A questo punto però sorgeva un altro problema.
Per operare a velocità dell'ordine delle decine di Mbit, i segnali dati
modulati sulla portante elettrica devono avere frequenze dell'ordine dei MHz
(a oggi sino a circa 30 MHz).
Ma se si "spara" senza opportuni accorgimenti un segnale modulato
a quella frequenza dentro un cavo elettrico non schermato, si ottiene una bella
antenna che emette nelle onde corte, in bande che hanno già molti utilizzatori,
sia istituzionali che privati.
Un mercato "selvaggio" su larga scala di PLC avrebbe quindi
conseguenze piuttosto nefaste sull'utilizzo dell'etere in bande molto affollate
di per sé e quindi non può sfuggire a una regolamentazione.
Sino a pochissimo tempo fa (per la precisione il 6 di aprile 2005) chi si occupa
di PLC in Europa agiva in un vuoto normativo. Poi, Bruxelles è arrivata
al salvataggio. Porta la data 6 aprile di quest'anno una bozza di raccomandazione
UE sulla "comunicazione elettronica in banda larga attraverso le connessioni
elettriche".
Significativamente due terzi del testo si riferisce alle possibilità
che la PLC provochi interferenze ed emissioni dannose per altre
apparecchiature elettroniche e per le comunicazioni wireless e mette dei paletti
per evitarlo, ma stabilisce comunque dei punti fermi che consentono di iniziare
lo sviluppo del mercato.
Forse il punto più importante è che l'inizio dell'operatività di un sistema
PLC non dipende dal test a priori dell'intero sistema ma dal fatto che
utilizzi apparecchiature certificate e sia stato realizzato secondo le "buone
pratiche" tecniche, verificate con misure "in situ".
Il tutto deve avvenire in modo "proporzionato, non-discriminatorio e trasparente".
Insomma, la PLC in base alla raccomandazione diventa da corpo estraneo nel
mondo delle telecomunicazioni ad attore legittimo con delle regole precise e
necessarie.
A questo punto in Italia restava un solo ostacolo potenziale
alla partenza del mercato, ossia il fatto che il più grande produttore di energia
elettrica fosse anche il proprietario di una società di telecomunicazioni fisso-mobile
tradizionale.
Ostacolo non di struttura del mercato (la rete elettrica di distribuzione non
fa capo all'ENEL) ma di competizione interna sulle risorse, per cui un investimento
consistente sulla PLC avrebbe fatalmente rischiato di "cannibalizzare"
le attività del gestore tradizionale di proprietà.
Ora anche questo ostacolo è superato.
Non resta che andare al PLC Forum di Wireless il 21 aprile al Centro Congressi
Crowne Plaza di San Donato Milanese per aggiornarsi sugli ultimi sviluppi tecnologici
e di offerta e ..... tenere pronte le spine.
Marco Comelli - GoWireless.it