Il numero di navigatori in Cina cresce, così come la censura
Numeri elevatissimi tra i navigatori cinesi che raggiungono quota 111 milioni,
ma cresce di pari passo la censura.
di Luca De Nardo |
18 gennaio 2006
Il China Internet Network Information Centre ha diramato
una nota in cui asserisce che i navigatori in Cina nel corso del 2005 hanno
raggiunto la quota di 111 milioni di persone, una quota pari all'8,5%
della popolazione (ben al di sotto della media mondiale che è il
15,2%) ma pur sempre un vero e proprio esercito. Rispetto ad un anno
fa i nuovi arrivati sarebbero circa 17 milioni (+16% rispetto
al 2004).
La metà della popolazione internet cinese (circa il 50,2%) utilizzerebbe
una connessione broadband mentre la maggior parte di essi vivono nella grandi
città, mostrando con evidenza un sempre più forte digital divide
tra la popolazione e confermando una differenza netta nel benessere economico
e sociale tra città e campagna.
Ma nel frattempo anche la censura non si ferma. Dopo l'oscuramento per questioni
tecniche di Wikipedia
(e il caso più noto), anche Skype ha dovuto "sottomettersi"
al volere delle autorità cinesi, chiudendo le comunicazioni VoIP da
e per la Cina.
Malgrado ciò non tutto è perduto. E' infatti notizia di queste
ore per cui secondo 1.200 intervistati, Google sarebbe in fortissima crescita
nelle preferenze degli Internauti cinesi, battendo come tassi di crescita i
leader Baidu
e Sohu.
Questi ultimi due, pur mantenendo ancora le prime due posizioni come query richieste,
vedono crescere alle proprie spalle e a passi spediti il super motore di ricerca
americano. Secondo le previsioni durante il 2006 potrebbe esserci il
sorpasso sempre che la grande G non schiacci qualche callo al governo
cinese e non venga improvvisamente bandito dalla rete cinese.