. Per il momento, il VoIp può portare a interessanti vantaggi in termini di razionalizzazione e riduzione della spesa telefonica, favorendo sul versante dell'offerta l'inevitabile evoluzione delle infrastrutture di trasporto e accesso e l'arrivo di operatori e service provider alternativi.

Ma quanti italiani approfittano già di questi vantaggi negli ambiti professionali e familiari?
«Il mercato aziendale conta attualmente circa ottantamila imprese, a loro volta suddivise in tre grandi gruppi», spiega Rao. «Il primo che abbiamo valutato è costituito dalle aziende che disponendo già di una rete aziendale intranet a larga banda possono telefonare in VoIp e utilizzano sistemi di telefonia avanzata in grado di funzionare con questo protocollo».
Nonostante questa ottimistica premessa, le dimensioni di questo primo gruppo di utenti non autorizzano a pensare che l'Italia sia un già un consolidato utente di centralini telefonici (Pabx) “convergenti”. «Anzi - contesta Rao - il Pabx continua spesso a essere considerato come un'onerosa complicazione. Appena il 20% delle imprese ne possiede uno e solo il 7% dei centralini è già abilitato al VoIp».

La categoria della voce su intranet conta in ogni caso 12.000 imprese che, senza crescere a ritmi esorbitanti, potrebbero arrivare nel 2008 a una cifra compresa tra le 30 e le 40.000.
«Un ritmo piuttosto lento perché legato a obiettive problematiche infrastrutturali e al decadimento dei centralini vecchi», conferma la ricercatrice Databank passando alle valutazioni sul secondo gruppo di utenti VoIp, quello delle aziende che utilizzano i servizi VoIp nativi sulla fibra ottica di operatori come Fastweb e pochi altri.
Un numero di imprese collocabile intorno alle 40.000, che “fanno” VoIp indipendentemente dalla tipologia di centralino utilizzato e dalla presenza di più sedi e uffici aziendali (fattore che ha invece un peso per chi integra la voce sulla propria infrastruttura intranet).
«Anche qui la futura crescita sembra piuttosto limitata ed è comunque correlata all'evoluzione della rete in fibra. Su cui peraltro non è facile fare previsioni considerando le prospettive di tecnologie come WiMax, che richiederanno un potenziamento a livello di backbone e un conseguente investimento in fibra ottica». Secondo Databank questa seconda fascia di utilizzatori del VoIp potrebbe crescere sino a circa 60.000 aziende entro il 2008.

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