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PMI Dome

Anti Digital Divide risponde alle affermazioni di Ruggiero, AD Telecom (Parte 1 e 2)

Lettera aperta dell'Associazione Antidigital Divide che risponde, punto per punto, a diverse affermazioni dell'Amministratore Delegato di Telecom Italia durante un'intervista apparsa sul Corriere delle Sera. Questa lettera aperta è una richiesta di replica, non ancora accolta dal più importante quotidiano nazionale, da parte della nuova Associazione. Pubblichiamo integralmente quanto scritto al Corriere.
di Pierluigi di Bartolomeo - ADD | 20 aprile 2005

Sono Pierluigi di Bartolomeo vice presidente della associazione Anti Digital Divide,
Vi scrivo in quanto ci sono giunte diverse segnalazioni su un paio di articoli apparsi sul Corriere della Sera in particolare, lunedì 14 Marzo 2005 articolo di Marco Tronchetti Provera “Altro che rifugio le telecomunicazioni sono concorrenza” e l’ultimo è di oggi: "Ruggiero: Internet veloce, Italia leader"

Moltissimi utenti sono adirati per le continue e ripetute affermazione non corrispondenti alla verità operate da Telecom Italia, sentendosi oltre che discriminati dalle diverse condizioni che Telecom Italia applica agli utenti italiani rispetto a francesi e tedeschi, anche presi in giro da affermazioni che a loro parere, parere che noi come associazione condividiamo, non corrispondo assolutamente alla realtà.

Nell’ultimo articolo d’intervista all’ad di Telcom Italia si afferma:
In Italia «banda larga» significa soprattutto adsl. La fibra ottica è molto meno utilizzata. Ma, secondo alcuni studi, la diffusione dell’adsl è ancora inferiore a quella che si registra negli altri grandi Paesi europei.
«Non è vero. Rispetto al numero totale delle linee telefoniche esistenti la penetrazione dell’adsl oggi è pari al 20%. Un bel salto rispetto all’8% di fine 2003. E per fine 2007 contiamo di arrivare al 43%. Già oggi, comunque, siamo secondi solo alla Francia, che ha un tasso del 23%. Abbiamo superato anche la Germania».

Nonostante prezzi molto più alti rispetto agli altri paesi europei effettivamente l’Italia si pone al secondo posto per diffusione dell’adsl purtroppo a questo telecom non ha fatto corrispondere in questi anni un adeguato ampliamento della copertura del territorio italiano, infatti mentre gli altri stati europei come Francia e Germania hanno raggiunto o sono prossimi ad una copertura del 100% della popolazione in Italia come copertura siamo fermi all’83% della popolazione ed al 40% del territorio.
Quindi nonostante prezzi alti e copertura molto inferiore rispetto a paesi come Francia e Germania l’italia è seconda come diffusione delle linee adsl figuriamoci se questi 2 parametri fossero più vicini a quelli europei sicuramente come diffusione saremmo al primo posto anche con molto distacco, quindi telecom sta ponendo un freno allo sviluppo della banda larga in Italia.
Questo, chiaramente, seguendo il discorso di Ruggiero, il problema sostanziale è che secondo l’Unione Europea, che ha appena pubblicato i dati aggiornati a gennaio 2005, la penetrazione della banda larga in Italia è ferma all’8,1%, contro una media europea dell’8,6% (numero di linee a banda larga su 100 persone); quindi ci si chiede se quelli di Ruggiero non siano dati di previsione, piuttosto che quelli effettivi.
Si legga a tal proposito il Manifesto di protesta e la raccolta firma contro la mancata copertura con la banda larga e le tariffe attualmente applicate praticate sul mercato italiano.

Come spiega il boom dell’adsl e, all’opposto, la scarsa diffusione della fibra ottica?«La risposta sta tutta in un dato: nel 2001 la velocità dell’adsl era di 256 kilobit al secondo. Non era, insomma, una banda poi così larga. Oggi Telecom offre invece connessioni a 4 mega al secondo. E nel secondo semestre 2005 lanceremo il programma adsl 2 plus, con connessione da 10 a 20 mega al secondo».

