Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Le Virtual Community e il Business Virtuale - La legge di Metcalfe

di Luca De Nardo | 19 aprile 2001
Prima di proseguire nel nostro viaggio dedicato alle Virtual Community, sarebbe bene presentare, per chi non la conoscesse o ricordare per chi già a conoscenza, la legge di Metcalfe.
Infatti tale principio può aiutare a comprendere meglio le dinaminche dei rendimenti che stanno alla base delle Virtual Community.
La legge di Metcalfe non è altro che una legge matematica pensata alla fine degli anni 70 da Robert Metcalfe studente della Harvard University e poi fondatore di 3Com oltre che pionere del networking (ed inventore dell'ethernet).
Questa legge, nella sua forma originaria dice:
"The power of the network increases exponentially by the number of computers connected to it. Therefore, every computer added to the network both uses it as a resource while adding resources in a spiral of increasing value and choice."
Ovvero "il valore di un network cresce esponenzialmente rispetto al numero di computer connessi ad esso".
Infatti, considerando che ogni qual volta un computer si aggiunge al network, se da una parte utilizza le risorse disponibili (o le informazioni o le competenze), dall'altra porta potenzialmente e rende disponibili nuove risorse (o nuove informazioni e competenze) al network stesso.
Il meccanismo e la pariteticità delle relazioni tra i vari nodi di una rete favorisce l'incremento del valore intrinseco di questo.
Per riportarlo ad una formula semplice ma inequivocabile, questa sarebbe: VALORE=UTILIZZATORI2 (ovvero il VALORE di una rete = agli UTILIZZATORI2 di questa rete).
Da questo principio generale si possono trarre due considerazioni specifiche interessati per il mondo delle Virtual Community:
1) Il numero di possibili relazioni/meta-relazioni/connessioni all'interno di un rete-comunità cresce esponenzialmente rispetto al crescere dei partecipanti collegati ad essa.
2) Il valore di una comunità cresce esponenzialmente rispetto alla crescita degli iscritti a questa comunità.
3) Il numero di possibili relazioni/meta-relazioni/connessioni all'interno di una rete-comunità può essere indicatore per la valutazione del valore intrinseco di questa.

Tenere presente la legge di Metcalfe può quindi aiutarci a capire quali possono essere le dinamiche dei rendimenti e cicli virtuosi che regolano e accompagnano le Virtual Community.
Nell'ultimo articolo pubblicato abbiamo concluso evidenziando la necessità per una Virtual Community di nascere contando su uno zoccolo duro di partecipanti. Senza di questo, il meccanismo di generazione di relazioni non può essere avviato.
Ricordiamo, infatti, che una Comunità Virtuale verrà definita tale soltanto quando potrà vantare un numero di nodi (partecipanti) sufficienti affinché con il loro operato e interazione instaurino una serie di relazioni cominciando a creare valore.
Con una base minima di partecipanti e un minimo di credibilità sulla rete, una Comunità può avviare la propria fase di start-up e di rafforzamento contando proprio sulle relazioni e la creazione di valore aggiunto (tipicamente contenuti).

Di fatto, altri partecipanti cominceranno ad aggregarsi, non appena la Comunità potrà vantare un numero sufficiente di contenuti e di valore. Ovvero, i nuovi iscritti cominceranno a frequentare assiduamente la Comunità non appena percepiranno la necessità o l'importanza di parteciparvi.

Ma non tutte le comunità avranno le stesse regole e gli stessi meccanismi di crescita.
Questi dipenderanno di fatto dalle caratteristiche fondamentali e dal livello di coinvolgimento/impegno che queste chiedono.
In una semplice comunità di discussione (un forum o una mailing list) che vanta un gruppo di utenti semplicemente per discutere di un argomento comune, l'impegno e l'attività principale richiesta sarà quella della conversazione (lo scambio di opinioni).
Un livello più evoluto e complesso di Comunità chiede invece ai partecipanti di apportare valore, conoscenze, contributi scientifici, competenze, e non più solo opinioni. Appare immediatamente chiaro che questo secondo tipo di Comunità sarà più difficile da creare, da avviare e da rafforzare rispetto alla prima. L'impegno che viene chiesto ai partecipanti è superiore così come la frequenza.
Se saliamo ancora di un livello, per esempio per arrivare alle Comunità di business, risulta ancora più chiara la complessità. Pensiamo ad esempio ai Marketplace B2B.
Affinché i cicli virtuosi vengano finalmente innescati, viene richiesto un forte coinvolgimento dei partecipanti (le aziende o i professionisti), affinché con il loro operato generino "business matching".
Se questo non viene ottemperato (e purtroppo si cominciano a vedere i primi casi) il fallimento nel raggiungimento degli obiettivi è molto probabile e vicino.

di Luca De Nardo (luca@i-dome.com)


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido