Un recente studio
di Jupiter Research ha evidenziato che quasi il 40% dei navigatori cancella
periodicamente i propri cookies. Le conseguenze di questa operazione possono
essere preoccupanti per il marketing online e per i produttori di tecnologie
di advertising.
Un’altra tecnologia con caratteristiche similari si è però affacciata recentemente
al mercato: basata su una feature di Macromedia Flash MX, denominata, "local
shared objects" (SOs), consente di memorizzare informazioni sul computer dell’utente,
aggiungendo un pezzo di codice Javascript alla pagina web.
I SOs hanno funzionalità simili ai cookies, ma i navigatori non ne hanno ancora
conoscenza e difficilmente possono cancellarli: inoltre, gli anti-spyware attuali
non bloccano ancora questi file, come invece fanno con i cookies.
Uno shared object è in grado di memorizzare molte più informazioni di un cookie
e attraverso un piccolo Javascript, permette la comunicazione tra l’applicazione
lato server e il browser dell’utente.
Curiosamente, i SO devono la loro esistenza anche ai cookies: Macromedia li
implementò inizialmente a Flash MX per permettere agli sviluppatori di filmati
e applicazioni Flash di identificare e ottenere informazioni da utenti che ritornavano
senza usare i cookies, che erano piuttosto ardui da implementare in Flash.
Sebbene però le implicazione della nuova tecnologia siano sconosciute ai più,
è probabile che non appena l’informazione verrà divulgata sia i navigatori che
i produttori di anti-syware prendano le opportune precauzioni. Macromedia ha
infatti già emesso un comunicato che illustra agli utenti come disabilitare
il piazzamento automatico degli oggetti sui propri computer.
Stefano Bonacina - http://connexioni.blogspot.com/