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Gentile Ministro TLC, facciamo partire il Wi-Fi nostrano?
mag 2, 2005 Assoprovider scrive di nuovo al Ministro delle Telecomunicazioni. Questa volta
al nuovo Ministro, invitandolo a non confondere il Wi-Fi con Il WiMAX (ancora
in divenire) e chiedendo di dare un segnale positivo al mercato, liberando il
Wi-Fi da lacci, laccetti e costi di licenza. di Luca De Nardo
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"Suonala ancora, Sam"
recita un famoso film. Ed Assoprovider ha voluto "copiare"
questa tormentone storico del cinema mondiale, perché evidentemente non
aveva nulla di meglio da fare. Quindi Assoprovider ci riprova scrivendo venerdi scorso di nuovo al Ministro delle Telecomunicazioni - quello nuovo per intenderci - il neo-Ministro Landolfi. L'occasione sono le recenti dichiarazioni del Ministro secondo il quale mercoledì prossimo (4 maggio) - grazie alla disponibilità della Difesa nel liberare le frequenze necessarie (3.5 GHz) - il Ministero delle TLC accrediterà i nuovi operatori per le reti Wi Max. WiMax? E il Wi-Fi? Possiamo almeno finire una cosa alla volta? Ricorda il Presidente di Assoprovider, Matteo Fici: "Il Wireless Fidelity, comunemente noto come Wi Fi, da non confondere col Wimax, si sta dimostrando una nuova efficace via alla larga banda in Italia e nel mondo. In seno ad Assoprovider un gruppo di associati sta conducendo con la supervisione del Ministero per le Comunicazioni una ampia sperimentazione, finalizzata alla soluzione del cosiddetto "ultimo miglio". L'uso del wireless per la copertura dell'ultimo miglio con tecnologie della famiglia IEEE 802.11x (codifica tecnica del WI-FI) è importante per un doppio ordine di fattori:
A due anni ormai dal rilascio della regolamentazione
sull'uso del Wi Fi per applicazioni hot spot indoor (28 Maggio 2003), non
si è ancora arrivati al giro di boa: la possibilità di applicazione
outdoor è stata infatti espressamente vietata nel D.L. del 28/05/2003,
anche se in fase di audizione non era stata prospettata alcuna limitazione. Perché dunque dare avvio ad un nuovo filone nel campo
del Wireless, quando il vecchio Wi-Fi non è ancora disponibile
sul mercato? A differenza del Wi-Fi, che è una tecnologia di rete locale,
il Wi-MAX è quindi una MAN, una rete di area metropolitana che sfiora
la rete geografica. Continua il Presidente di Assoprovider: "Stiamo notando con preoccupazione che il crescente
interesse sul Wimax, standard ancora in fase di definizione, sta artificiosamente
sminuendo il valore del Wi Fi, dove invece ci sono molte esperienze
positive sul campo nell'applicazione all'ultimo miglio. Si consideri fra l'altro
che ormai ogni PC portatile ha a bordo una scheda per connettersi in WI-FI,
mentre il WiMAX è ancora in fase di sviluppo. Ovviamente anche nel caso del Wimax , come in quello del Wi Fi, Assoprovider manifesta il suo più vivo interesse e desidera essere resa partecipe delle sue evoluzioni in Italia sotto tutti gli aspetti, soprattutto normativi. Ma riteniamo che sia indispensabile, prima di ogni cosa, l'immediata regolamentazione del Wi-Fi, anche per rendere più capillare la copertura della futura rete Wimax, considerato che le due tecnologie sono facilmente interoperabili." Quest'ultimo passaggio di Assoprovider è un bel fendente
quasi a dire con parole casarecce: Il Presidente di Assoprovider conclude così, con 4 richieste: "1 - Libero uso delle frequenze delle bande non protette
R-LAN ed Hyper-Lan (2,4 e 5 GHz) sia in modalità punto-multipunto (offerta
di servizio alle utenze fisse) che punto-punto (offerta di servizio al pubblico
e trunking tra sedi e stazioni base dell'operatore); Questa volta il tutto sembra abbastanza chiaro, sempre che
le precedenti richieste non lo fossero. Luca De Nardo |
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