Avete presente le comunicazioni periodiche che descrivono l'andamento
della pubblicità in Italia elaborate da Nielsen Media Research? Ogni mese ci
mostrano crescite o regressi di televisione, stampa, radio, affissioni e cinema.
Mancava internet che, in quanto a valore di mercato, pesa ormai più del cinema
e si avvicina sempre di più alle affissioni.
Ebbene, da oggi NMR includerà anche internet nelle sue rilevazioni AdEx,
frutto di un anno di lavoro da parte delle concessionarie online rappresentate
in Assointernet (ex ACP Online) e da IAB Italia.
A detta di tutti è un momento importante, una specie di “ingresso in società”
da parte della pubblicità online nel nostro Paese.
Peraltro, la rilevazione permetterà di conoscere con regolarità gli investimenti
dei singoli spender pubblicitari online, cosa pressochè unica al mondo. Ma l'impatto
maggiore sarà probabilmente di tipo psicologico, mostrando con continuità il
valore e la crescita dell'advertising online sui tavoli che muovono il mercato
totale, rispetto al quale la Rete vale ancora l'1,2%.
Naturalmente la complessità della rilevazione NMR ha creato
non pochi disagi e lavoro aggiuntivo alle concessionarie online, non solo perché
il formato è diverso da quello raccolto finora da IAB attraverso PricewaterhouseCoopers,
ma anche per il fatto che parametrizzare i format pubblicitari online con quelli
tradizionali è piuttosto complicato.
Mi auguro fortemente che tale complessità non vada a pregiudicare i risultati
delle rilevazioni, anche se ritengo ci saranno senz'altro delle aree grigie.
Un esempio per tutti è quello del valore del paid search, ossia della pubblicità
esposta sui motori di ricerca. Qui i problemi sono diversi, importanti ed impattanti
sul risultato finale della rilevazione; ne segnalo due in particolare.
Mauro Lupi - Presidente di Ad Maiora Spa - tratto dal blog personale admaiora.blogs.com/maurolupi