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PMI Dome

Banda larga dalla presa elettrica: i tempi maturano (parte II/II)

Non si tratta di una recente leggenda urbana ed ormai è noto ai più. Ma veicolare dati in formato digitale su una rete elettrica domestica è possibile già da molto tempo. Questa soluzione risolverebbe tantissimi problemi in moltissimi ambienti casalinghi e lavorativi. Ma come funziona? Al PLC Forum di Assago, quali soluzioni verranno presentate?
di Marco Comelli - GoWireless.it | 15 aprile 2005

A questo punto però sorgeva un altro problema.
Per operare a velocità dell'ordine delle decine di Mbit, i segnali dati modulati sulla portante elettrica devono avere frequenze dell'ordine dei MHz (a oggi sino a circa 30 MHz).
Ma se si "spara" senza opportuni accorgimenti un segnale modulato a quella frequenza dentro un cavo elettrico non schermato, si ottiene una bella antenna che emette nelle onde corte, in bande che hanno già molti utilizzatori, sia istituzionali che privati.
Un mercato "selvaggio" su larga scala di PLC avrebbe quindi conseguenze piuttosto nefaste sull'utilizzo dell'etere in bande molto affollate di per sé e quindi non può sfuggire a una regolamentazione.
Sino a pochissimo tempo fa (per la precisione il 6 di aprile 2005) chi si occupa di PLC in Europa agiva in un vuoto normativo. Poi, Bruxelles è arrivata al salvataggio. Porta la data 6 aprile di quest'anno una bozza di raccomandazione UE sulla "comunicazione elettronica in banda larga attraverso le connessioni elettriche".

Significativamente due terzi del testo si riferisce alle possibilità che la PLC provochi interferenze ed emissioni dannose per altre apparecchiature elettroniche e per le comunicazioni wireless e mette dei paletti per evitarlo, ma stabilisce comunque dei punti fermi che consentono di iniziare lo sviluppo del mercato.
Forse il punto più importante è che l'inizio dell'operatività di un sistema PLC non dipende dal test a priori dell'intero sistema ma dal fatto che utilizzi apparecchiature certificate e sia stato realizzato secondo le "buone pratiche" tecniche, verificate con misure "in situ".
Il tutto deve avvenire in modo "proporzionato, non-discriminatorio e trasparente".
Insomma, la PLC in base alla raccomandazione diventa da corpo estraneo nel mondo delle telecomunicazioni ad attore legittimo con delle regole precise e necessarie.

A questo punto in Italia restava un solo ostacolo potenziale alla partenza del mercato, ossia il fatto che il più grande produttore di energia elettrica fosse anche il proprietario di una società di telecomunicazioni fisso-mobile tradizionale.
Ostacolo non di struttura del mercato (la rete elettrica di distribuzione non fa capo all'ENEL) ma di competizione interna sulle risorse, per cui un investimento consistente sulla PLC avrebbe fatalmente rischiato di "cannibalizzare" le attività del gestore tradizionale di proprietà.
Ora anche questo ostacolo è superato.
Non resta che andare al PLC Forum di Wireless il 21 aprile al Centro Congressi Crowne Plaza di San Donato Milanese per aggiornarsi sugli ultimi sviluppi tecnologici e di offerta e ..... tenere pronte le spine.

Marco Comelli - GoWireless.it

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