Il Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org (PLIO) esprime la sua forte
preoccupazione in merito ai contenuti del dibattito Europeo sui brevetti software,
che nel prossimo mese di luglio potrebbe veder approvata la Direttiva Europea
denominata CII (Computer-Implemented Inventions) nella sua versione peggiore
approvata dalla Commissione Europea il 7 maggio 2004 in aperto contrasto
con gli emendamenti approvati dal Parlamento in prima lettura.
di Italo Vignoli - PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org |
17 giugno 2005
Vista l'immaterialità del software e il numero spropositato
di brevetti, soprattutto banali, concessi dai patent office, il violare un brevetto,
anche senza intenzione, diventa per un programmatore una cosa praticamente
inevitabile e quindi molto rischiosa.
In USA, infatti, i costi giudiziari per una causa di violazione brevettuale,
anche se non si è colpevoli, si aggirano fra i 500.000 e i 4.000.000 di dollari
per singolo brevetto (e qualsiasi programma di una certa complessità può
facilmente venire accusato di violarne decine). Questo spiega perché le PMI,
in caso di contenzioso, anche solo per il rischio di aver per violato brevetti
banali o relativi ad algoritmi e metodi di cui esistono realizzazioni precedenti
alla data di accettazione del brevetto (la cosiddetta "prior art"), preferiscono
pagare le royalties richieste senza affrontare il contenzioso o, nei
casi in cui il detentore del brevetto non voglia risolvere la questione sul
piano economico, interrompere l'uso del componente software oggetto del contendere.
I brevetti software, quindi, sono un danno per chiunque, perché
riducono o nei casi peggiori annullano la possibilità di mettere sul mercato
prodotti dotati di funzionalità già coperte dai brevetti stessi. Inoltre, se
consideriamo la quantità di brevetti esistenti (più di 30.000 registrati
solo in Europa, in barba alla legge), la loro genericità e la mancanza di
strumenti efficaci per appurarne l'esistenza, la direttiva obbligherà a eliminare
delle funzionalità da prodotti già in commercio:
- PostgreSql, il famoso DMS Open Source, dovrà adottare
un sistema di caching meno performante in tutte le nuove versioni, per evitare
il rischio di infrangere un brevetto attualmente "pending" (ovvero,
ancora in attesa di registrazione da parte dell'ufficio brevetti statunitense);
- Microsoft dovrà eliminare dai sistemi operativi una
nuova funzionalità di comunicazione che rende più veloci le comunicazioni
via rete;
- L'adozione della quanto mai necessaria nuova versione del
protocollo Internet IPv6 potrebbe essere rallentata dalla scoperta
di un brevetto di Microsoft che riguarda una parte importante del protocollo
stesso.
Se la piccola e pressoché sconosciuta Eolas dovesse vincere
la causa intentata contro Microsoft per un banale meccanismo contenuto nei programmi
per la navigazione Web, meccanismo che Eolas non ha certamente inventato
ma ha furbescamente brevettato, l'intero universo del Web ne subirebbe delle
gravi conseguenze.
Anche il multimediale e la telefonia Internet (VoIP)
sono dei veri e propri campi minati dal punto di vista brevettuale (e si tratta
di brevetti sempre molto astratti e dalle rivendicazioni sproporzionatamente
ampie, poiché sono stati depositati con il preciso scopo non già di difendere
l'innovazione ma di intralciarla, intercettando ricchezza).
Per concludere, il brevetto esteso ai formati, come nel
caso dell'XML Microsoft, creerebbe una discriminazione tale per
cui l'utente che deve accedere alle proprie informazioni contenute in un formato
proprietario potrebbe vedersi costretto a pagare una royalty anche se volesse
usare programmi alternativi.
E questo, per la pubblica amministrazione, costituirebbe un fardello spropositato
per la gestione di informazioni che, nella realtà, sono di proprietà dei cittadini
stessi.
Italo Vignoli - PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org
Alcuni link di approfondimento
Un esempio di cosa è già stato brevettato in Europa per un negozio on-line:
Info generali e come protestare:
Alcune cifre per i brevetti europei (al 2004)
Tutte le ultime novità sul fronte dei brevetti (in inglese):