"Suonala ancora, Sam"
recita un famoso film. Ed Assoprovider ha voluto "copiare"
questa tormentone storico del cinema mondiale, perché evidentemente non
aveva nulla di meglio da fare.
Ovviamente il nostro è amaro sarcasmo. Giusto per sottolineare
come la scorsa
lettera scritta da una delle Associazioni più rappresentative nel
campo degli Internet Service Provider all'Ex-Ministro delle TLC - Gasparri
- non abbia trovato riscontro sul difficile quanto inesistente mercato del Wi-Fi
italiano.
Quindi Assoprovider ci riprova scrivendo venerdi scorso di nuovo al Ministro delle Telecomunicazioni - quello nuovo per intenderci - il neo-Ministro Landolfi. L'occasione sono le recenti dichiarazioni del Ministro secondo il quale mercoledì prossimo (4 maggio) - grazie alla disponibilità della Difesa nel liberare le frequenze necessarie (3.5 GHz) - il Ministero delle TLC accrediterà i nuovi operatori per le reti Wi Max.
WiMax? E il Wi-Fi? Possiamo almeno finire una cosa alla volta?
Ricorda il Presidente di Assoprovider, Matteo Fici:
"Il Wireless Fidelity, comunemente noto come Wi Fi, da non confondere col Wimax, si sta dimostrando una nuova efficace via alla larga banda in Italia e nel mondo. In seno ad Assoprovider un gruppo di associati sta conducendo con la supervisione del Ministero per le Comunicazioni una ampia sperimentazione, finalizzata alla soluzione del cosiddetto "ultimo miglio". L'uso del wireless per la copertura dell'ultimo miglio con tecnologie della famiglia IEEE 802.11x (codifica tecnica del WI-FI) è importante per un doppio ordine di fattori:
A due anni ormai dal rilascio della regolamentazione
sull'uso del Wi Fi per applicazioni hot spot indoor (28 Maggio 2003), non
si è ancora arrivati al giro di boa: la possibilità di applicazione
outdoor è stata infatti espressamente vietata nel D.L. del 28/05/2003,
anche se in fase di audizione non era stata prospettata alcuna limitazione.
Il ritardo conseguente registrato in Italia nell'approvare un nuovo
regolamento sul wireless per l'ultimo miglio che superi i limiti imposti dal
DL di cui sopra , che sia finalmente coerente con l'Europa rimane un
dato di fatto a due anni ormai dall'autorizzazione alle sperimentazioni che
sin da subito hanno dato esito positivo e sulle quali si sono strutturate
esperienze esaltanti, a detta anche delle Autorità."
Perché dunque dare avvio ad un nuovo filone nel campo
del Wireless, quando il vecchio Wi-Fi non è ancora disponibile
sul mercato?
Ricordiamo che il Wi-Max è il nome commerciale di una implementazione
normalizzata e interoperabile delle tecnologie conformi allo standard IEEE
802.16 e al corrispondente HyperMAN dell’europeo ETSI, che definiscono connessioni
wireless in una serie di frequenze dai 2 ai 66 GHz con velocità di trasmissione
sino a 70 mbit/secondo e su una distanza massima tra stazione base e terminale
di 50 chilometri.
A differenza del Wi-Fi, che è una tecnologia di rete locale,
il Wi-MAX è quindi una MAN, una rete di area metropolitana che sfiora
la rete geografica.
Facile desumere per un osservatore esterno che il Wi-Fi sia un servizio congeniale
da offrire sul mercato per i piccoli provider del posto, mentre il WiMax perfetto
per i grossi providers....
Continua il Presidente di Assoprovider:
"Stiamo notando con preoccupazione che il crescente
interesse sul Wimax, standard ancora in fase di definizione, sta artificiosamente
sminuendo il valore del Wi Fi, dove invece ci sono molte esperienze
positive sul campo nell'applicazione all'ultimo miglio. Si consideri fra l'altro
che ormai ogni PC portatile ha a bordo una scheda per connettersi in WI-FI,
mentre il WiMAX è ancora in fase di sviluppo.
Questo crea confusione fra le due tecnologie, e il rischio da evitare
è un ulteriore blocco del Wi Fi in attesa di una comune regolamentazione
col Wimax: il Wi fi, a differenza del Wimax, è una tecnologia pronta
ad essere utilizzata da anni e può portare grandi vantaggi allo sviluppo
tecnologico del nostro paese.
Ovviamente anche nel caso del Wimax , come in quello del Wi Fi, Assoprovider manifesta il suo più vivo interesse e desidera essere resa partecipe delle sue evoluzioni in Italia sotto tutti gli aspetti, soprattutto normativi. Ma riteniamo che sia indispensabile, prima di ogni cosa, l'immediata regolamentazione del Wi-Fi, anche per rendere più capillare la copertura della futura rete Wimax, considerato che le due tecnologie sono facilmente interoperabili."
Quest'ultimo passaggio di Assoprovider è un bel fendente
quasi a dire con parole casarecce:
"Lasciamo intanto giocare i piccoli (e perché no, anche i grandi)
con il Wi-Fi e nel frattempo la "mamma di tutte le telecomunicazioni
italiane" può giocare con il suo WiMax. Tanto dopo possiamo
integrare sia Wi-Fi che WiMax." (ndr)
Il Presidente di Assoprovider conclude così, con 4 richieste:
"1 - Libero uso delle frequenze delle bande non protette
R-LAN ed Hyper-Lan (2,4 e 5 GHz) sia in modalità punto-multipunto (offerta
di servizio alle utenze fisse) che punto-punto (offerta di servizio al pubblico
e trunking tra sedi e stazioni base dell'operatore);
2 Nessun costo di licenza né per l'operatore né per l'utenza;
3 - Nessuna limitazione sulle aree di copertura né geografiche né
territoriali;
4 - Nessuna limitazione circa la tipologia di servizi IP offerti con tecnologia
wireless. "
Questa volta il tutto sembra abbastanza chiaro, sempre che
le precedenti richieste non lo fossero.
Chissà che questa volta le linee di comunicazione non siano disturbate
presso il Ministero TLC e che il messaggio sia giunto forte e chiaro.
Luca De Nardo