Non è un problema che affligge il singolo navigatore
- era ora. Anzi, questi non ne è assolutamente coinvolto.
Chi invece ha qualcosa da perdere sono gli inserizionisti che acquistano
parole chiave - e/o spazi pubblicitari - per apparire sui motori di ricerca
o su siti terzi (come quelli che si vedono sulla destra delle pagine di i-dome.com).
Gli inserzionisti si vedono fatturare dei costi che in realtà
non corrispondono ad altrettante visite di navigatori "veri" ne tantomeno
ad un contatto o ad una iscrizione o richiesta di informazione di prodotti e
servizi.
E se è vero che ciò danneggià gli inserizionisti, dall'altra
scredita un modello che sta dimostrando la propria validità nel mondo
business.
Ma come avviene e perché?
Come già riportato nel maggio
del 2004, eserciti di persone vengono assoldati - madri casalinghe, studenti
e anche impiegati - per navigare e cliccare sui banner di taluni siti e su talune
campagne pubblicitarie. Il "da chi" e "perché"
è ovvio.
Per innalzare (falsare) i risultati delle campagne e rendere soddisfacenti
alcuni risultati o incassare qualche "soldo" in più
dai siti terzi che ospitanto le campagne pubblicitarie.
Ed i numeri non scherzano.
Secondo una recente ricerca realizzata verso la fine del 2004
da parte di Sempo.org (Search
Engine Marketing Professional Organization), emerge una strisciante preoccupazione
del malcostume in atto: la percentuale pari al 77% degli inserzionsti
o delle Agenzie di Advertising e Search Engine Marketing danno un chiaro segnale.
Un recente articolo apparso sul Wall Street Journal indicava che
una percentuale tra il 10 e il 20% dei paid-for-click era riconducibile
alle tecniche di Click-Fraud.
Il lato dell'offerta (Google, Yahoo, la neo entrata MSN ecc.) stanno ovviamente correndo ai ripari, assicurando un "refund" nel caso sia identicata una frode in corso così come la messa in attività di sistemi sempre più sofisticati per l'identificazione di sistemi automatici atti a "clickare" e "contabilizzare" centesimi su centesimi per i siti affililiati a questo sistema di advertising.
Un settore quindi in bilico tra credibilità e ulteriore disillusione? Forse no, ma il lato dell'offerta deve presto correre ai ripari e dare risposte veloci.