Mi dispiace contraddire Ruggero ma la velocità di 256 kilobit al secondo l’abbiamo avuta fino a marzo 2004 quando ci fu il passaggio a 640 kilobit e il prezzo rimase invariato cioè 36,95 euro, mentre in Francia telecom offriva velocità superiori al megabit ad un canone di poco superiore ai 10 euro.
Ad inizio 2005 si è annunciato che entro marzo 2005 ci sarebbe stato il passaggio per tutti a 1280 Kilobit (1,2 mbit) ma ancora per molti utenti questo non si è avuto, poi in fretta e in furia in questi giorni si è presentata l’offerta a 4mbit a 39,95 lasciando ancora invariato il canone dell’offerta base di telecom cioè la 1mbit a 36,95 una cosa alquanto “strana” quindi l’offerta base di telecom da 2 anni ha lo stesso prezzo, in quanto dopo il passaggio la velocità precedente viene eliminata e non come gli utenti vorrebbero, offerta ad un prezzo inferiore. (256 a 10 euro 640 a 20 euro)
Quindi dire che si va a 4 mbit quando ancora devono essere attivate le prime richieste e quando ancora ci sono molte persone che aspettano l’upgrade da 640 a 1200 kilobit mi sembra esagerato prima di parlare di adsl 2 plus sarebbe meglio risolvere i molti problemi dell’infrastruttura esistente.
Nell’articolo scritto da Tronchetti Provera questi afferma che la rete telecom sarebbe la più avanzata d’europa questo si scontra con il fatto che circa il 20% dei doppini italiani non è in grado di raggiungere la velocità di 1mbit/s e che migliaia di utenti (anche nelle grandi città, p.e. Roma,Bari, ecc) non possono usufruire del servizio adsl a causa di apparecchiature limitanti quali mux e ucr apparecchiature che dovevano essere una soluzione temporanea e che invece persistono da anni.
La scarsa diffusione della fibra si spiega anche con l’abbandono da parte di telecom Italia del progetto Socrate, nonostante le promesse di continuare a cablare in fibra si è preferito investire al risparmio nella sola tecnologia adsl, inoltre si può vedere che anche le promesse in questo campo da parte di telcom non sono state mantenute, si parlava di 5 milioni di utenti a banda larga nel 2000 mentre oggi nel 2005 siamo ancora 4,5 milioni. A supporto di quanto affermato vi invitiamo a leggere questo articolo apparso su Apogeonline nel lontano 1998.

L’Authority per le Comunicazioni dice che nel settore c’è sufficiente concorrenza, ma sottolinea anche che ce ne potrebbe essere di più. Telecom, in altre parole, ha un «peso» ancora troppo ingombrante sul mercato.
«Per avere un mercato competitivo servono due elementi: regole adeguate e aziende che abbiano davvero requisiti e volontà di farci concorrenza. Sul piano delle regole, l’Italia è forse il Paese più avanzato d’Europa. Basta dire che, per rispettare le norme, Telecom dà accesso sulla propria rete ai competitori a tariffe che sono tra le più vantaggiose del Continente».

L'authority, in realtà, recentemente ha affermato che in Italia il mercato non ha sufficiente concorrenza e questo è confermato dal fatto che nelle recenti delibere ha identificato in Telecom Italia l'operatore dominante nella vendita di offerte all'ingrosso, situazione che di fatto rende impossibile una reale concorrenza sul mercato italiano.

Delibera 117_05_CONS Allegato B, pagina 48 dell’ AGCOM:

Comma 174: “In base all’analisi svolta, l’Autorità ritiene che nel mercato dell’accesso a banda larga all’ingrosso non sussistano condizioni di concorrenza effettiva e che l’operatore Telecom Italia detenga un significativo potere di mercato .”

Comma 173: “L’Autorità non ritiene, e l’analisi concorrenziale esposta nei precedenti paragrafi lo conferma, che nell’arco dei prossimi 18 mesi si potranno manifestare variazioni dell’assetto concorrenziale dovute a variazioni delle quote di mercato, nella diffusione dei servizi e nelle tecnologie disponibili, tali da inficiare i risultati dell’analisi effettuata.”

A noi come associazione fa piacere che telecom parli di regole, le regole esistono, solo bisognerebbe anche rispettarle, cosa che telecom non fa’ come dimostrano le diverse multe combinate dalle Authority per abuso di posizione dominante, in diversi settori della telefonia, e i comportamenti scorretti di telecom nei confronti degli altri operatori, come il ritardo nell’attivare le linee, l’effettuare offerte fuori listino (sconti) quando si richiede di disdire il contratto e presentare nuove offerte (linea 4 mbit) senza dare sufficiente preavviso agli altri operatori, non diminuendo il prezzo della banda e offrendo una velocità minima garantita (20 k) assolutamente insufficiente per una linea a 4 mbit.

Continua ...>>>

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Commenti
1Commento

Re: Anti Digital Divide risponde alle afferm

Dopo un mese di whiweb, nonostante la cortesia del supporto vado a 10k ancora e mi dicono che per loro va bene cosi' perche' e' sopra la banda minima. Vi saluto e mi auguro non troviate un provider che vi fa andare a 10k. soprattutto se vi siete abituati a 200 :-) http://www.p2pforum.it/forum/showthr...65#post1799865

Inviato da un utente sfortunato di ehiweb

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