Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo
in cui si evidenziava come Poste Italiane presentasse problemi di sicurezza
nel proprio sito web. Abbiamo inoltre evidenziato come fosse possibile mettere
in atto truffe on-line usando il sito originale (!) di Poste Italiane.
Nonostante vari tentativi, Salvatore Aranzulla non era riuscito a raggiungere
alcun contatto tecnico in Poste Italiane a cui segnalare tali problematiche,
limitandosi quindi ad una segnalazione al servizio clienti dal quale non ebbe
alcun riscontro.
Solo in seguito alla pubblicazione
sul nostro quotidiano della scoperta di Salvatore, il reparto tecnico di
PosteCom ha risolto il problema grazie il contributo del mitico Salvatore e
complimentandosi personalmente con il giovane divulgatore informatico.
La correttezza di Aranzulla lo aveva portato a non descrivere
i passaggi tecnici necessari per effettuare la truffa sul sito omonimo delle
Poste Italiane. Ne tantomeno i-dome.com aveva pubblicato il video
che testimoniava la reale possibilità di eseguire operazioni poco ortodosse.
Ora che le Poste Italiane hanno risolto il problema, può risultare utile
pubblicare le tecniche truffaldine per capire dove si trovavano e come potevano
essere applicate per realizzare una truffa on-line. Salvatore ha realizzato
questo
filmato (richiede Divx) in cui viene mostrato come veniva messo in atto
una truffa a tutti gli effetti.
Tecnicamente parlando
Poste Italiane usa il seguente sistema di redirect, quando un
cliente identificato al sistema vuole uscire dal proprio conto Banco Posta,
portando l’utente nell’indirizzo indicato in goto.
https://bancopostaonline.poste.it/bpol/comuni/bpollogoff.asp?goto=
http://www.sito-internet.it
Prima della correzione non veniva tuttavia effettuato alcun controllo sulla destinazione, che avrebbe poturo essere costituita anche da un sito truffaldino, legittimato dalla prima parte dell’indirizzo, che riporta il sito originale. Da notare era anche la connessione cifrata (https).
L’indirizzo del sito truffaldino poteva essere anche proposto
in un formato di difficile compresione, come in ASCII esadecimale preceduto
dal segno di percentuale.
Ad esempio:
https://bancopostaonline.poste.it/bpol/comuni/bpollogoff.asp?goto=
%68%74%74%70%3A%2F%2F%77%77%77%2E%73%69 %74%6F%2D%69%6E%74%65%72%6E%65%74%2E%69%74
Questo sistema di redirect avrebbe potuto essere usato per reindirizzare
un utente su un sito esterno e truffaldino, anche se i filtri anti-phishing
avrebbero potuto bloccare il sito illegittimo. Ma per chi non avesse avuto un
sistema anti-phishing, quali probabilità avrebbe avuto di cadere nella
rete?
Salvatore ha però scovato invece un’altra falla, in un altro sito di
Poste Italiane.
Il problema risiede nel sottodominio escrivimi.poste.it, dove è presente
la pagina NavCategory.jsp. Nella
pagina NavCategory.jsp, la variabile cat (NavCategory.jsp?cat=) non è filtrata
permettendo l’inserimento di codice Javascript.

Inserendo opportuno codice Javascript è possibile modificare
la pagina originale di Poste Italiane, creando un modulo uguale a quello di
accesso al proprio conto Banco Posta, i cui dati però andrebbero a finire nelle
mani dei truffatori.
Un indirizzo esemplificativo della falla è il seguente. Se si osserva il codice
HTML della pagina, il testo della variabile cat viene inserito nell’indirizzo
(src) dell’immagine. Per attuare il codice Javascript, viene inserito l’indirizzo
di una immagine inesistente, che darà seguito all’evento onError.
http://escrivimi.poste.it/NavCategory.jsp?cat=tests%22%20onErro r%3D”alert(’BUG’);//
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"Capitan Aranzulla" ha risolto un altro caso ...