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Il numero di possibili relazioni/meta-relazioni/connessioni
all'interno di un rete-comunità cresce esponenzialmente
rispetto al crescere dei partecipanti collegati ad
essa.Tenere
presente la legge di Metcalfe può quindi aiutarci
a capire quali possono essere le dinamiche dei rendimenti
e cicli virtuosi che regolano e accompagnano le Virtual
Community.
Nell'ultimo articolo
pubblicato abbiamo concluso evidenziando la necessità
per una Virtual Community di nascere contando su uno
zoccolo duro di partecipanti. Senza di questo, il
meccanismo di generazione di relazioni non può essere
avviato.
Ricordiamo,
infatti, che una Comunità Virtuale verrà definita
tale soltanto quando potrà vantare un numero di nodi
(partecipanti) sufficienti affinché con il loro operato
e interazione instaurino una serie di relazioni cominciando
a creare valore.
Con una base minima di partecipanti e un minimo di
credibilità sulla rete, una Comunità può avviare la
propria fase di start-up e di rafforzamento contando
proprio sulle relazioni e la creazione di valore aggiunto
(tipicamente contenuti).
Di
fatto, altri partecipanti cominceranno ad aggregarsi,
non appena la Comunità potrà vantare un numero sufficiente
di contenuti e di valore. Ovvero, i nuovi iscritti
cominceranno a frequentare assiduamente la Comunità
non appena percepiranno la necessità o l'importanza
di parteciparvi.
Ma non tutte le comunità avranno le stesse regole
e gli stessi meccanismi di crescita.
Questi dipenderanno di fatto dalle caratteristiche
fondamentali e dal livello di coinvolgimento/impegno
che queste chiedono.
In
una semplice comunità di discussione (un forum
o una mailing list) che vanta un gruppo di utenti
semplicemente per discutere di un argomento comune,
l'impegno e l'attività principale richiesta sarà quella
della conversazione (lo scambio di opinioni).
Un livello più evoluto e complesso di Comunità
chiede invece ai partecipanti di apportare valore,
conoscenze, contributi scientifici, competenze, e
non più solo opinioni. Appare immediatamente chiaro
che questo secondo tipo di Comunità sarà più difficile
da creare, da avviare e da rafforzare rispetto alla
prima. L'impegno che viene chiesto ai partecipanti
è superiore così come la frequenza.
Se saliamo ancora di un livello, per esempio per
arrivare alle Comunità di business, risulta ancora
più chiara la complessità. Pensiamo ad esempio ai
Marketplace B2B.
Affinché i cicli virtuosi vengano finalmente innescati,
viene richiesto un forte coinvolgimento dei partecipanti
(le aziende o i professionisti), affinché con il loro
operato generino "business matching".
Se questo non viene ottemperato (e purtroppo si cominciano
a vedere i primi casi) il fallimento nel raggiungimento
degli obiettivi è molto probabile e vicino.
di Luca De Nardo (luca@i-dome.com)