Sophos
ha pubblicato il rapporto sui dodici Paesi che hanno prodotto il maggior volume
di spam negli ultimi sei mesi.
Gli esperti dei SophosLabs hanno esaminato tutto il traffico
e-mail intercettato dalla propria rete mondiale, identificando una lista di
12 “peccatori”. Gli Stati Uniti continuano a detenere questo primato
negativo, con il 26,35% di spam prodotto a livello globale, ma ne producono
sensibilmente meno rispetto a un anno fa (41,50%). La drastica diminuzione è
attribuibile a una serie di fattori, fra i quali pene carcerarie per gli spammer,
legislazione più restrittiva e migliori sistemi di sicurezza.
In questa speciale classifica, l’Italia occupa il 14° posto, con
la percentuale dello 0.94%.
Sophos ha constatato che più del 60% dello spam viene generato da computer zombi, ossia da computer compromessi, infettati da codici malevoli. Questo permette agli spammer di utilizzare anche PC presenti in altre nazioni come “rampa di lancio” inconsapevole delle attività di spamming.
La classifica dei dodici Paesi produttori di spam si presenta nel seguente modo (le cifre tra parentesi si riferiscono allo stesso periodo del 2004):
Aprile - settembre 2005 1. Stati Uniti 26,35% (41,50%) 2. Corea del Sud 19,73% (11,63%) 3. Cina (inclusa Hong Kong) 15,70% (8,90%) 4. Francia 3,46% (1,27%) 5. Brasile 2,67% (3,91%) 6. Canada 2,53% (7,06%) 7. Taiwan 2,22% (0,86%) 8. Spagna 2,21% (1,04%) 9. Giappone 2,02% (2,66%) 10. Regno Unito 1,55% (1,07%) 11. Pakistan 1,42% Nuova entrata 12. Germania 1,26% (1,02%)
"Iniziative quali la condivisione di informazioni fra Internet Provider sui modi per sconfiggere gli spammer e l'attuazione della legislazione CAN-SPAM da parte delle autorità hanno permesso ai Stati Uniti e Canada di combattere gli spammer. Ne è risultato che alcuni degli spammer più prolifici sono stati costretti a cessare l'attività o a trasferirsi all'estero," afferma Graham Cluley, esperto consulente tecnologico per Sophos. "Un anno fa l'introduzione di Windows XP SP2, con le sue maggiori funzioni di sicurezza, ha ulteriormente contribuito alla difesa degli utenti privati dalla pirateria informatica. La preoccupazione ora sta nel fatto che, per realizzare i loro profitti illeciti, gli spammer più perversi si daranno ad altri mezzi lucrosi basati sulla rete, quali lo spyware e i codici malevoli per il furto dell'identità."
Sotto la pressione della presa di coscienza internazionale e
delle legislazioni nazionali, per raggiungere i propri scopi gli spammer stanno
rivolgendosi sempre di più a provider illegali.
Loro complici fondamentali in tale attività criminosa sono gli autori di virus
e gli hacker. Prendendo il controllo dei PC non protetti, gli hacker sono in
grado di inoltrare spam, lanciare attacchi denial-of-service oppure rubare le
informazioni dell'utente, senza che i proprietari dei computer stessi ne abbiano
la consapevolezza.
"Grazie al lato oscuro di Internet è possibile arricchirsi notevolmente e quegli spammer che trovano sempre più difficile vendere merci tramite le e-mail di massa si volgeranno probabilmente ad altre attività criminose," continua Cluley. "La classifica mostra che spammer e autori di virus sono in grado, al fine di inviare i propri messaggi indesiderati agli utenti, di sfruttare i computer non protetti in qualunque parte del mondo. Nella lotta contro lo spam ognuno deve ricoprire un ruolo."