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NELLA LIBERA CONCORRENZA DELLA BANDA LARGA L'ITALIA QUASI ULTIMA
giu 14, 2005 Gli ultimi dati diffusi dalla European Regulators Group (Erg - comitato per
il coordinamento delle Authority nazionali) parlano chiaro. Nella banda larga,
l'Italia starà andando anche molto bene, ma in quasi totale assenza di
libera concorrenza. di European Regulators Group
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L'ultimo report publicato dalla Erg - European Regulators Group - il comitato per il coordinamento delle Authority nazionali europee - afferma che la crescita e l'utilizzo della banda larga in Italia va bene ed è allineato ai ritmi europei, ma se si analizza questa crescita in termini di apertura di mercato, il nostro paese si colloca agli ultimi posti. Secondo il Broadband market competition in Italia non c'è sufficiente
libera concorrenza nella banda larga in generale, tanto che il mercato riservato
ai nuovi concorrenti di Mamma Telecom è pari solo al 27%.
La situazione migliore tra i paesi europei è la Romania, dove sembra che la concorrenza nella banda larga raggiunga il 100% (ma dove l'incidenza di questa risulta essere appena l'1,4% rispetto alla totalità delle connessioni Internet, quindi, una quota assolutamente irrisoria). La Gran Bretagna assegna alla libera concorrenza il 75% (3 clienti
su 4 possono - o scelgono - un concorrente a British Telecom) mentre
la Francia vanta un 57% e in Svezia un 60%. Se da una parte la libera concorrenza nel nostro paese sembra non essere in condizioni di operare nel miglior modo possibile, dall'altra parte giunge la conferma che il broadband italico stia vivendo una buona fase: l'8,2% dei connessi ad Internet fa uso della banda larga, un filo sotto la media europea che dichiara 8,3 utenti ogni 100 connessi. Il paese europeo che vanta un rapporto più elevato è l'Islanda, con 19,7 utenti connessi in broadband su 100, seguita da Olanda (18,9 utenti su 100), la Svizzera (18,5 su 100) e la Danimarca (18,1 su 100). L'Italia, la Francia e la Gran Bretagna sono i paesi che registrano tassi di crescita più interessanti. |
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