Una sostanziale conferma nei numeri e nei fatti, viene da una recente ricerca edita da Atlas Institute, attraverso il suo "Online Media Conversion Rates by Daypart". Ovvero, viene sostanzialmente confermato il livello di interattività e reazione che una pubblicità suscita nel navigatore on-line in funzione dell'ora nel corso della giornata. Cosa nota agli addetti ai lavori, se non altro nel concetto, ma ora è suffragato da note e fatti.
Il primo punto immediatamente evidenziato è come le variazioni nei cosidetti Convertion Rates, siano particolarmente evidenti, fino a raggiungere differenze pari al 50%. Le ore lavorative (specialmente nella pausa pranzo) e la prima parte della serata (tipicamente subito dopo la cena) generano tassi di conversione (interattività nel riempire una form, rispondere ad un questionario o effettuare un acquisto) maggiori che nel corso delle altre ore della giornata.
Il commento dell'analista Young-Bean Song indica quindi fondamentale per i responsabili marketing e per la pianificazione delle pubblicità prevedere gli orari in cui la pubblicità verrà visualizzata dai navigatori on-line, incidendo particolarmente sui costi acquisizione clienti (CPA - Cost Per Acquisition) ogni volta che i tassi di conversione variano notevolmente da ora a ora.
Ma non è tutto oro quel che luccica.
Gli analisti di Atlas Institute ammoniscono a pianificare e concentrare eccessivamente
nelle ore definite calde tutte le pianificazioni pubblicitarie: questo comporterebbe
un rischio elevato di sovraesposizione dei messaggi pubblicitari, in una sorta
di overflow di informazione e invito all'acquisto o all'interazione. Abbandonare
del tutto, quindi, quelle ore in cui il tasso di conversione è basso
può apparire errato. Per esempio, le prime ore della giornata (quelle
che vanno dalle 4 della mattina alle 8) in cui i tassi di conversione risultano
essere più basse, dovrebbero comunque essere previste.