Lo standard IEEE 802.16e è stato approvato con il 98,6 per cento di sì. Lo ha annunciato con una circolare il presidente del sottocomitato dell’organismo di standardizzazione lo scorso 2 novembre. Se non lo avete ancora trovato scritto sui media è perché la promulgazione ufficiale (e relativi comunicati stampa) avverranno il prossimo 7 dicembre, ma in un’era di votazioni elettroniche il risultato è già acquisito. Tutto bene, direte voi, ma di che stiamo parlando? Presto detto. 802.16e è la sigla che indica quella versione del più generale standard 802.16 (che viene identificato con il più noto WiMAX ma che in realtà è molto più ampio) specificamente dedicata alle applicazioni mobili, ossia con trasmettitore e ricevitore in movimento. Fino alla votazione di qualche settimana fa, lo standard approvato consentiva solo applicazioni fisse o cosiddette nomadiche (ossia in movimento molto lento, tipo passo d’uomo o fisse ma facenti capo a apparecchiature trasportabili, come un laptop spostato dall’ufficio al giardino).
Il nuovo standard comprende molte caratteristiche della versione più generale, per esempio le frequenze radio utilizzate che coprono le bande dei 2,3, 2,5, 3,3, 3,5 e 5,8 GHz e la modalità di modulazione (divisione di frequenza ortogonale, OFDM). Sono state però aggiunte alcune nuove funzionalità specifiche per l’utilizzo in mobilità, le più importanti delle quali sono: l’accesso multiplo in OFDM, che suddivide lo spazio di frequenze disponibili in diversi gruppi di portanti con sottocanali e riduce le interferenze per i terminali con antenna omnidirezionale (tipicamente i terminali mobili); la scalabilità dell’occupazione dei canali sulla base della disponibilità di banda, che permette di concentrare la potenza di trasmissione nei collegamenti dove è più necessaria; il supporto di antenne adattative, ossia con la focalizzazione in ricezione e trasmissione effettuate “formando” il fascio radio con mezzi non meccanici ma elettronici; miglioramento nella gestione dell’handoff, ossia il passaggio di un terminale da una stazione base a un’altra senza perdita di connessione, e del roaming, ossia la possibilità per un abbonato di un gestore di connettersi tramite un altro gestore. Tutto ciò dovrebbe consentire a un terminale di rimanere collegato in modo utile (ossia trasferendo dati) fino a una velocità di circa 120 chilometri all’ora, limite dettato dalle caratteristiche del protocollo di handoff.
Come
sempre avviene con gli standard, il fatto che esistano non implica
automaticamente che tutti i prodotti che vengono realizzati sulla loro base
siano anche interoperabili. Di questo si occupano di solito dei consorzi
industriali che definiscono dei “profili” scegliendo tra i parametri ammissibili
sulla base della norma e costruiscono delle procedure di test per verificare
l’aderenza dei singoli prodotti a quei profili. Se il test viene superato, il
prodotto è certificato, che si traduce nella garanzia che funzioni con tutti
gli altri prodotti certificati.
Com’è noto, il consorzio industriale che si occupa dell’IEEE 802.16 è il WiMAX Forum, che già ha definito una serie di profili per lo standard “classico” (le certificazioni sono in corso ed entro fine anno saranno rilasciate a un buon gruppo di prodotti). Il consorzio sta definendo anche i profili per il nostro 802.16e. Si tratta di un passaggio cruciale perché, aldilà di quanto dettato dagli standard, ciò che conta per il mercato sono le caratteristiche che avranno i prodotti certificati e interoperabili. Per ora il WiMAX Forum tace ufficialmente, ma ufficiosamente gira la voce che i primi profili saranno nelle bande dei 2,3 e dei 2,5 GHz, che hanno il vantaggio di funzionare meglio al chiuso. Altri dettagli non ci sono (come l’ampiezza dei canali) e questo non permette di dare indicazioni precise sulle prestazioni attese. Più è ampio il canale utilizzato, maggiore è la velocità (15 Mbit/secondo a 5 Mhz e 35 Mbit/sec a 10 MHz), mentre il raggio d’azione utile dipende da un numero di fattori ancora più ampio.
Si sa già cosa non ci sarà nei profili: le specifiche del roaming, ufficialmente perché si tratta di un protocollo di livello più alto di quelli necessari per la certificazione (livelli 1 e 2, ossia Fisico e Media Access Control). In realtà sono in corso manovre e trattative all’interno del consorzio per definire una piattaforma di roaming che vada bene a tutte le parte interessate (gestori, produttori di terminali, produttori di apparati, eccetera). Le prime certificazioni di prodotti 802.16e non avverranno quindi prima del gennaio 2007, anche se è probabile che i primi prototipi basati su profili del consorzio faranno la loro apparizione già nella primavera del 2006.
(fine parte I)