Una giornata grigia, non per gli occidentali, non per l'Islam; una giornata grigia per l'uomo.
Solitamente in questi momenti di pura follia umana, il dolore
e lo strazio, si trasformano in perfetti eventi mondiali mediatici, dove gli
obiettivi di telecamere e macchine fotografiche si trasformano in perfetti cunei
che allargano e ampliano inesorabilmente la sofferenza e lo sdegno delle
menti umane.
Ma qualcosa di diverso è accaduto.
Le televisioni sono state volutamente parche, sobrie, offrendo immagini silenziose
e discrete. Il ruolo dei canali di informazione televisiva, forse, ha segnato
una svolta, almeno di quella inglese, cercando di fornire una realtà
composta (se di compostezza si può parlare in questi momenti) in mezzo
alla tragedia.
O forse, tristemente, è stato loro imposto.
Internet invece indica - una versione di sé - in qualche
modo inedita.
Oltre ad essere uno strumento alternativo per "connettere" le persone
tra loro a fronte di un collasso della rete telefonica britannica, Internet
porta attraverso i suoi bit cellule d'informazione non visibili attraverso la
TV.
Immagini inedite, principalmente fotogrammi, foto, che ritraggono la disperazione
e la sofferenza umana, immagini del sistema colpito nel cuore: incredulità
umana, quel che rimane della
sofferenza, per passare ad immagini più crude come i cuniculi
della metropolitana pieni di fumo, la gente
che scappa dalle uscite di sicurezza illuminate da luci di emergenza, quel
che rimane dell'autobus
e dei corpi straziati, carrozze
della metropolitana sventrate e molto
altro.
Ed i siti della blasonate televisioni? Molti si trasformano in simil-blog,
dove i reporter raccontano con brevi post scene cruente e particolari aggiaccianti.
Technorati.com, uno dei più importanti fornitori di piattaforme Blog (vanta 12 millioni di blogs and news Web sites) ha affermato che nella giornata di ieri 8 dei 10 termini più ricercati nel proprio network di blogs riguardavano l'esplosione di Londra. Fino ad arrivare al punto in cui il suo sistema di ricerca è crollato sotto l'enorme numero di "query" eseguite da navigatori alla ricerca ossessiva di notizie e informazioni riguardanti l'attentato.
Nella follia del sistema, i blogs, anche quelli di normalissime persone, si sono trasformati in puntuali quanto incisivi trasmettitori di informazioni, sensazioni, immagini raccontate o mostrate, in una corsa quasi folle nel fare quel che le televisioni ci hanno abituato a vedere in tutti questi anni, sotto lo stendardo del "diritto all'informazione", costi quel che costi.
Due tendenze contrapposte?
La televisione sobria, la rete che urla?
Sta a voi giudicare, pensando che i due media hanno un'approccio sistemico contrapposto.
La Televisione è Top-Down (l'informazione - una o limitata - viene
decisa da pochi per i molti) e la rete è bottom-up (in molti decidono
l'informazione - frammentata di fatto - per i molti).
Augurandoci che Internet non diventi il perfetto cuneo che allarga,
urla, amplia, trasforma in stupido sensazionalismo la sofferenza umana come
pura logica fine a se stessa, sterile, inutile, gridando, probabilmente a se
stessa, la stupidità umana, lasciamo a voi ampio giudizio.
Luca De Nardo